SISTEREIS

 
Sono isole, gemelle, speculari, eppure lontane.
 
Di rocce bianchissime, sa dell’altra e passa le notti a fantasticare, come può fantasticare un’isola, sulle possibilità di raggiungerla. Sogna di istmi, cataclismi e anche di naufragi, che possano avvicinarle. Si tende verso Est, quasi potesse trasformare il destino in un braccio di terra. Si dispera guardando le stelle, sempre ferme, immaginando per loro e anche per sé, movimenti immensi.
 
Pesca suoni da acque profonde: respiri lentissimi, ronzii taglienti, canti distorti e inconsolabili, sibili che si sono smarriti scandagliando le correnti. Si chiede se l’isola gemella senta come lei.
Placida e bianca nella sua ignoranza, questa si allarga in curve morbide verso Ovest, distendendosi in un interminabile sbadiglio. Non pensa ad accelerare ciò che la lentezza invisibile del tempo le riserva.
 
Scrivo, spettatore, dalla mia casa scavata nella roccia bianca.
Qui onde e maree assediano le fondamenta, le sento nel sonno e non c’è suono che porti altrettanta pace. E’ solo il pensiero di non poter assistere all’abbraccio di rocce naufraghe e sabbia a rannuvolare le mie giornate.
Sono qui a chiedere, a voi che avete trovato questo messaggio, di testimoniare il momento in cui si congiungeranno.
Sistereis: ultimo viaggio prima del naufragio
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25 pensieri su “

  1. MingusSamba: quanto tempo! :)

    E una fatica immensa, ma in qualche milione d’anni, forse…

    DottorCaligari: si vorrebbe sempre essere delicati, anche nelle solitudini; si vorrebbe, il risultato poi…

  2. pensa che gli olandesi ai tempi della nuova zelanda si sono fatti l’isola antipode.. miliardi di anni prima che si congiungano le due zelande.
    anzi, no, lo uccidiamo prima, il pianeta.

  3. Ipse: troppo…”avanti”, gli Olandesi? ;)
    Sì, temo che il tempo scada prima che le due zelande si incontrino.

    Arimane, mi sono chiesta come potrebbe pensare un’isola e come vivrebbe il doppio tempo, il suo (per noi … “impercettibile”) e il nostro (di cui può avvertirne i suoni, le emozioni)

  4. magari anche le case di roccia sognano di congiungersi alle case della gemella. E i visitatori di una gemella col tempo sognano di congiungersi con quelli dell’altra, persino chi legge sul blog queste righe (Attenta!!)… :))

  5. credo che no, non si possa unirle se non per un vano gioco di specchi; credo che violare le regole della fisica sia compito ardito e che solo il blu trasparente del cielo sia testimone di questa assomiglianza.

    Inlanto le nuvole si divertono a formare protagonisti di storie, giochi d’ombre, cambi d’umore, ma poi arriva sempre un vento ribelle che le sfrangia, le spinge lontano, le straccia in mille pezzi; spesso le cancella.

  6. Chiaramente questa delle 2 isole, una a est l’altra a ovest, è una metafora della guerra fredda tra URSS e USA. Anzi direi che è anche un’istantanea sul presente, visto che pare che Putin stia facendo di tutto per riportare indietro l’orologio della storia. A questo punto sorge in me un dubbio, che tutto il tuo blog lo si possa rileggere in chiave geopolitica?

  7. Ipse: parecchio, anche se ultimanente con qualche mezzo passo indietro

    Elis: anche loro hanno una storia, dopotutto.
    :) contenta di ritrovarti.

    Whois: Ahia… :))))

    Cominciare: si spera nel vento, allora, o forse è sufficiente mandare in frantumi gli specchi.

    Miskin? ma certamente, faccio un salto stasera su urbancasbah :0)

    TendaRossa: ecco, hai scoperto il segreto!!!
    Del resto se ricordi “Oltre il girdino” …
    ;)

  8. …e dire che tantissimo tempo fa
    erano congiunte !
    Attendendo una “Nouvelle Lauràsie”
    mi piace cogliere la poesia della tua scrittura che, leggendola tout court,
    mi suscita alla mente questa che ti dedico:
    “Per le cantate che si svolgevano nell’aria io rimavo
    ancora pienamente.
    Per l’avvoltoio che era la tua sinistra
    figura io ero decisa a combattere. Per i poveri ed i malati
    di mente che avvolgevano le loro sinistre figure di tra
    le strade malate io cantavo ancora tarantella la tua camicia
    è la più bella canzone della strada. Per le strade odoranti
    di benzina cercavamo nell’occhio del vicino la canzone
    preferita.
    Per quel tuo cuore che io largamente preferisco
    ad ogni altra burrasca io vado cantando amenamente delle
    canzoni che non sono per il tuo orecchio casto da cantante
    a divieto.
    Per il divieto che ci impedisce di continuare
    forse io perderò te ancora ed ancora – sinché le maree del
    bene e del male e di tutte le fandonie di cui è ricoperto
    questo vasto mondo avranno terminato il loro fischiare”.
    (Amelia Rosselli)

    bisousdebienretrouvée!

  9. Ago, bentornato dalle vacanze

    Madeinfranca: “all’inizio” erano unite, probabilmente.
    Bella la poesia, si spera sempre che un giorno
    “tutte le fandonie di cui è ricoperto
    questo vasto mondo avranno terminato il loro fischiare”

    Azazeel: non avevo pensato a loro!
    :)

    Katiuuuscia: chissà :)

    Filmsy: deve essere scappato il commento
    ;)

  10. tutto quello che è stato separato anela a riunirsi, a ricomporsi nella morte e risepararsi nella rinascita come individui nuovi. Così è la vita, nei suoi tempi geologici, biologici ed umani. Incantatrice come sempre.

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