NON E’ VERO

 
 
Non è vero che il capriolo ieri pomeriggio ha cambiato strada all’ultimo momento con uno scarto. Gli pareva bello quel sentiero in salita, costeggiava qualche casa, anche se sapeva che dalle case bisogna stare lontani.
La sensazione di aver imboccato la via sbagliata te la senti dentro. Da subito.
 
Ho sempre odiato i cancelli di ferro, aggressivi di lance rivolte verso l’alto, come da piccola odiavo i vetri in cima al muro di recinzione che mi impediva di vedere, ma mi insegnava a immaginare, solo a immaginare (tanto che è l’unica cosa che mi riesce di fare) ciò che succedeva nella casa di fronte, e lanciavo bambole, che detestavo, tricicli, macchine a pedali, soldatini, pur di scoprire chi vi abitasse, e invece qualcuno ordinava tutto in fila sulla porta di casa, il giorno successivo.
 
Sento come urla di bambino, mi precipito fuori e qualcosa si dibatte infilzato in quelle lance.
Lotto con zoccoli, pelo, muscoli, grida e occhi neri spalancati, per liberarlo; alla fine me lo ritrovo tra le braccia, senza vita.
 
Ma questa non è una storia vera. Le cose non possono essere andate così.
E’ forse vero che il capriolo ha scelto l’altra strada: quella che curva accompagnando l’ansa del fiume, d’argento, stasera, e finisce sulla casa di pietra e lamiere, al limite del bosco.
Sono sicura che di quel bosco nuovo e di chi e cosa lo anima sapresti scriverla, la storia vera, così potrei dimenticare questa.
 
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30 pensieri su “

  1. Nel giardino dei sentieri che si biforcano incontri sempre questi caprioli, ma anche virtuosi della chitarra elettrica sfuggiti all’overdose, poeti maledetti diventati placidi zii dalla chioma bianca, martiri mancati e soprattutto quei noi stessi, più ottimisti, più ingenui e insensibili che non hanno mai sbagliato la svolta lungo il sentiero.

  2. Hai ragione, non è vero, non è andata così. Sicuramente ti sbagliavi. Me l’ha detto ieri il capriolo, vorrebbe poterla scrivere lui la sua vera storia, ma con gli zoccoli che ha, gli vien male digitare sulla tastiera: “Dille che la scriva lei, la verità, e ringraziala da parte mia” ha detto, mentre spariva in lontananza nella boscaglia.

  3. Giarre:
    confido nel giardino dei sentieri che si biforcano, citato da Aquatarkus

    Aqua:
    grazie per le tue parole e il riferimento a Borges

    (“Sotto alberi inglesi meditai su quel labirinto perduto: lo immaginai inviolato e perfetto sulla cima segreta d’una montagna; lo immaginai subacqueo, cancellato dalle risaie; lo immaginai infine, non già di chioschi ottagonali e di sentieri che voltano, ma di fiumi e di province e di regni… Pensai a un labirinto di labirinti, a un labirinto sinuoso e crescente che abbracciasse il passato e l’avvenire, e che implicasse in qualche modo anche gli astri. Assorto in queste immagini illusorie, dimenticai il mio destino d’uomo inseguito.” da:Il giardino dei sentieri che si biforcano – J.L. Borges)

    Tommy:
    benvenuto, ma…
    che scherzi mi fai?
    :O)

    Noncorrere:
    Chissà se invece la raccontasse proprio lui, la svolta verso l’altro sentiero.

  4. io spesso imbocco la via sbagliata (nel momento in cui ti scrivo sono contro il senso di marcia) [e il guaio delle cancellate è che spesso sono invisibili, “cancellate” per l’appunto]

  5. C’è un mondo – è proprio qui accanto – in cui il capriolo ha trovato l’altra strada. Bordata di felci giganti, coperta da muschi antichi, taglia il bosco di agrifogli e sale fino alla roccia viva, agli strapiombi e al cielo rarefatto, di un azzurro sconosciuto.
    E’ tanto vicino, quel mondo, che a volte – quando è limpido e la caligine non fa da isolante – se ne sentono le voci.
    GB

  6. Undu:
    va a finire che ci ritroveremo tutti nel giardino dei sentieri sbagliati
    ;)

    Mel:
    chiaramente una strada sbagliata

    Ice:
    non guarda in faccia nessuno, quella (e ho paura non solo lei)

    GB:
    grazie,
    pur non potendo entrare in quel mondo, ne vedo il profilo e i colori: credo ci sia.

  7. i sentieri che si biforcano, le sliding doors, i fiori che non colsi (e amo ancora), i se una notte d’estate un capriolo… è una storia bella, intensa, commevente

    chapeu!

  8. La nostalgia per le cose che non sono mai successe – ma che avrbbero potuto accadere – è forse ancora più lancinante di quella per le cose che sono successe. Ops, ma che dico – anche io mi sono lasciato fuorviare. Sono sicuro di essere fuori strada: il capriolo bruca (si dice così?) felice e lotta insieme a noi…

  9. Aitan:
    forse stratagemmi (disperati?)
    per spostare in là inevitabili constatazioni sul ciclo della vita.

    Uno:
    Land Art?
    ;)

    CampeggioVermiglio:
    quello è un altro sentiero, un …sentiero di spade, temo anch’io.

    Giulia:
    grazie, vorrei anch’io che quella porta aperta per lui.

    Giarina:
    no no là c’è solo una kachelofen
    ;)

    Lemma:
    ai poeti (e scrittori) il merito di portarci per mano verso gli “stratagemmi” indicati da Aitan

  10. Le strade non percorse mi appartengono per poco, giusto il tempo di un guizzo negli occhi. Amo indagare le sfumature del reale, infinite quanto le ipotesi dell’assurdo.

  11. sì, non può essere quella la storia vera, deve essere scappato il capriolo, sano e salvo in un universo parallelo. E’ quello che penso anch’io tutti i giorni. Un bacio

  12. un abbraccio stretto, Triana

    Madeinfranca: al di là del muro e dei vetri ero convinta ci potesse essere lo stesso incanto, grazie!

    Cristina, con l’aiuto della cronofotografia si può immaginare che non si sia fermato al cancello e non abbia tentato di saltarlo, proseguendo piuttosto verso l’altro sentiero.

    Cumino: anch’io amo percorrere le sfumature del reale, imbocco senza esitazione sentieri ( anche sbagliati) senza la smania di voler conoscere tutto.
    Accade però, a volte, di constatare che una scelta, magari secondaria, ha effetti che lasciano pietrificati.

  13. Siamo un gruppo di giovani caprioli che ha letto il vostro racconto. Noi siamo del parco dell’argentera (ai confini della Francia). volevamo dire a nome di tutti i caprioli della regione che il capriolo non è stupido! Chiunque lo pensi si sbaglia!

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