IL CALIBRATORE

 
 
 
 

Tra qualche giorno entrerà in funzione. E’ una macchina che dovrebbe spingere lontano la nuvola che si è accovacciata sul loro mondo, cupa e imprevista.

Hanno perso la capacità di dosare e riservare affetto, amicizia e tanto altro: il desiderio di scomporre e interpretare ha sottratto l’anima ai gesti più semplici, trasformandoli sempre più in smania di accumulazione, potere, sopraffazione.

All’inizio di tutto lo sguardo bastava, come strumento.
Il problema si è manifestato con la misurazione di intensità: nulla sembra più accontentarli, le emozioni ora appaiono ai loro occhi difettive. Per questo insistono a cercare ossessivi e confusi, sbattendo la testa come cavie nevrotiche in un esperimento che sembra non avere fine.

Esperimento tutto umano, forse nel tentativo di trovare stratagemmi per abbracciare la vita in quanto semplice vita.

Immagine gentilmente concessa da TendaRossa

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41 pensieri su “

  1. calibrare è importante. e salutare. pressione, temperatura e loop son le tre misure da.
    e prevenire è meglio che curare. e cetera.

    mafforse lo fu sì, un calibratore. di flinstoniana memoria.
    (checcazz’è? una nonna di turbina?)

  2. Quanto più perfezionati sono i nostri strumenti, tanto più innaturale (e meno utile, operativamente) diventa l’osservazione del mondo. Ne vediamo sempre più chiaramente e in profondità porzioni sempre più piccole. Se poi cerchiamo di immaginare l’estensione a cose più grandi, e dunque significative, ci coglie la vertigine e ci ritiriamo confusi di fronte alla complicazione.
    Mi consola allora la relativa rozzezza della macchina-nonna che ci mostri.
    (ma non è che bisogna per caso infilarsi lì dentro, eh? In tal caso, mi tengo la nuvola cupa e imprevista, ché sono claustrofobo assai)

    Crono, le tue macchine (ricordo ancora il Simulatore ;) ) sono sempre più affascinanti.
    Non ti è mai venuta l’idea di fare una raccolta di “Macchine improbabili”?
    Ne sarei un lettore avidissimo.

  3. Direi che questo post è un po’ la continuazione ideale di quello precedente (e non solo perché viene immediatamente dopo). Il bisogno di interpretare delle volte può rivelarsi molto pericoloso, come in questo caso. Si perdono la spontaneità e il piacere di cogliere l’attimo (ma cosa sto dicendo? Perché dico così? Cosa intendo dire? Mi ci vorrebbe un calibratore).
    Nella foto, potrebbe essere un prototitpo di calibratore al museo della scionsa.

  4. Aitan: e spesso per girare in circolo …

    Ipse:
    come per quel motore che sta nella cassa toracica un po a sx?

    Arimane:
    un’altra macchina ce l’avrei in mente, suggerita dalla bella serata passata a Sermide.

    Amolimare:
    sì, la tentazione di osservare però è sempre forte

    TendaRossa:
    :)
    ti ringrazio ancora per questa tua foto, in effetti la vedrei bene al museo della scionsa :O)

  5. ‘Macchine improbabili’, suggerisce Arimane… ne nascerebbe un bellissimo museo, sospeso fra scienza e sogno, fra tecnica e desiderio…
    Andrebbero d’accordo con il 29 febbraio queste tue macchine.

    Io, intanto, immagino un distillatore- nonno- di salvataggio: qualcosa che preservi la goccia, la pagliuzza, l’umore trasparente…

    (saluto grande)

  6. Distillatore nonno di salvataggio?? Sì sì, anch’io mi candido per…

    A furia di farsi dissuadere dai sogni poi si ha bisogno del calibratore (appoggio la raccolta di macchine cronesche)!

    Todo bem Cronuccio:-))

  7. Nebbie:
    bello il distillatore, che immagino avvolto tra i vapori,

    macchine improbabili e nuovi mestieri sono in un angolino che aspettano il loro turno, convinti di salvare il mondo ;)
    speciali cappotti aspettano nell’armadio, un Fabbricante di Lacrime che vorrebbe intervenire e un Navigatore un po’ distratto …

    A presto, spero!

