URANOMETRIA





Questo è il crepuscolo.
Vedessi il mondo come mi piace immaginarlo vi racconterei di Tau Ceti e delle stelle binarie, ma anche di quanto mi piace alzarmi il mattino presto.
C’è differenza nel cosmo tra le rivoluzioni distratte e indolenti delle stelle e i moti ciechi ma  ineccepibili degli uomini? Splendidi, dopotutto, e questo cielo nordico sarebbe tutto ciò che  desidero.
Forse con una camicia di forza, ma starei bene.
 
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18 pensieri su “

  1. parte che è scritto bene e molto essenziale, come se la fantascienza intimista finisse in un sospiro (ci vorrebbe un Mallarmé cosmico per dire che tutta la fantascienza intimista sfocerà in un sospiro e che la carne è triste ahimè), chissà quel che direbbe un redivivo Voltaire nel leggere non so quanto a proposito dichiarazioni panglossiane: tipo che questo è il migliore dei mondi possibili.

    Di certo non sarà la tua posizione, però l’intenzione dello scrittore è l’ultima cosa che conta: perché se filtra la sua posizione e il racconto prende la piega che l’autore voleva dargli, non siamo in presenza d’arte ma di bieco pippone morale (tipo romanzo a tesi); così, perché un pezzo conservi intatta la sua suggestione bisogna leggere diverse interpretazioni e bisogna che ogni interpretazione sia legittima come le altre: se non non sarebbe un pezzo estetico ma una ricetta o sermoncello.

    E allora non so perché, deve essere un limite mio, ma leggendolo io mi è sorto questo voltairiano dubbio che ci fosse come un’aspirazione al quietismo panglossiano: certo che non ho l’abilità per replicare con un candide!

    Poi, però, vedi, ed è questa la forza del pezzo che non indirizza verso una tesi precostituita, mi sovviene di Schopenhauer e di come tutto sia determinato (maxime le azioni degli uomini a cui il Sommo negava ogni specie di libertà); e dunque che cosa di meglio di un brano che legittimi con sospiro intimista il sommo Schopenhauer?

    Non Pangloss, dunque, ma la Volontà che viene superata dallo sguardo dello spettatore non umano, parèmi, e vede che tutto va come deve andare, n’est pas? :)

  2. Stratidanimo: grazie, e soprattutto contenta per la reciproca scoperta.

    Ipse: Orione prende a mazzate il Toro: due costellazioni invernali di questa mappa (URANOMETRIA: misurazione del cielo) del 1603 incisa nel rame.

    Tenda: rigorosamente in canapa grezza, sostiene l’io narrante

    Mariastrofa:
    (AHAHAHAHAAHAHHAHAAHAHHAHAHAHA!!!)
    Ehm, non c’è intenzione di guidare il lettore (si insomma quei pochi blogger che ancora hanno il coraggio di passare di qui e che ringrazio), di costringerlo ad accettare questo come il migliore dei mondi possibili, piuttosto lo sguardo, inteso come punto di osservazione  (mio? dell’io narrante? di un alieno? di un umano qualsiasi? Scelga il lettore) che riesce/non riesce (spostandosi) ad alzarsi sopra la Volontà.

    Ice: la flanella! :o)
    Gioca a dadi, con le traiettorie delle stelle e tanto altro…

  3. O forse con una camicia leggera, che lascia lentamente raffreddare la pelle, piacevolmente, finché non è troppo e allora ci si copre di più, godendo del conforto del calore che ritorna…
    Ma:
    “moti ciechi e ineccepibili” sono in realtà quelli delle stelle, “rivoluzioni distratte e indolenti” quelle degli umani.

  4. mamma mia, sono intimidita da ciò che può scatenare un sospiro intimista, che sia alieno o che sia umano. Posso dire solo che mi piacerebbe eventualmente perdermi fino a evaporare in un cielo nordico?

  5. Se solo i pazzi potessero desiderare sarebbe un mondo molto grigio. Meno male che c’è la forza che viene dai nostri sogni!! Io non vivrei senza. Buon lunedi! Ciauz! :)

  6. Arimane:
    Per camicie su misura citofonare tau ceti :O)

    Triana:
    certo che si può!
    Contenta che ti sei rimessa in moto!

    Cominciare:
    eh, cambiare punto di osservazione forse costa in effetti collaterali…

    e da oggi chiamami Queen of nothing

    Cumino:
    per quello siamo qui ;)

    Ipse:
    sì non capisco cosa gli abbia fatto il toro..

    andremo a studiarci la mappa

    Madeinfranca:
    questa non me la perdo, imbottita e con cielo magnifico
    grazie!

  7. Dal Vangelo secondo Don Matteo: questo, cielo noddico è! Baciamo le mani!

    Cielo nordico, mia Signora?
    Come sarebbe gradevole poterlo vivere da umani.

    E questa è l’alba (vista da Tau Ceti) ma di stelle binarie neanche l’ombra. Solo monorotaie.

    .

    Cordialità, Milady.
    (Ogni tanto – è vero – ci sentimmo un po’ distrattamente rivoluzionari, quasi come una stella indolente, cieco e un po’ ciecato nel nostro modo.)

  8. Ehm, perdonateci Lady Crono ma considerato che Voi e soltanto Voi capiste quella “della monorotaia”, non sarebbe un disturbo, per Voi, poterla spiegare anche a noi?

    E’ da quando la scrivemmo che non né venimmo più a capo!

    RingraziandoVi tanto Cordialmente deponemmo i sensi della nostra migliore considerazione fra le Vostre dita.

    (…dunque: di stelle binarie neanche l’ombra … le monorotaie, invece, … fanno luce. No, no: le stelle binarie …)

    :-(

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