STRUMENTI PER CONCERTO GRANDE

 
Ha iniziato a costruire gli strumenti qualche mese fa; dovevano essere enormi, per raggiungere ogni punto del mondo. Il suono, nelle sue intenzioni, sarebbe poi uscito limpido, senza rimbombare sguaiato nel cielo.

Ha scelto e curvato con pazienza il legno migliore degli abeti rossi per i grandi violini. Ha innalzato un’impalcatura che potesse reggere i musicisti. Questi avrebbero provato, come rematori affiatati, un contrabbasso gigantesco: lo strumento più alto, i suoni più bassi.
Non è stato facile tendere, tutti insieme, le corde di arpe ampie come vele e ancorarle al suolo. Le casse armoniche, congegnate per essere forti e leggere, somigliavano a carene di imbarcazioni immense. Un tormento, curare la meccanica machiavellica dell’organo, fuori misura (ne uscirono ingenuità alternate a manierismi per giorni e giorni prima che pneuma e suoni fossero espirati alla perfezione, nelle sue canne).
Sono stati scuoiati più di dieci animali per adeguare le pelli alle dimensioni dei quattro timpani.
Tuba e fagotto, pur goffi come giganti di vecchie fiabe, intrecciavano nelle prove le loro note alle altre con dignitosa eleganza. Senza perdersi in abbracci stucchevoli, pesanti.
Il metallo fluiva rovente da un crogiuolo accompagnato dal nostro silenzio: una microscopica imprecisione nella fusione o nella forgiatura del diapason avrebbe compromesso ogni accordatura.

Siamo  tutti pronti, ora: musicisti e strumenti; aspettiamo, sull’orlo del mondo, che il direttore d’orchestra con un cenno impercettibile dia inizio al concerto grande.
 
 
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52 pensieri su “

  1. Dopo aver sentito la Sinfonia n. 3, “avec orgue” di Saint-Saëns. “Con l’aiuto dei monumentali organi sinfonici costruiti in Francia da Aristide Cavaillé-Coll, a quell’epoca il più importante costruttore di organi, quest’opera è immersa nello spirito del “gigantismo” di fine secolo, all’inizio della “belle époque”, sulla stessa linea della Torre Eiffel e dell’Esposizione Universale di Parigi”

  2. nonostante l’intenzione (tua, non dei “grandi compositori e/o autori e/o eserti di musica dagli stessi definita “colta”) sia di far raggiungere ai suoni ogni punto del mondo, la realtà si traduce in élitari teatri cui solo altrettanto éelitari personaggi possono accedere.
    io me ne sto colla sacca del diavolo ;-)

  3. una percezione di apocalisse.
    e mi immagino spesso un’apocalisse a suon di musica, cambiando generi e mescolandoli tra loro in una cacofonia che potrebbe essere l’anticamera dell’inferno che non c’è…

  4. Il “concerto grande” mi fa pensare sia al “concerto grosso” barocco sia ad una serenata di Mozart che si intitola “Gran partita” (per 12 strumenti a fiato e contrabbasso, la K. 361). Non so perché ma associo questi musicisti che suonano sull’orlo del mondo a quelli che, secondo la leggenda, continuarono a suonare mentre il Titanic affondava…

  5. E’ mica stato scuoiato un cinghiale? Perché mi vedo il cinghiale sul punto di essere scuoiato, argomentare: “Per fare un concerto grande non ci vuole uno strumento grande ma un grande strumento”.

    Ho detto guarda te che bel post pacato e soave di cronomoto, poi ho letto delle arpe e sono stato preso da un terror panico che non ha eguali negli altri post, nemmeno quando cronomoto, abitualmente, distrugge l’universo poi lo ricompone e lo distrugge ancora.

    Mamma mia, l’arpa mi ha sempre fatto impressione, non so come mai: sarà perché siccome so che finirò in Paradiso, l’idea, come dice Mark Twain, di passare l’eternità a sentire i cherubini che suonano mi l’arpa mi angustia non poco.

    Insomma, quando vengo qui io mi spavento sempre :)

  6. Quando ero piccolo (poco tempo fa, in fondo…), all’epoca in cui accordavo la chitarra col tu… tu… del telefono, Saint-Saëns lo immaginavo traducibile in “senza senso”. Poi, nel terzo del cammin della mia vita, ho capito che un senso c’era.
    Ma io preferisco sicuramente il nonsense (e questo commento lo dimostra ampliamente…)

  7. Aitan:
    l’intenzione era quella di un suono buono, non sono sicura del risultato ;)
    (Terrò conto del tuo prezioso consiglio)

    Giuba:
    la musica è una delle poche cose che (almeno per me) mettono quiete, senza il bisogno di chiedere sempre aiuto ai pensieri

    TendaRossa:
    per tua fortuna eviterò di cantare e proporre con file audio “My heart will go on” di Céline Dion

    Remo:
    forse per la sua Sinfonia dei Mille?(mille fra orchestrali, solisti, coro)
    “Immagina l’universo che comincia a cantare e a risuonare. Non sono più voci umane, è una danza di pianeti e di soli”. (Mahler)

    Per alleggerire questo concerto …pesante, provo a contrapporre la Badinerie per flauto di Bach

    Stro’:
    il rischio è infatti quello di un Concerto Pesante, e non Grande.
    Niente cherubini, da queste parti come niente cherubini in un bel racconto di Aquatarkus, qui
    Quindi tu vai in Paradiso? :o)

    Undu:
    Ma come, non si traduce così???
    Costringere le cose ad avere troppo senso, o a essere più grandi, in genere le fa appassire.

