SIGNORA DEI LABIRINTI

Mi sono persa deliberatamente tra le siepi di bosso, poco dopo mezzogiorno.
Un’ombra è la mia compagna. Mi sprona, mi spinge  alla ricerca dell’uscita. Se mi sembra incerta, è questione di un attimo; scivola avanti e apre la strada, svelando una certa premura. La seguo ottimista.
Cammino ormai da un tempo troppo lungo e il sole è ancora alto nel cielo, sempre allo stesso posto, sospetto. Il caldo, mescolato a smarrimento e vertigini che si arrampicano ai piedi, mi spinge a chiederle aiuto.
Vive al centro del labirinto, sulla piccola torre. Sorride, ma il volto è livido, forse non solo perché riflette il colore del suo vestito, di un azzurro innaturale, qui. I gesti sono misurati, ritmati da qualcosa che solo lei sente o vede. Fendono l’aria afosa, come i suoi sguardi, pronti a indicare a chiunque alzi gli occhi verso di lei la direzione da prendere.
I sentieri geometrici, sarà la stanchezza, diventano sempre più stretti. Oltre i muri di fogliame che sembrano alzarsi in silenzio, ci sono altri visitatori. Li sento, impauriti nel loro vagare. Si fanno forza scherzando, qualcuno è immobile, inginocchiato in un angolo, non ha più il coraggio di continuare, percepisco i contorni della sua paura, altri tentano di scavalcare le siepi, sempre più alte.
Ricordo allora chi cammina al mio fianco e mi sento meridiana, di un sole fermo, autore dei gesti della Signora dei Labirinti e, prima ancora, degli algoritmi della non-uscita.
Posso salvarmi, scardinando il sistema di orientamento. Senza più guardare la piccola torre, con uno strappo dalla mia ombra, riprendo la strada.
 

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28 pensieri su “

  1. Dunque la Signora inganna?
    O il sole (fermo)?
    E si esce solamente strappandosi l’ombra?

    La sottile angoscia che questo labitinto trasmette lascia un brivido, tanto più inquietante perché immerso nell’afa insopportabile.

  2. Cominciare: cercando di assecondarle, le curve

    Zop: :)) No, sulla Riviera del Brenta

    Arimane: Il Sole inganna, attraverso le indicazioni che dispensa la Signora, e l’ombra innaturale disorienta.
    (E l’afa e il sole sulla testa erano davvero insopportabili)

  3. Ecco, occorre perdere l’orientamento per orientarsi, il falso orientamento. Occorre strapparsi l’ombra, non cercarla. Occorre curvare per andare dritti, e puntare a un orizzonte solo interiore, curvilineo, rovesciato. Fino al bordo dell’ombra.
    (è tempo di ritorni: pendono dagli alberi come frutti maturi).
    ciao crono. ho fame di futuri.

  4. Ecco, occorre perdere l’orientamento per orientarsi, il falso orientamento. Occorre strapparsi l’ombra, non cercarla. Occorre curvare per andare dritti, e puntare a un orizzonte solo interiore, curvilineo, rovesciato. Fino al bordo dell’ombra.
    (è tempo di ritorni: pendono dagli alberi come frutti maturi).

    ciao crono. ho fame di futuri.

  5. Uhm..ma le pensi o ti vengono spontanee così dall’inconscio o dalle dita queste metafore: a posteriori dici: accidenti, guarda come ha espresso bene la mia /nostra situazione esistenziale! Ti immagino scrivere persa in una specie di sogno, quasi in trance. Invece magari lo fai mangiandoti un panino e bevendo una birra ghiacciata, chissà!:-))

  6. Brioche: in fondo si tratta solo di non ascoltare la vocina che fa sbagliare la strada di default :O)

    Splinder gioca brutti scherzi in questi giorni, vediamo il prossimo…
    Cancellerà mai i blog in una notte?

    Triana: Sogno – incubo e realtà, tutto insieme. Pizza sulla tastiera, a volte, ma che non si diffonda la voce ;)

  7. Davvero bello. Chi meglio della propria ombra per indicari la strada? Mi hai fatto pensare un po’ al Nome della rosa e un po’ a Dante. Anche lui si perde, “erra”, ma la selva è “oscura”. Non c’è luce, ergo non c’è neanche ombra (e proprio per questo Dante chiederà aiuto a Virgilio). La salvezza sta nel cambiare sistema di orientamento. Aah quant’è vero, proprio così :)

  8. Ehm, sbagliammo il post, Milady. Quello precedente fu riferito a questo, più attuale. Ad inverso il precedente non ebbe risposta in quanto … nulla avemmo a commetare sulla preziosità di un “pensiero” racchiuso entro un contenitore pur di serbarlo intonso, nella sua purezza, a discapito degli eventi… qualsiasi essi possano essere. In dispregio del tempo e delle “incurie” umane.

    Cordialità Mia Signora.

  9. Vi pregammo, ovviamente, il perdono per errorri, errorucci, refusi e refuselli (comprensivi di mancata firma e siglatura).
    Mancò la fede nei sistemi satellitare “Inglesi” e nei sistemi operativi Linux di produzione “palestinese“, Mia signora.
    Venia e pietà sono d’obbligo.

    da Gaza, in questo fausto giorno, nel medesimo mese, dell’anno che Voi sapete.
    Cordialità

    Lord Ninni

  10. Tenda: qui una luce sempre uguale impedisce di orizzontarsi attraverso i punti di riferimento tradizionali.
    La salvezza è proprio nel renderese conto
    (Addiruttura Dante? :o))

    Ipse: non ci crederai ma la persona che realmente aiuta i visitatori del labirinto sembra fare tai chi…

  11. Ognuno di noi ha i suoi labirinti, e ognuno di noi è Signore e Prigioniero nello stesso tempo.
    L’atmosfera di questo brano mi porta ad una frase di Simone Weill
    a proposito della perdita dell’orientamento e dell’attenzione:“somiglia a un’incoscienza” quasi uno straniamento dei sensi.

  12. Brava come al solito a nascondere emozioni dietro alle parole, l’ombra sulla torretta al centro col vestito di un azzurro innaturale mi danno strane sensazioni, fatti aiutare dall’ombra che di sicuro è più esperta di te, in attesa di diventare brava a districarti da sola!
    Oppure una bella cesoia grande e ti apri tutti i varchi che vuoi, fallo con le scarpette da ginnastica però, all’uscita dovrai scappare veloce per non farti acchiappare dal giardiniere incazzato;-)

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