E’ SPARITA LA FERMATA

 
That was when most of the Russian soldiers had already left the former East Germany.
These looked so lost in time. Can you feel how scratchy those coats are? (W.W.)

Ero così assorto a immaginare cosa passava nella mente delle persone accanto a me, che i miei pensieri devono aver scavalcato la fermata.

Sono davanti all’orologio del tempo del mondo, ad Alexanderplatz. E’ consuetudine incontrarsi sotto il gigantesco Weltzeituhr, oggi stanco e distratto, ma qui nessuno mi aspetta.
Accanto, il sole impallidisce; i militari sembrano usciti da una nebbia che scherma i rumori e li allontana dal resto della piazza quasi fossero protetti da una bolla: senza opportunità di scambio con l’esterno.
La postura dei soldati scontorna tristezza, o forse una perplessità dopo un successo tanto sognato.
Del loro smarrimento non c’è documento, né altra traccia al di là della smagliatura che si è creata tra la piazza e i sotterranei della metropolitana.
Sono rimasto ad ascoltare le loro emozioni disposte a cerchio, adesso vorrei trovare un pertugio e tornare indietro, ma è sparita la fermata della U-Bahn: l’orologio è tornato scrupoloso, attento a ripararmi dal groviglio di cui è fatto realmente il tempo. E’ lì per impedirci di decifrare le sue trame e i percorsi sottili che si intrecciano, non visibili. Così amorevole da blindarmi in questa piccola sfera occulta.
 
 
 
Foto rubata a Wim Wenders
Annunci

39 pensieri su “

  1. Un groviglio di cose, radici, sentieri, fili, respiri, sul quale gli orologi proiettano il percorso di una possibile strada.
    Non l’unica, non la più probabile, ma la più ragionevole per noi, che li abbiamo costruiti.
    Se una lancetta ha uno scarto, o un guizzo improvviso, però, allora le cose possono sparire dietro una curva della nuova strada o dietro un palazzo dalla quale la vecchia passava lontano.

  2. Ho avuto una volta una sensazione precisa di trovarmi in una scansione temporale, una specie di piano o livello di un tutto sempre più vasto, tipo frattale all’infinito…e che se mi trattenevo nel labirinto, orizzontale, la mia “realtà” era questa che stavo sperimentando, se però mi fossi”sollevata”, che non è la parola giusta per significare un vero e proprio stato subliminale, al di fuori, (non so spiegarlo meglio) allora avrei potuto avere l’accesso a tutti gli altri piani di realtà. Uno per volta, però, poteva essere sperimentato da me in quanto monade-mente inferente…ciò che piò rendere l’idea è la Rete con gli innumerevoli siti…se vuoi conoscerne a fondo uno, la tua attenzione deve necessariamente essere applicata a quello che hai scelto.
    Mi parve di capire che anche per quanto riguarda la vita di ciascun essere umano è una questione di scelta, una continua scelta. Solo che non abbiamo ancora compreso, almeno non in questa attuale, come funziona l’opzione di trasmutazione.
    Scusa il dilungarmi.
    buona domenica
    cri

  3. Cristina:
    sì ogni scelta indica la perdita di qualcosa, spesso neanche lo immaginiamo, forse è più semplice vivere così, senza saperlo, e per questo è così.
    Hai colto bene quello che purtroppo ho scritto in modo confuso.
    La fermata alla quale non dovevamo scendere, o in generale una scelta o il caso che scartano dalla strada del tempo conosciuto, nasconderanno qualcosa che non in natura si è deciso che non venga visto?
    Non è certo un concetto nuovo, ma questa foto che ho davanti a me da qualche anno mi ha fatto pensare che forse pensieri e smarrimento di quei soldati russi, ora “al di qua”, sono scivolati fuori dalla storia, invisibili.
    E chissà quanto altro del nostro mondo non immaginiamo ci sia.

  4. Ipse: il tempo preferisco prenderlo come un gioco con cui fantasticare
    ;)

    Arimane:
    tutto dal taschino di Arimane?
    – Sì. Mieteremo fili, bloccheremo le stazioni di arrivo e di partenza, taglieremo ogni capo di questo groviglio…
    ;)

  5. ognuno ha la sua guerra da condurre.

    Per poterla capire non basta il pensiero scientifico (che sa calcolare e individuare bene le ragioni dei bersagli mancati e degli errori logistici); serve cercare l’anello mancante nella catena delle cause, quello che ci collega all’unica possibilità di capirla.

    Ma questa è la vita, è l’individualità di ognuno di noi, ed ha un grande fascino!! Spesso riesce a sottrarci dall’assurda situazione per cui, un’esperienza tanto potente e tanto comune, in realtà non riesce a trovare un’adeguata misura.
    Brava Crono!