    Triana:
    facile che queste macchine alla fine finiranno per annularsi a vicenda …

    e dalle tue parti non occorrono macchine speciali, mi pare :O)

  8. Lo stare rileggendo in questi giorni “Il gattopardo” mi rende un po’ cinico e allora mi chiedevo:
    Ma davvero un calibratore aiuterebbe a ritrovare la purezza originale? O quella “smania di accumulazione, potere, sopraffazione” è nata con l’uomo stesso e non con le sovrastrutture della società che egli ha creato?
    Ma forse a farmi venire questi pensieri è stato uno dei dissuasori del post precendente…

  9. Il calibratore non dovrebbe entrare in funzione. Il problema della misurazione della intesita’ e’ stato superato con l’utilizzo di strumenti a numeri immaginari. Sono estremamente precisi ed accurati.

    acabb

  10. Azazeel:
    difficile tornare indietro…

    Cominciare:
    meglio fermarsi ad un certo punto nella messa a fuoco di ciò che vogliamo osservare, sì.

    Acabb, Ipse: questa è una macchina imperfetta e improbabile, come suggeriscono Arimane e Nebbie, e forse in una supponenza o paura, tutte umane, cerca di riportare emozioni e sentimenti a grandezze, appunto, umane.

    Ipse, poco da ridere, te, domani ti tiro le orecchie :o)

  11. La calibrazione, nel suo significato di misurazione esatta, non può che essere fallace (come spero siano i sondaggi), se si tratta di guardare nell’anima (o anche solo nell’animo). E’ lo sguardo lo strumento di misurazione più affidabile delle emozioni. Dicono sia un periscopio che sporge dall’anima, lo sguardo. E certamente è anche un endoscopio dell’anima.

  12. Elis:

    calibrare è misurare, quando iniziamo a misurare un’amicizia spesso è già finita

    Giulia:
    :) mi sa che toccherà a noi stessi provvedere

    Undu:
    :)))
    da ieri sera osservo il tuo link dove appaiono la dea Kalì o Briatore, alternativamente.
    Un lavoro del calibratore? ;)

    Noncorrere:
    Taccia lei, che vuole eliminare la ghiandola pineale, nel Suo ultimo Scritto, per la salvezza del mondo!

    Proteus: bellissime parole, e lo sguardo-endoscopio dell’anima è uno strumento … che abbiamo già, basterebbe “guardare”

  13. come fa un calibratore a uccidere una nuvola
    un calibratore e’ un sensore di misura
    si erano sbagliati era un turbinatore quello di cui avevano bisogno e non lo sapevano. si rivolsero allora al sommo sacerdote che li indirizzo verso un ventilatore.
    un piccolo ventilatore a pila non bastava però
    ma di turbinatori non ne esistevano più

  14. Dyo:
    dosarsi aiuta a volersi bene, dicono.
    Peccato poi la spontaneità si perda

    Giarre:
    per fortuna…

    Undu:
    :)))))))))))
    chissà quante storie potrebbe raccontare una tastiera

    Bubis:
    ma! ancora col contrabbasso in braccio? e il mal di schiena? Un buon inizio per il vostro nuovo gruppo

  15. Era un vecchio generatore di Campo Uniformemente Incasinato con il Pirolante Sempivolto eaurito. Gliel’ho venduto com Calibratore Universale di Stati Emozionali (con macchina da caffè incorporata).
    Conto sull’effetto placebo (e sull’ottimo espresso che produce) per tenerli in pugno.

  16. Aqua:
    Quante ne inventeresti tu di queste macchine :)
    Non dimentico il sistema Em-Patic

    mi scuso per il ritardo nella risposta, (ancora impegnata in un combattimento con un virus mutante che si è aggrappato al trigemino e ha deciso di replicarsi furiosamente)

  17. dalla “nonna della turbina” al microprocessore, dov’è che si è perso l’uomo?
    In quale sua invenzione ha lasciato il suo possibile diverso futuro?…
    ciao, Crono, un abbraccio.

  18. Melpunk:
    in ritardissimo, sì!

    Ice: provvederemo all’ottimizzazione dei codici, meglio testarli in una sandbox abbandonata

    Cristina, sono ugualmente attratta da una turbina in disuso e da un microprocessore ;)
    per non perdersi forse bastrebbe porsi la domanda “per chi?”

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