  8. Un concerto “dall’orlo del mondo” dà un brivido di solennità e di definitività che non si può reprimere.
    Dalle prime sole note dipende tutto: passato, presente, futuro. Tutto il passato si risolve nella costruzione dei megalitici strumenti, tutto il futuro nella limpidezza del suono che producono, tutto il presente nel(l’at)tesissimo attacco.
    Auguri, Direttore.

  9. Carlo:
    benvenuto!
    Le ucronie capovolte sono frutto di un gioco al quale hanno partecipato alcuni blogger lo scorso anno, vedi tag “ucronie”

    Come per il Tessitore di orizzonti (tag “Tessitore”)

    Zop fu Maestro con il gioco dei “Falsi incipit e stupri letterari”

  10. mi chiedo se la sala del concerto sia stata disegnata per una corretta riflessione acustica. sarà necessario che ogni punto venga raggiunto dalle onde nello stesso momento, il che significa uguale distanza dai musicisti, oppure diversa velocità secondo la direzione. dovrei richiamare qui Michelson e Morley.

  11. be alcuni suoni arrivano ogni dove..
    grazie a una invenzione del secolo scorso che si chiama radio e a unA piu recente che si chiama web-cast

    IO PENSO INVECE AL TATATATATA DI INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO

  12. undu: quelli, ancora peggio

    Ice:
    Peccato, l’idea dell’etere luminifero mi piaceva…;o)

    giarre:
    :))))
    la radio mi sembra sempre magica

    Madeinfranca:
    l’orchestra tutta ti ringrazia (solenne) per la suggestiva coreografia dal golfo mistico

  13. Crono, ti trovo molto ‘borghessiana’ in questo suggestivo visionario post. Impressione di apocalisse imminente anche per me, niente di pacificante, come dice Strofa, parura! Molto bello comunque. Porta qualche strumentino di questi quando vieni, come bagaglio a mano, così se mi accompagni ti canto il cane cinese:-))

  14. SOMNIA PARVA

    Somnia parva
    in quelle notti di poca luce
    quando ridotta al minimo
    esploro come Alice
    zone disabitate oniriche
    e solo una metà mi allucina
    di quel fungo vestibolo dell’oltre…
    e mi smarrisco
    in praterie deserte sconfinate
    alla ricerca almeno di quell’ ombra
    che ridisegni ingigantita
    l’anima…
    e sempre più mi perdo
    in quella parte
    dove titani silenziosi
    dormono…
    Somnium magnum.

    Incantata.Buone feste.
    cri

  15. la frase * non è mia…ma sento che si attaglia ad ognuno di voi !
    e, comunque, è il mio augurio per questo Natale !

    bisousnoëlleux !

    *da un bel dono che ho avuto:
    ”Non ho capito niente”
    di Diego De Silva

  16. Diapason.
    L’accordo universale per un Grande Concerto: l’Umanità.

    Sappiate leggere, mia Signora, lo spartito adeguato. Gli accordi e gli arpeggi che regolano queste correnti ci onoreranno dei vostri profumi.

    Vi augurammo, come Vi auguriamo, tanta serenità per questo periodo – comunemente denominato – festivo.

    Cordialità..

  17. Siori e siore, ecco qui l’ingrandimento del nuovo avatar di cronomoto. Mai avremmo creduto di vedere siffatta imago nel 2008.

    Stupefacente come tutto questo rappresenti un notevole cambiamento psico-sociale nel blog e nella titolare di detto blog.

    Per la prima volta, da quando la conosciamo, vediamo cronomoto sorridere sfrenatamente e regalarci un’instantanea di gioia quale mai vedemmo su volto umano.

    “Ora” pare dirci cronomoto che sfoggia una nuova fiammante pettinatura (nell’avatar piccolo, però, sembrava indossasse il cappello di Blek Macigno) “non distruggerò più gli universi. No: soltanto qualcuno!”

    Grande, grande cronomoto che spiazza tutti e diventa l’antesignana dell’Allegria Cosmica, l’aralda della Gioia, la Rappresentante della Speranza.

    Un avatar meraviglioso! Buon anno, cronomoto, complimenti al blog. Un bacione!

  18. Oddio, mammamia che ho fatto! Spero non sia stata la mia cucina e soprattutto il Cannonau con il quale hai abbondantemente innaffiato le pietanze a trasformare la deliziosa personcina che ho conosciuto in un androide toriano con delle strane orecchie.
    Simpaticissimo il tuo nuovo avatar: esprime bene il sottile sense of humour che ho potuto apprezzare conoscendoti. Ciao bellissima, spero di risentirti presto.;)

  19. ciao cara, e complimenti per il nuovo avatar pluTORiano, ti sta che è una bellezza.
    leggendo il commento di macaco: chissà che cosa sarebbe successo se avessi assaggiato il nepente di oliena!

  20. Ipse: arrivo, devo riprendermi
    :o)

    Petarda, Macaco, Triana,Aqua, Bobboti e John Titor, se mi legge:
    I fumi dell’alcool, le sebadas (una, per la verità, sottratta Triano) una forte nostalgia per ogni istante passato sull’Isola del Vento rallentano le risposte (e hanno generato il nuovo avatar, quindi è colpa vostra)

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