Da : [27.283 , -2.983]
 
Non ho armi contro la solitudine, non avendo mai dovuto combattere, con lei.
Qui si evitano i gesti, inutili; si contempla la sabbia, evitando la fatamorgana e le sue forme di futuro, che paiono lapidi, a chi le guarda.
Ci sono momenti in cui mi sento tutt’uno con la sabbia dove poggiano i miei piedi; gli occhi bruciano stanchi, ma quando li chiudo un istante (la mia mansione non lo permette) non mi sembra di sprofondare, anzi. Sento la schiena raddrizzarsi nonostante la fatica, mentre ricorda tutti gli uomini che sono stato prima: è così che riprendo le forze.

Bordj Fly Sainte-Marie

 

Un uomo può non bere per giorni, non mangiare per settimane, ma un blogger quanto può stare senza bloggare?
Sondaggio: come si tiene un blog in estate? (uno crea il blog per evadere e poi non riesce neanche a prendersi una vacanza)
Nel frattempo   auguro buone vacanze a tutti da qui.
Siete (con fermezza) cortesemete invitati a consultare l’archivio, durante la mia assenza. A sorpresa potrebbe essere indetto un concorso con cruciverbone sui post più vecchi.
 
 
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27 pensieri su “

  1. il tempo T che intercorre tra due post consecutivi durante il periodo estivo è calcolabile come l’integrale della distanza D da un internet point fratto il peso P del portatile, moltiplicato per il costo C della connessione dati con il cellulare.

  2. Intanto Buone vacanze e poi, leggendo e pensando m’è venuta un’idea e mi ha trovato: quando si è in vacanza il blog lo aggiornano i commentatori. Il contenuto del post è nei commenti, orargiornalsettimensili di chi legge…avendo cercato per tempo chi annaffia il post quotidianamente. (adesso rileggo per capire). Ciao.

  3. Crono, la tua idea mi convince del tutto:
    si fermino i blog, d’estate; e i lettori abituali (o anche non) approfittino per andare a ritroso: quel post perduto, quell’altro dimenticato, un altro ancora che dà diverse sensazioni, a rileggerlo ora…
    Insomma, un modo per superare il “consumo” rapido che fa torto a tante scritture; molte meritano maggiore e più estesa attenzione di quella distratta del ritmo giornaliero (magari attravero gli odiosi feed che son fatti per la bulimia e non per il gusto), che bada solo all’ultimo post e condanna gli altri ad una vita fantasmatica e inutile.
    Riassaporare.
    Slow Blog, insomma.

  4. Che sfiga! Lontani dall’F5
    più non sentir il tremulo passo
    di chi passa
    senza lasciar commenti
    oh… non più la gioia
    di pensare *e ora che cippirimerlo scrivo?*
    oh… come deve essere tremenda la vita senza post, oh… ah… emigrare in un altro stat e lasciar shynistat, oh, ah, uh…

  5. Da: [27.283 , -2.983]
    Qui si evitano i gesti, inutili; si contempla la sabbia, evitando la fatamorgana e le sue forme di futuro, che paiono lapidi, a chi le guarda.

    Ago: affondato!!! :o)

    Ice: questa è la prova

    Usermax: grazie, leggo!

    Penzo: grazie, e puoi immaginare cosa sto leggendo ;o) ( e rileggo il commento anch’io…)

    Arimane: già…

    Strofa: taci, cosa non farei per un commento incentrato sul tat twam asi…

    Farolit: grazie, a presto!
    Ma cosa fai tagliata in due?!!!

  6. Ci sono momenti in cui mi sento tutt’uno con la sabbia dove poggiano i miei piedi; gli occhi bruciano stanchi, ma quando li chiudo un istante (la mia mansione non lo permette) non mi sembra di sprofondare, anzi.
    Sento la schiena raddrizzarsi nonostante la fatica, mentre ricorda tutti gli uomini che sono stato prima: è così che riprendo le forze.

    Ipse: …coraggiosissimo, a presto!

    Rear: buone vacanze anche a voi, estendo i saluti alla redazione di Colazione tutta.

    Cominciare: sì, il difficile è… cominciare…

    Azazeel: secondo me con Ice trovereste la formula perfetta.

