Ho due fonti i pacchi delle mie carte e il buco nero della mia testa…
Ne ricavo sequenze di frasi (di cose) generate nel buco nero poi registrate tra le carte e a mano a mano riorganizzate in una specie di nuovo mondo.

Luigi Meneghello

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8 pensieri su “

  1. Arimane: grazie.
    Di sicuro non un “fermo” (penso al tuo “Si sono fermati tutti…”) e senza fare tanto rumore.
    Prenderò “Le Carte”, che non conoscevo, ma qualche frase letta ieri pomeriggio mi ha
    rincuorato.

  2. “S’incomincia con un temporale. Siamo arrivati ieri sera, e ci hanno messi a dormire come sempre nella camera grande, che è poi quella dove sono nato. Coi tuoni e i primi scrosci della pioggia, mi sono sentito di nuovo a casa. Erano rotolii, onde che finivano in uno sbuffo: rumori noti, cose del paese. Tutto quello che abbiamo qui è movimentato, vivido, forse perché le distanze sono piccole e fisse come in un teatro. Gli scrosci erano sui cortili qua attorno, i tuoni quassù sopra i tetti; riconoscevo a orecchio, un po’ più in su, la posizione del solito Dio che faceva i temporali quando noi eravamo bambini, un personaggio del paese anche lui. Qui tutto è come intensificato, questione di scala probabilmente, di rapporti interni. La forma dei rumori e di questi pensieri (ma erano poi la stessa cosa) mi è parsa per un momento più vera del vero, però non si può più rifare con le parole”

    da “Libera nos a malo”, incipit

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