AGNIZIONE

Un saluto a tutti, sono l’avatar di cronomoto. Approfitto della sua assenza per raccontarvi un po’ di lei.
Non penserete che passi le sue giornate a fare il fossile, l’alieno, o creda veramente di essere un vetro alla finestra…
No, cronomoto vive giornate intensissime in cui è sommersa di lavoro, ricerche su Napoleone e il clima in Amazzonia per cronojunior (sempre su Napoleone e il clima in Amazzonia da tre anni), feste in cui gli amici cercano di trovarle un fidanzato ad ogni costo, l’ultimo caso è stato un anatomopatologo (scartati l’oncologo, il criminologo, l’alchimista, l’astronauta). Con l’anatomopatologo é stata sul punto di dire sì: non si sa mai, ha pensato per un attimo, ma solo per un attimo. Palestra, dialoghi fittissimi con i suoi gatti e momenti in cui si chiude in camera a ridere da sola, completano la sua giornata. Si addormenta convinta di essere il suo avatar, dopo aver letto il sussidiario, unico libro presente nella sua libreria, oltre all’Enciclopedia Universale, ma quella è meglio lasciarla perdere…
 
Ma ora arriviamo al dunque: sono qui per  dare una sferzata di vita a questo blog, con un post trendy. Sì, una ricetta, rubata a  cronomoto, che ricopio pari pari:

 
SPAGHETTI ALLE VONGOLE SCAPPATE

Sostanze e Quantità: (dosi per due soggetti)

1) 136 tubi cilindrici di “pasta”*, ciascuno di lunghezza 25,8 cm e di diametro 0,1 cm (che da ora chiameremo convenzionalmente “spaghetti”) 

* preparato a base di farina diviso in forme regolari destinate all’alimentazione degli umani

2) NaCl:    5 gr
3) H2O: q.b.
4) Olio alimentare
 ricavato dalla spremitura dei frutti dell’Olea europaea (che d’ora in poi chiameremo olio di oliva)
5) Allium sativum: due semilune
6) Petroselinum crispum: 30 foglie frantumate
7) Piper nigrum: 0,3 gr.
8) Molluschi bivalvi della specie Meretrix Meretrix che per brevità chiameremo “vongole” : nessuna

Portare l’H2O alla temperatura di  212 °F, un gioco da ragazzi, si tratta di rilevare empiricamente il momento esatto in cui la pressione parziale P(aq) eguaglia la pressione atmosferica: questo è il momento di aggiungere il Cloruro di Sodio e la pasta!
Assemblare il condimento in quell’utensile da cucina che permette la cottura chiamato “padella”  secondo la sequenza 4) 5) 7) 6)
Trasferire gli spaghetti portati a cottura “al dente”* *nella “padella

**In cooking, the adjective al dente describes pasta and (less commonly) rice that has been cooked so as to be firm but not hard.

Buon appetito!

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30 pensieri su “

  1. Manca l’elemento essenziale: la sardina (Sardina pilchardus) salata comprata dal pizzicagnolo sotto casa (e che costa molto meno delle vongole fresche). Aprire un pezzo di sardina e disporlo nella padella con l’aglio. Appena l’aglio imbiondisce spegnere il fuoco e togliere la sardina. Quando gli spaghetti sono al dente scolarli e sbollentarli nell’olio ed ecco il sublime sapore delle vongole scappate. Servire con un vino bianco povero, ma corposo (Nuragus di Quartu S.Elena).

  2. Dunque a casa cronomota anche una frase innocua come “butta la pasta” si trasforma in qualcosa di micidiale, portare l’H2O alla temperatura di 212 °F, rilevando empiricamente il momento esatto in cui la pressione parziale P(aq) eguaglia la pressione atmosferica…odio a quel punto temo mi sarebbe già passata la fame! *__*

  3. Ecco il libro in cui l’anatomopatologo rivela tutti i particolari più piccanti e scabrosi della sua relazione con cronomoto.

    1) Come cronomoto pretendeva di fare l’amore in assenza di gravità

    2) Come l’anatomopatologo era costretto a manifestare la sua gioia corporale non con ululati umani ma con veri e propri uuuufooooooo, sì, uuuuuuufoooooo

    3) Come l’anatomopatologo fu lasciato quando si rifiutò di usare il bagno di casa fatto a disco-volante nel giardino.

    E tantissime altre cose!

  4. Ipse: a 4 fili, ovvio! Sì un calibratore sarebbe utilissimo …

    Tenda: ti dispiace se ti rispondo con un unico commento? Se la fame è passata anche a me mentre scrivevo? (La ricetta di Aqua è molto più interessante)
    La sequenza esatta è fondamentale anche nelle ricette più semplici!

    Giarre: non dirlo a me, sono in piena sindrome dello scoiattolo…

    MariaStrofa: ma guarda che se ci pensi un anatomopatologo non è mica noioso!!! Pensa a quanti aneddoti…
    Unisco questo consiglio al tuo precedente nel mio carello, mi tornerà presto utile ehm… assieme alle arance.

  5. Caro Cronoavatar,
    finalmemente ti manifesti e ci riveli le “botte di vita” del tuo alter ego. Sempre, tutti avevamo sospettato tale vortice mondano, ma adesso ne abbiamo conferma.
    Ti consiglio, per enfatizzare ancor di più le sue avventure, sempre sul filo dell’extreme, di somministrarle la preparazione che hai sapientemente illustrato, accompagnata da un certo composto liquido di incredibile complessità, alla cui base sta però essenzialmente CH3-CH2-OH (per le aldeidi e i polisaccaridi e il resto, vedi tu).
    Con un’abbondante integrazione di tal fatta del menu, non dico che si farebbe rifilare dagli amici l’anatomopatologo, ma – che so – magari accetterebbe l’invito di un azzurro e caudato e gallonato e antennuto aitante comandante di astronave di IV Betelgeuse, anche solo per una gita di un pomeriggio nella Galassia del Cigno (che pare sia davvero romantika).

