VITA DA FOSSILE  (un certo discorso)

 
 
Mi piacerebbe distendere la schiena ma lo spazio che ho a disposizione non lo consente: la sorte mi ha rinchiuso in un museo di scienze naturali, per proteggermi. 
Ma tu sai quanto è frustrante veder scorrere il mondo e non poter alzare un braccio e fare una carezza, né dire nulla? (E ce ne sarebbero di cose da raccontare dell’era terziaria, e della quaternaria).
 
Le scolaresche mettono gioia: mi sono spaventato solo quando i ragazzini arrivavano con i pantaloncini corti e uno strano copricapo nero; si sono evoluti grazie a scatolette minuscole che spuntavano dalle tasche assieme alla musica, ora ostentano oggetti piatti e lucidi ancora più piccoli ma con uno schermo enorme, pensano di avere il mondo in mano, e non sanno nemmeno cos’è un esoscheletro. Ma hanno occhi vispi, e ancora tempo.
Il custode, l’ultimo, dopo che se ne sono andati tutti si lamenta a voce alta dei problemi con il videopoker e con la moglie, e forse è per questo che nasconde con cura nello sgabuzzino un bottiglione di vino che non deve essere nemmeno tanto buono, secondo me.
Molti si lasciano ammaliare dai quarzi vanesi che brillano di luce riflessa, o da quella sciacquetta di resina: ambra, si fa chiamare.
Poi c’è la bambina che viene spesso, accompagnata dal nonno: la prima volta piangeva, silenziosa, oggi invece stringe piccole margherite, raccolte nel giardino del museo. Spero che la smetta di contemplare con i suoi occhi grandi lo scheletro del dinosauro a guardia dell’entrata. Magari  si accorgerà di me, quando sarà più grande.
 
(Vorrei averti seduta di fianco a me mentre guido, per andare chissà dove. Vorrei vederti mentre cucini, mentre leggi, mentre ascolti musica, mentre fai la doccia, ma non vorrei più vederti piangere. Vorrei ancora ascoltarti mentre spari le tue battute acide sugli pterodattili e tutto il resto, prenderei col sorriso sulle labbra anche quello che farebbe scappare a gambe levate un uomo, solo perché tu sei tu e non potresti essere diversa).
 
Penso a tutte le persone che vanno e vengono ogni giorno per vedere noi, perfettamente protetti, ormai invulnerabili ma sempre uguali.
Ho una gran fortuna, io: vedrò crescere altre generazioni di mondi, incerte ma vive, e ancora lei.
 
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36 pensieri su “

  1. Chi l’avrebbe detto che un fossile ha così tante cose da raccontare. I veri fossili siamo noi, mica lui! Facciamocene una ragione, gente.
    Sono un po’ preoccupato per i problemi col videopoker del custode: e se per pareggiare i conti vendesse al miglior offerente quella sciacquetta di resina????

  2. Giulia:
    :)
    hanno molto da dirci, pur muti.
    Penso ad esempio ai fossili guida (il trilobite è il mio preferito)

    Rifugio scarlatto:
    No no nell’ambra è incluso un meraviglioso insetto fossile!

    Aitan:
    (ciò che sembrava pietra può sciogliersi. Meno raramente quanto pareva brillare e scaldare può pietrificarci in un attimo)

    Smillapiffi:
    ;)
    immarcescibili, quelli

  3. Giarina:
    …onoraterrima del pensiero
    :)

    Menzinger:
    il fatto è che spesso ci si accorge tardi.

    Azazeel:
    sì, e un fossile vero può dire molto di più.
    ;)

    Ice:
    quando matematica e natura si combinano…

  4. la moglie che scolora come la vita….
    un esoscheletro ce l hanno anche i robot dei fumetti e i bambini forse lo conoscono
    chissa se un fossile li eccita piu di un gormite

  5. Piero:
    non è strano, visto che “l’ex fossile” era tranquillo in un fondale marino, che solo con il tempo sarà diventato montagna, per sollevamento della crosta terrestre, ad esempio.

    Ricambio l’augurio

  6. Ammonite…Ammonìte
    “…tutte le persone
    che vanno e vengono ogni giorno
    per vedere noi…
    ormai invulnerabili…”
    e che comunque siamo traccia
    di un passaggio, vivo,
    anonimo, ma vivo,
    passato, ma vivo…

    qu’en sera
    de notre passage présent ?

    forse la speranza è
    in chi è attraversato da slanci
    come quelli in corsivo tra parentesi
    (…come ben dice Aitan!)

    bisousspiramirabilis!

  7. Ma certo che si accorgera’ di te, non potrebbe essere altrimenti. E’ chiaro che non tutti i fossili hanno lo stesso destino.

    acabb

  8. Madeinfranca:
    passaggio vivo, sì, e allora non è più neanche tanto anonimo
    (grazie)

    Acabb:
    ;) chissà

    Cris:
    il graptolita è il fossile guida che scrive, una bellissima immagine

  9. Narrando:
    ogni punto di osservazione forse può essere valido

    Undu:
    dammi la tua password che le cerco
    ;)

    Ipse:
    eppure continuano anche quando lo sanno…

    NonCorrere:
    ho il dubbio che loro pensino di brillare anche al buio

    Lemma:
    è più facile rivolgersi ad amori impossibili (come questo, in equilibrio tra un salto temporale e due esseri almeno apparentemente piuttosto diversi.)

  10. Remo:
    il non fossile ringrazia :)
    Come dicevo a Lemma, sembra più facile dire certe cose così, in una storiella impossibile, poi nella vita il non detto ha spesso più significato.

    un caro saluto

  11. crono, che bello! che siano finestre o ammoniti, riesci ad entrarci e a far sentire come ci si sta :-) e cosa si vede da lì, non visti.
    (…fra parentesi, quasi una canzone, che galleggia sopra alle teche e ai piedistalli…)

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