    Narrando: :) recupero i lunedì persi appena posso

  7. Atterrammo, con grande felicità mia Signora, presso questi posti d’algerine visitazioni. Il Forte e la sabbia: lontano ricordo di un tempo che fu; un tempo delicato e fortemente passionale come quello di una “Guerra” combattuta e da combattere tra un battito di ciglia ed un colpo di pistola. L’Algerie francais; l’algerie delle “descubiertas“. Non speravamo di quivi ritrovarvi, mia Signora Lady Crono. Ritorniamo, spesso, con il nostro biplano presso questi luoghi, facendo rotta, invariabilmente fra gli anni ’30 e ’40 per ritrovar non quello che giammai fu perduto, ma quello che ancora non trovammo mai. Le coordinate d’atterraggio, in questo caso furono il 12 Maggio 1926 e … ritrovammo, ancora, segno di quel passaggio che indimentcato, ci condusse alle attuali epoche.

    Non riuscimmo ad evitare la “fatamorgana“, ma, la sabbia, il Karkadè e il Nushum ci condussero da Herr Hermann che, come una solerte guida, ci portò a Bordj Fly Sainte-Marie. Tutto come allora. mia Signora.
    Il segno del tempo e del vento lasciò intatto il “ritratto” racchiuso nella seconda stanza dell’astanterìa:
    Ingresso principale, mia Signora, terza porta a destra … sotto il loggione. Quel ritratto, sbiadito e misterioso, ritrae proprio Lei. Ma oggi, in questo tempo, la medesima Signora, ci dissero, andò via per non tornar più. Triste verità il tempo che, sottile cialtrone, viaggia a due velocità: Una per il mondo e l’altra per noi. Sembrava ieri, mia Signora ed oggi….. oggi sembra ancora ieri. Trascorsero più di ottant’anni dei Vostri, però, Milady e … Lei non la trovammo più.
    Decolleremo, nel pomeriggio, con il nostro amato biplano, alla ricerca di tutto quello che le nostre pagine non riuscirono mai a contenere: il pensiero rimasto.
    Con nostalgica cordialità, mia Signora, Vi lasciammo il nostro pensieroso affettuoso misto a ricordi e al sapor di “trinciato di Gitanes e datteri“.

    e tal ne decollammo nuovamente pei nuovi mondi; pei nuovi sguardi etereamente perduti; pei sorrisi che, dimentichi, si riproposero fra le nostre labbra.

    Ora è il momento del decollo. Ora!

  8. Il Refuso della Sera
    Quotidiano di Cronaca e Attualità

    In questo numero:

    L’Algerie “Francais”, oppure, Francaise?
    Un viaggio tra il dubbio amletico e l’ignoranza più pura.

    Oppure:
    Non speravamo di quivi ritrovarvi, mia Signora Lady Crono. Ritorniamo, spesso, con il nostro biplano presso questi luoghi, facendo rotta, invariabilmente fra gli anni ’30 e ’40 per ritrovar non quello che giammai fu perduto, ma quello che ancora non trovammo mai. Le coordinate d’atterraggio, in questo caso furono il 12 Maggio 1926 e … ritrovammo, ancora, segno di quel passaggio che indimentcato, ci condusse alle attuali epoche.
    Il periodo degli errori, oppure, il “periodo” che è tutto un orrore?

    Viaggio attraverso l’inferno della punteggiatura, della fretta e della mancanza di tempo; un viaggio tra l’orrore della brutta scrittura e l’incubo dei contenuti. Tutto questo ed altro lo potrete trovare, gratuitamente, al commento n.17. Un commento speciale, per una schifezza speciale.
    Affrettatevi: Tutto questo gratuitamente, solo per pochi giorni e solo per questo post!

    Uccidi o fai uccidere Lord Ninni; fermate quell’orrore della natura e della scrittura.

    Questa è una in difesa del diritto alla Sanità mentale!

    Vi abbiamo reso giustizia Milady!
    Cordialità

  9. E’ bello passeggiar sulla sabbia. Si sta bene: hai quella sensazione di essere ad un passo dallo sprofondare, e invece ciò non avviene,e sei ancora lì, tutto intero. Sto ripassando l’archivio, non vorrei farmi cogliere impreparato!! :)

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