Nel migliore dei modi

Il problema è l’ossigeno. Non posso più scendere da questa montagna.
Stamattina è arrivato l’uomo con la valigetta, mi ha guardato esterrefatto, era evidente che non credeva ai suoi occhi; ha parlato con lei, che non gli ha permesso di toccarmi. Lo ha mandato via quasi subito.

Sono salita sul tetto: mi sembrava di respirare meglio, è bello sentire l’aria sottile che arriva dalle montagne più alte, e la pietra di Prun fredda sotto le zampe. Credo che la vita sia questo, in fondo.
Viene a controllarmi ogni tanto, mi guarda preoccupata, mentre il mio respiro si fa più difficile;  ammicco: so che così si tranquillizza.

Adesso che è sera dovrei rientrare, invece è lei a salire quassù, come il primo giorno  in questo suo  mondo: si accuccia, vicina, in silenzio; così potrò passare questa notte, che mi è così cara, nel migliore dei modi possibili.

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10 pensieri su “

  1. Triana: grazie :) ricambio l’abbraccio

    Meister: a volte si scopre che è appena poco più, semplicemente sentire, e ci si accorge che questo basterebbe, buttando tutti gli arzigogoli che ci costruiamo.

    Tutto bene :)

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