UNA FORTUNA
 
 
 
 

Stamattina, ero alla finestra, ho sentito un rumore di arbusti spezzati.
Mentre il crepitio aumentava d’intensità, le foglie cadevano troppo veloci: non c’era vento.
Mi è parso di vedere qualcosa, o qualcuno, spostarsi in giardino. Era di foglie, rami e tralci, quasi perfetti.
Quasi.
La perfezione della natura non è replicabile, si sa.
 
Nella sua metamorfosi, pur impacciato, circospetto, si andava confondendo sempre più con le piante. Apprendeva e ricopiava tutto; cresceva disinvolto, forte dell’ebbrezza che gli davano rugiada e piccoli successi.
Mi sono affacciata spesso a controllare; lanciava sguardi clandestini alla betulla più bella, beandosi nelle linee flessuose e leggere. Verso sera si muoveva come fosse padrone del mondo, nella sua verde sicumera.
Sono andata a parlargli. Lo avreste fatto anche voi, credo.
E’ un essere binario, sostiene, viene dalla Valle del Silicio, e da quando è uscito da un incubatore tecnologico è stanco di stare in mezzo a quel groviglio di semiconduttori e altra fuffa.
Il suo proposito è diventare umano.
Per fortuna crede che il mondo sia degli alberi e per adesso si limita a lavorare su di loro.
Non è facile addormentarsi, stanotte; ho paura di scivolare in un sogno che potrebbe gelarsi, scomposto e ricomposto in un mosaico di sequenze binarie.

Metto una piccola pianta sul davanzale, spero possa bastargli.

Immagine tratta da naquoy 

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44 pensieri su “

  1. forse la vastità dello spazio lo aveva un po’ irritato. Insomma sarà pur una bella e ampia volta trasparente – spesso anche un po’ impoverita nel tempo – ma vuoi mettere con la meravigliosa costipazione che abbiamo noi qui???

    Ps: non vorrei aggiungere che secondo me è anche merito (colpa?) del tuo capello!

  2. Mi auguro di cuore che non basti un essere binario per fare un essere umano. Sarebbe la fine, non credi? Per fortuna/purtroppo siamo molto più complicati di un linguaggio che prevede solo 2 risposte, si/no, in/out, ora/mai più.
    Io però sul piattino avrei messo dei biscotti, così l’essere binario poteva fare almeno ciomp ciomp.

  3. A onor del vero gli esseri binari abbondano più nel genere umano:
    uomini vero-falso, donne si-no, bambini mio-tuo e altri esseri che parlano di giusto-sbagliato in nome di un cielo che non guardano mai.
    buona Epifania, intesa come Intuizione-Rivelazione.

  4. Cominciare:

    Non ti tragga in inganno il copricapo toriano! La valle del silicio che intendevo non è nello spazio ma quella tra San Jose e Palo Alto.
    Forse si era annoiato di stare alla Stanford University, che però non deve esser un brutto posto.

    TendaRossa:

    era una pianta lisergica, e soprattutto non bisogna diffondere la voce che casacronomoto è stipata di biscotti ;)

    Aqua:

    Non ci crederai ma avevo sentito per strada, qualche settimana fa, un tale che parlava da solo, diceva che la bibbia è binaria: Gesù 0, Cristo 1, e così via.
    (Come era lontano dalla perfezione toriana del numero 8…)

    La scelta binaria sembra semplificare tutto, ma poi appunto, si è inevitabimente attratti da ciò che a volte è nebuloso, indistinto, sconosciuto.

  5. Giarre:

    Qualche tempo fa avevo letto un libro di fantascienza ambientato a Stanford, dove uomini di scienza si trovano davanti ad un particolare enigma.
    Piaciuto, mi è rimasta impressa l’ambientazione, oltre al modo in cui si affrontava la sfida.

    Giuba:
    grazie, lo spunto è dato anche da quei momenti antecedenti il sonno, quando a occhi chiusi vedo comporsi e scomporsi mosaici in una specie di caleidoscopio.
    E’ una cosa che mi piacerebbe descrivere ma non ne sono capace.

  6. Stamattina, ero a letto, ho sentito…
    una forte scossa di terremoto !*

    Mi è parso di vedere la Befana spostarsi nel camino…

    E’ un essere binario
    (porte-bonbons /porte-charbon)

    …crede che il mondo sia degli alberi e per adesso si limita a lavorare su di loro……
    portebonheur !

    bisoustelluriques!

    (*Il sisma, di magnitudo 6,5
    su scala Richter con epicentro
    nel Peloponneso, è stato avvertito anche nell’Italia meridionale .)

  7. questa tenerezza che hai nel descrivere l’essere binario, crono…
    sull’influenza di luce e calore sui viventi sto rimuginando da giorni, chissà perché. :)
    e comunque meglio iniziare dalle piante: farlo dalle amebe, per esempio, o da adamo ed eva, sarebbe stata una perdita di tempo.

  8. Testo lieve come il fruscio delle foglie scosse da una leggera brezza. Il personaggio descritto mi ricorda il Barone rampante di calviniana memoria che amava guardare il mondo dall’alto, vivendo sugli alberi e confondendosi tra essi. Bello.

