COME CRISTALLO

 

La mia posizione è invidiabile. Immagina una vita rivolta all’interno di questa casa, ma anche verso il mondo esterno: un confine siliceo, alla finestra. Una fortuna vivere nell’incertezza: non so quale delle due realtà sia quella inconsistente.

In giornate come questa, quando la pioggia mi trasforma in quadro liquido, la mia trasparenza lascia filtrare sogni  tra queste mura.

Mentre il tempo passa, mi basta strappare col pensiero i rami più alti agli alberi di fronte per tornare indietro nella memoria.

Uno  sguardo azzurro e giovane mi supera e va oltre le piante,  ancora arbusti, fantasticando di fucili, archi di nocciolo e altro ancora, ma non ne fa parola con nessuno.

Mi dispero per quello che succede dentro queste mura, vorrei portarlo fuori a giocare, e mi dispero per il mondo-fuori,  che vorrei portare al riparo qui dentro.

Come cristallo cado in frantumi, ora che lo osservo cresciuto,  gioca solo tra gli alberi.

 

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29 pensieri su “

  1. perchè dire una cosa qualsiasi. Spesso non riesco a spiegare cosa ho dentro,
    così lascio che gli altri inventino per me.

    Si! lasciamo che il cristallo finisca di cadere,
    spezzarsi ancora e ancora raggiungendo terra
    senza rimpiangere nulla,
    facendo tacere ogni dolore, pensando che almeno così
    si è più vicini possibile all’intelligenza.

  2. Questo post direi è cristallino. E sottolinerei la frase Mi dispero per quello che succede dentro queste mura, vorrei portarlo fuori a giocare, e mi dispero per il mondo-fuori, che vorrei portare al riparo qui dentro che è bellissima e molto dolce, perdipiù se pensi che è un vetro a dirla :)

  3. Arimane, ho guardato più volte la tua finestra, oggi, la prima cosa che ho notato è stato il buio fuori; per cogliere il gioco ottico che rivela “altro” ho dovuto aspettare che i pensieri si distendessero.

  4. Vario: passo a vedere come sta il gatto sulla tastiera :o)

    Ipse: da te passo ad ammirare gli “esempi di ho”

    Nebbie: Magritte lascia a noi, al nostro occhio, decidere cosa vedere.
    un caro saluto

    Giarina: :))))))
    e magari in bella vista una delle tue ultime installazioni (“aiutati che il ciel t’aiuta”)

    Madeinfranca:
    i vetri alle finestre sono anche fragili, ma se possiamo paragonare noi a delle case, essi impediscono ad ognuno di essere qualcosa di opaco, chiuso agli altri nella propria particolare, singola esperienza

  5. viaggi sempre su un confine, una terra di nessuno che ti fa sdoppiare e desiderare sempre, in modo struggente, l’altra parte . Ma non cadi mai definitivamente né di qua Nè di là….saresti un’ottima migrante (che cacchio volevo dì? Commento criptico).

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