    (*Crono: la lingua della perfida Albione non si smentisce: “firm but not hard” è una geniale definizione della pasta “al dente” che gli italici celebratori dello spaghetto non saprebbero rendere. Ma il vero genio è averlo apprezzato e citato)

    (*Crono (ma come, ancora?): la grazia di un fossile sottile, la trasparenza di un vetro di finestra, la serena compostezza di un alieno/a, la determinazione di chi riesce a uscire dai labirinti, la leggerezza di una piuma (benché incapsulata)… Proviamo a vederla così?)

  6. Ipse: certo certo cronamota….;)

    Arimane: sì non solo etanolo, altrimenti lo rifilo all’anatomopatologo ;)
    E figurati se non ho già adocchiato qualcuno che mi porti nella Galassia del Cigno, eccolo

    da parte di crono, quella vera:
    “al dente” suonava troppo umano ;)
    Ma come? Allora posso tornare a parlare di buchi neri e sfasameti temporali? ;)

    Undu: eh….magari! Istruzioni per salire le scale è inimitabile, stamattina ho trovato Le istruzioni per piangere:
    “Lasciando da parte le motivazioni, atteniamoci unicamente al corretto modo di piangere, intendendo per questo un pianto che non sconfini nelle urla e tanto meno in un insulto al sorriso con la sua parallela e goffa somiglianza. Il pianto medio o ordinario consiste in una completa contrazione della faccia e in un suono spasmodico accompagnato da lacrime e da moccio, quest’ultimo nella fase finale, perché il pianto termina nel momento in cui ci si soffia energicamente il naso. Per piangere occorre fissare l’immaginazione su se stessi, e se questo risultasse impossibile perché è stata contratta l’abitudine di credere nel mondo esteriore, si ponga mente a un’anatra ricoperta di formiche o a quei golfi dello stretto di Magellano ove niun penetra giammai. Una volta arrivato il pianto, ci si copra con dignità il volto usando entrambe le mani con la palma in dentro. I bambini piangeranno con la manica della giacchetta sulla faccia, e preferibilmente in un angolo della stanza.
    Durata media del pianto: tre minuti. ”

    [Julio Cortazar]

  7. ma ci avete ‘na fissa…
    ‘ppure il mio dietista…
    “…e pesce fuijto…
    …e un’ombra di olio…
    …e uccelli scapati…”

    mo’ me ne scappo io…
    *”Franca che fugge…” !

    bisousbalancés!

    *Franca Rame in
    “La donna grassa”

  8. Io sostituirei il Piper nigrum con capsicum frutescens tagliato in striscioline, così, nell’attesa che i molluschi tornino alla magione, puoi goderti uno “spago aglio e olio”.
    Della serie “la realtà supera la fantasia”, in tema d’alimenti fuggiaschi esiste davvero questa ricetta:

    UCCELLI SCAPPATI:
    ingredienti
    – 600 g di filetto di manzo
    – 120 g di pancetta stufata
    – 1 manciata di foglie di salvia
    – 3 o 4 fette di polenta
    – 4 cucchiai d’olio d’oliva
    – sale e pepe
    PREPARAZIONE
    • Tagliate la carne a grossi cubi.
    • Affettate sottilmente la pancetta stufata (quella distesa) e avvol gete ciascun dado di carne den tro una fettina di essa.
    • Prendete 4 spiedini di ferro ed infilzate in ciascuno di essi tre di questi involtini (che, per il loro aspetto,specialmente da cotti, somigliano molto ad uccelletti), alternandoli a foglie di salvia e cubetti di polenta.
    • Marinate gli spiedini in olio, sa le e pepe; poi cuoceteli alla gri glia, su carbonella: 6 minuti per parte.
    • Appena cotti, poggiate gli spiedi su altrettante porzioni di polenta appena scodellate e serviteli im mediatamente.

  9. #18 – narrando: bellissima la ricetta degli uccelli; il problema però è che si chiamano “uccelli scapati” cioè privi di capo: e proprio perché nella forma assomigliano a uccelli senza testa; il raddoppiamento della consonante “p” è un fraintendimento popolare: e anche dove nei testi c’è scritto “scappati” deve intendersi “scapati”.

    in sostanza le vongole sono scappate sì perché non ci sono nel piatto, mentre gli uccelli o uccellini ci sono. :)

  10. Ricomparsa la foto di Madeinfranca (scappata!)

    Narrando: prendo subito nota della variante con il capsicum frutescens!

    La ricetta era nata proprio dal ricordo di quella che mi indichi tu :)
    Ma vedo il fulmine etimologico di Mariastrofa rendere giustizia a questa ricetta.

    Rear: anatomopatologo, guarda che è spassosissimo ;)

    MariaStrofa: sì Madeinfranca è tornata, scherzi di Splinder di questi giorni. La tua indicazione etimologica mina tutte le mie certezze ;)
    (quando da piccola testai la ricetta per la prima volta impiegai qualche ora a capire il significato del nome e ora ne scopro un altro!)

    Giuba: prego ;) credo siano molto più saporite quelle di Aqua e Narrando!

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