  9. Madeifranca:

    Bisous antisismiques!
    (e grazie per la sorpresa rossotemporale trovata stamattina)

    Dall’imagine… deduco che ha già fatto il temuto salto ;)

    Amoilmare:

    diversi punti di osservazione possono dare risposte diverse (come in un breve racconto di Levi, “Visto di lontano”)

    Ipse:

    Never mind!

    Cybbolo:

    Ma, sei tu!!!

    Petarda:

    uhmmmmm ;o)
    meglio iniziare dalle, piante, certo!

    ho immaginato l’essere bianario buono, se si esalta e si crede il padrone del mondo forse ad un certo punto si fermerà, accorgendosi che rischia di gelare le cose intorno a lui.

    Tenda:

    messi anche i biscotti…
    (ciomp ciomp)
    :o)

    Faula,
    grazie, spero il Barone non si offenda troppo a sentirsi chiamato in causa, qui. (E’ il fruscio delle foglie che si interrompe e cambia con il vento, fino a sembrare innaturale, ad inquietarmi a volte)

  10. Se ti sentisse Des Esseintes, te lo dà lui la “Natura”… Ora vedo se riesco a recuperare la citazione che sottoscrivo in toto (a me la natura mi fa spavento e senso mìf) mom…

    Eccola!
    ========

    “La natura ha fatto il suo tempo: essa ha per sempre stancato con la
    stucchevole monotonia dei suoi paesaggi e cieli e l’aspettativa dei
    raffinati.
    A ben pensarci, che trivialità d’operaia specializzata, la sua!
    d’operaia che non vede al di là di ciò che sa fare! che grettezza di
    piccola bottegaia, che tiene un solo articolo ad esclusione di tutti
    gli altri! Il suo, che monotono emporio di alberi e prati! che banale
    spaccio di mari e montagne!”

    (Huysmans – Controcorrente – Garzanti).

    ===============

    Sono contento che i miei commenti ti risultino sempre così incoraggianti :)

    Ma che bell’avatar comunque! Se ci fosse l’oscar per l’avatar io voterei il tuo nuovo! sul serio!

  11. Stro’:
    …sono commossa pensandoti perso nel labirinto delle tue librerie a recuperare questa speciale citazione
    (bella davvero, invece)

    L’avatar, idea di cronojunior, rimane.

  12. Shshshsh.. . silenzio un attimo. Chi è che sussurra? Ah, è la betulla. Dice: “il voyeurismo di quell’essere è il primo passo per diventare umano?”.
    Io non ho il coraggio di risponderle.

  13. Miskin:
    a proposito…, mi viene in mente la tua storia di quello strano treno in cui scrivevi:
    “…Quelle piante che crescevano a dismisura iniziavano a invadermi il corpo, succhiandomi nutrimento prezioso. Mi sentivo fuso in questa trasformazione e un leggero senso di angoscia iniziava a battermi dentro. In pochi minuti quelli che erano esili fili verdi si erano trasformati in alti fusti rigogliosi tanto da coprirmi il cielo con le loro foglie. Volevo alzarmi ma le radici mi trattenevano con una forza elastica implacabile, mi sentivo perso come quando si perde i sensi. Concentrai tutta la mia forza sulle mani e riuscii a liberarmi da un intrigo infinito, una matassa ingarbugliata senza ne capo ne coda.”

    Bob Botti:
    l’importante è che non sia piangente…
    (Cron-OTTO :o))))))))
    che onore, mi ricorda un simbolo toriano)

    Ipse:
    ecco, con la sua nota insistenza…
    ;)

    Stratidanimo:
    già scafata la betulla…
    meglio lasciarla nel dubbio?

  14. il tuo raconto mi ha incuriosita molto…una decina di anni fa, in un momento di grande astenia, anche la mia mente mi ha fatto qualche scherzo, la cosa che ricordo di più è il rumore delle falciatrici (vivevo in campagna) nel quale il mio udito percepiva intere frasi, parole che sembravano essere modulate sul rumore di fondo del motore.
    C’è stato un dialogo, fra me e “loro” bastava che io pensassi una domanda ed ecco che arrivava la risposta…ed avevo proprio la sensazione di sperimentare dimensioni temporali diverse dall’ordinario.
    cri

  15. Cristina:

    quello scherzo della mente è uno spunto straordiario per un racconto.
    (Immagino un dialogo con Atropo)

    Jojoy:

    Dove si andrà a finire? ;)
    a volte lo chiedo a Sentry

    Menzinger:

    grazie, certo che sono sempre interessata alle ucronie, ora guardo

  16. Cristina:

    quello scherzo della mente è uno spunto straordiario per un racconto.
    (Immagino un dialogo con Atropo)

    Jojoy:

    Dove si andrà a finire? ;)
    a volte lo chiedo a Sentry

    Menzinger:

    grazie, certo che sono sempre interessata alle ucronie, ora guardo

  17. Caspiterina, eppure ero già passata di qua, ma non trovo il mio commento…(dicevo che sarebbe bene che l’amico binario restasse nell’equivoco). Bello Lucì, sempre tenero e magico..

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