Blended colours
 
Ti racconto questa storia perché vorrei che tu la scrivessi. Ieri, in auto, andavo a prendere mio figlio che tornava da una gita scolastica. La strada è quella che percorro spesso: due rotonde e poi avanti dritto fino al centro. I pensieri erano i soliti, appena scombinati da una buona notizia, inaspettata: testa leggera, un po’ di euforia incredula, trattenuta (così potrò tenerla accanto a me per un tempo più lungo), e la voglia di vedere come era cresciuto. Hai mai notato come crescono i figli quando stanno lontani, anche solo per qualche giorno?
 
Mentre affronto la seconda rotonda mi devo fermare: un Masai.
L’andatura leggera, il portamento, le vesti rosse e un atteggiamento quieto e insieme di sfida rendono irreale la città, incomprensibilmente vuota nel pomeriggio a tarda ora, e mi spingono a lasciarlo  passare. Svolta a sinistra e ci ritroviamo sulla stessa strada a due corsie, uno accanto all’altro. Per qualche istante affiancati, poi improvvisamente scarta, lasciandomi sola. La sua è un’eleganza straordinaria: è naturale e di chi sa che niente e nessuno potrà fermare la sua giusta corsa.
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36 pensieri su “

  1. I figli crescono in maniera proporzionale alla distonsa dalle alghe e dalle salse orientali!
    Certo che un Masai in bici solo tu potevi scovarlo. O forse è lui che ha scovato te? Ad ogni modo trattasi di un’epifania tipicamente cronomotica. Prossimi avvistamenti: un Maori in deltaplano, uno scozzese con tanto di kilt e cornamusa in monopattino, un Dakota sui trampoli? :D

  2. In effetti l’immagine del Masai che mi si presenta subito alla mente nella sua eleganza e dignità mi trasmette proprio giovinezza unita a una profondità matura, una saggezza inaspettata in membra elastiche e ancora leggere. Segno di una età verde ma non più cruda, in evoluzione.

  3. Io me lo sono subito immaginato a piedi (non in bici come dice Latendarossa), passo lungo e armonico, costume tipico e lobo dell’orecchio fino alla spalla…
    E da come scrivi, mi è sembrato che volesse competere con la velocità occidentale: tu in auto e lui con le sue lunghissime gambe!

  4. TendaRossa:
    visto due volte sulla stessa strada

    qualcosa contro le alghe? tengo coltivazione indoor :O)

    Smillapiffi:
    sembrano cose in contrasto tra loro eppure le avevo viste in armonia

    Giarre:

    :O)

    Elis:
    qui è immaginato a piedi, il suo fine una direzione, probabilmente

    un caro saluto

    Aitan:
    e la Massa sembrava fargli spazio

  5. L’altro giorno, dopo un lungo viaggio per lavoro, ci fermammo presso un ‘area di servizio (autostrada MI-BO) e d’improvviso una famiglia di villeggianti accostandosi alla nostra auto ci chiese la strada più breve per le montagne dello ‘Ngoro Ngoro. Sapete, eravano in direzione sud e con l’uscita per Reggio Emilia alle nostre spalle.

    Così, su due piedi, decidemmo di far finta di essere stranieri assumendo un’ aria alquanto stupita.

    Notammo marito e moglie teneramnte abbracciati ……

    ed i salti di gioia per l’occasione espressi.

    Poi … poi ci svegliammo.
    La mistura aveva terminato i suoi effetti.

    Vi lasciammo tante cordialità.
    Buona prosecuzione.

  6. Petarda cara,
    a ben pensarci vorrei andarci presto

    Giulia:
    ancora più inusuale incontrarlo qualche giorno dopo nello stesso posto …

    LordNinni:
    uhm, non avrete perso in velocità (forme mutate in corpi nuovi), ma dove è finito il Vostro biplano?
    ;)

    Madeinfranca:
    a volte i dissuasori di sogni sono a riposo ;)

    MAxWeb:
    (ssssssssssssssst: pianura padana)

    Nebbie:
    la sua corsa sembrava avere un senso, contrariamente al traffico abituale.
    un caro saluto
    :)

  7. L’altro ieri un mulo m’ha tagliato la strada, pacato, incurante d’essersi ficcato nello sciame d’auto d’un incrocio. A dirla tutta, io avevo la precedenza, ma tu vaglielo a spiegare, al mulo!

  8. Anch’io l’ho immaginato a piedi, e mi son chiesta se il tuo racconto fosse una via di mezzo fra la realtà e la fantasia.
    I figli…quando si fermano dal padre per qualche giorno crescono ancora più velocemente. E non ho mai capito il perchè di quest’altra mia fissazione.
    :)
    Dyo

  9. Stratidanimo:
    nei villaggi turistici forse le comparse siamo noi…

    Narrando:
    in quel caso meglio armarsi di pazienza ;)

    Ice,
    dovevo immaginarlo!

    Gardenia:
    e lasciargli il passo…

    Ipse:
    mai sottovalutare un Masai

    Petarda:
    scusa ma Amsterdam???????
    :O)

    Dyo:
    più reale che dovuto alla cattiva digestione, questa volta ;)

    per i figli: quelle sono nostre paure
    ;) (anche immotivate)

    NonCorrere:
    chissà cosa racconterebbe…

  10. Un Masai, in questo blog, non dovrebbe sorprendere. Ci sta bene. Potrebbe persino figurare come avatar.
    Io lo vedrei bene anche accanto all’eminente Cronomoto (creatura che immagino alta, slanciata e dalle movenze eleganti:).
    La straordinaria apparizione, inoltre, potrebbe avvenire ordinariamente anche altrove, se non fosse che il nobile Masai deve camuffarsi da lavoratore atipico e immigrato regolare, per evitare che gli individui più stupidi della nostra tribù lo chiamino bingo-bongo e lo rispediscano nell’universo parallelo da cui è sbucato.
    I miei complimenti e la mia gratitudine.

  11. Un Masai in mezzo alla strada? Strano incontro davvero.

    Volevo ricordarti che il 24 maggio a Modena ci sarà la Serata Ucronica e si parlerà del tempo e della storia nella narrativa. Cronomoto non deve mancare!
    Ne parlo sul mio blog. Vieni.

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