Appuntamento col deserto

Sono uscito troppo presto dal forte, questa mattina.  Se mi fossi limitato a seguire gli ordini, sarei rientrato senza sorprese, come ogni giorno. Ho potuto osservare il movimento di ogni istante mentre si snodava, anticipando e scostandosi dalla realtà desertica che tutti conoscono.

Ora non so cosa potrebbe accadere, per questo preferisco dirti semplicemente come è andata, il mio orologio è fermo, il sole è fermo, quel che non è più fermo è il deserto.

Immagine di Moebius
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23 pensieri su “

  1. A volte basta un’infrazione impercettibile come un battito di ciglia, un attimo prima o un attimo dopo, perché tutto cambi. Noi diciamo “il deserto” e pensiamo ad uno spazio sconfinato, immobile, immutabile, nel quale non succede mai niente, dove tutto è eterno. E invece quante storie potrebbe raccontarci il deserto, e quante facce diverse potrebbe esibire nell’arco di una giornata!

  2. Appuntamento col deserto

    Deserto – Ah, sei arrivato finalmente.
    Io – Scusa il ritardo, Deserto.
    Deserto – Non puoi sapere quanto aspettarti mi abbia “seccato”. La prossima volta passo a prenderti con la mia macchina.
    Io – Quale macchina?
    Deserto – Una Duna, ovviamente.

    … così, giusto per abbassare un po’ il livello.

  3. chè il deserto prende e non lascia semmai circonda, ingloba a volte, nell’apparente suo (re)stare. mi siederò anch’io sulle sue rive di sabbia, una tazza di tè alla menta nella mia mano sinistra e granelli da contare in quella destra.

  4. Zaritmac:
    ti ringrazio per l’immagine suggestiva; si corrono dei rischi quando si desidera “vedere”.

    Tenda Rossa:
    sì, l’importante è poi non cadere nel labirinto delle scelte/attimi possibili non percorsi
    :)

    Majara:
    grazie per il gemellaggio!

    Sabancaya:
    deserto-clessidra

    Undu:
    :)))))))))

    Stepa:
    Benvenuto
    (anche nel deserto, che come dici tu circonda, e accoglie, se lo si asseconda)

    Aqua:
    40 days dans…

    Giarre:
    dei pensieri sicuramente, ultimamente… ;)

    Lemma:
    la limpidezza della solitudine e del vivere per sottrazione a volte sono preferibili a confusi affollamenti, mere eccitazioni di un vacuum virtuale e spugnoso

  5. Hubert von Totenschwanz è appena tornato dal suo volo di ricognizione e gli ho chiesto invano cosa ha sorvolato. Adesso arrivo qui e ti leggo, e so che Hubert ha sorvolato un deserto. Forse.

  6. “…uno crea il blog per evadere e poi non riesce neanche a prendersi una vacanza…”

    pàròlesàntepàròlesàntepàròlesànte..

    ed in questo deserto/mondo
    non più meccanico ma sintetico
    …voilà …”un monde flottant”
    di Mathieu Briand !

    bisousàrebours !

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