  6. Cara Cominciare,
    vorrei tanto sottrarmi a quello che vedo, a volte.

    Contenta che ci sei, che sai trasformare cactus spinosi in sorrisi, e fragorose risate, quando serve!
    ;)

  7. Piccola sfera occulta: Cronomoto im Wunderlande Deutsche Demokratische Republik. E mi ha fatto tanto pensare ad una poesia di Hermann Hesse che recita: Strano, vagare nella nebbia! / Vivere è solitudine. / Nessun uomo conosce l’altro, / ognuno è solo.

  8. Le scelte sono spesso necessarie, ma a volte dolorose…e avolte scegòiere vuol dire entrare in una strada che non sempre è quella giusta… ma penso che, quando si può, sia importante saper tornare indietro. Un caro saluto, Giulia

  9. Mel: così è tutto molto più chiaro
    :)

    Ice: come ci si sentirebbe con un orologio al polso che misura questo Tempo?
    Non vale, hai sempre la regola pronta!

    Giuba: a volte tornare indietro non si può, però aiuta fermarsi e pensare prima, cosa che disgraziatamente si impara … nel tempo ;)

    Tenda:
    Eh, Alice nel Paese delle Meraviglie…
    :))))

    “Oed und leer das Meer”

    (Allegria portaci via)

  10. Anche questo, Crono, è un racconto del ‘tra’ , ma le rive di contenimento sembrano allargarsi, distanziarsi come quando una tela è tirata da forze opposte e lascia al centro la trama diradata e lisa dei fili e dei pensieri.
    A volte capita di vivere e di sentirsi in quella smagliatura del tempo.

  11. Nebbie:
    sospensioni di attimo, o che sembrano un tempo lunghissimo

    (un abbraccio)

    Ipse:
    ecco ;)

    Whois:
    ottima tecnica, forse a volte si rischiano …
    tempi morti
    ;)

    Smillapiffi
    grazie, (temo ci siano persone molto più brave di me, con il tempo e le nebbie )

    P.
    Ognuno ha il suo tempo, convinto che coincida sempre con quello degli altri

  12. Petarda:
    deve essere di un comodo…
    ;)

    Anonimo
    Hai dimenticato scrivere:
    – passa presto da me, che ho un blog interessante!
    – bello questo post, deliziosamente esasperante, che offre una felicità perplessa, un affluire di brividi che si trasformano in criptiche allusioni.
    Chiari riferimenti a Swift e a Carroll.
    – buon fine settimana!

    Per la trattoria … segui le indicazioni del bianconiglio.

    (un peccato non poter ricambiare il link, davvero!!!)

  13. Ripasso.
    E lo trovo ancora più bello e rarefatto.
    Fa piacere rileggere, assaporare meglio parole come “scontorna”, “smagliature”; vedere le “emozioni in cerchio”
    :)))

  14. Anche quest’anno i miei auguri all’altra metà del cielo s’accompagnano a versi di donna, un omaggio ed un pretesto per riscoprire qualche bella rima.
    A tutte auguri.

    “Con un filo d’oro la vorrei legare a me.
    Poi, come prova d’amore, la vorrei per sempre liberare.”
    (Vivian Lamarque)

  15. Elis:
    grazie,
    un caro saluto

    Arimane:
    onorata per il secondo passaggio

    NonCorrere:
    potrebbe essere così…

    Narrando:
    grazie per il pensiero.
    (una volta regalavano per strada le mimose: nonostante anche questa festa sia diventata commerciale, ieri ero rimasta un po’ piccata tornando a casa senza la mia mimosa)
    ;)

  16. Ebbene sì, lo ammetto, quando sono in ritardo è quasi sempre colpa di una smagliatura spazio-temporale.
    E quei miscredenti lì fuori continuano a credere sia un dormiglione… Tzè!

  17. Franz è il mio nome e vendo la libertà a chi vuol passare dall’altra parte della città compra il biglietto e non ti pentirai per quello che ti do non costa assai Domani è il giorno, domani si partirà con una carrozza per l’altra parte della città e come Pinocchio non crederai ai tuoi occhi quando vedrai il paese dei balocchi

    West Berlino splendente ti apparirà e nella notte la luce ti abbaglierà e nelle vetrine aperte ai desideri i sogni tuoi proibiti fino a ieri

    Senti che suoni, c‘è musica dall’altra parte e nelle strade la gente che si diverte è sempre festa, l’altra città ti aspetta non perder tempo, compra il biglietto in fretta

    Lì tutto è permesso, lì tutto si può comprare e ti conviene spendere senza pensare e se non avrai più i soldi una mattina ti troverai dall’altra parte della vetrina

    È come un gioco, e ognuno ha la sua parte e quando alla fine avrai giocato tutte le tue carte non ci pensare no, non aver paura che nella vetrina farai la tua figura

    Franz è il mio nome e vendo la libertà a chi vuol passare dall’altra parte della città compra il biglietto e non ti pentirai per quello che ti do non costa assai.*

    “…o forse una perplessità dopo un successo tanto sognato.”

    bisoustrèstrèsenretard!

    *Edoardo Bennato

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...