IL GALLERISTA
  
 
    
Spegne le luci, un ultimo sguardo alla galleria: l’esposizione è finita.
Quanto ha raccolto con cura negli anni risalta come il primo giorno in quelle installazioni insolite. Ancora per poco.
 
Una smagliatura nella voce, appena registrabile e alla quale aveva dato poca importanza a suo tempo, è ora trattenuta, visibile e crocifissa da spilli. 
Una fessura, colta un mattino presto, tra il ricordo   di vicoli e portici e la stessa realtà, che quel giorno gli era apparsa inclinata, è sottolineata da una luce che sembra colmarla.
E’ uno scarto che oscilla, sensibile ai rumori, a fermare l’istante intollerabile in cui non ha ritrovato la casa di un amico dimenticato. Avrebbe dovuto cercarlo prima di inciampare in un vuoto fuorviante.
Sono di marmo e bianchissime la figure umane che si allungano in un’innaturale distensione a congiungere le distanze che a volte si formano tra tempi della domanda e quelli della risposta. Tempi che ammutoliscono incompatibili: solo l’attenzione gli ha permesso  di ordinare frazioni di silenzi in una sequenza di ritardi scolpiti.
 
Ha raccolto questi margini e tanti altri, ingenui, o malevoli, murandoli vivi in teche temporali. Ognuno intrappolato in una morsa che si chiuderà lentamente fino a sopprimerlo, comprimendolo.
E vengono a vederle, queste fini, incuriositi, non tanto dall’atrocità delle installazioni ma dalla possibilità di contemplarsi specchiati nelle imperfezioni.
Adesso che è sera, non sa se dare fuoco alla galleria per risparmiare la sofferenza a queste realtà residue o se lasciarle libere di andarsene fuori, dietro quel muro curvo, come animali selvatici.
 
Annunci

25 pensieri su “

  1. Percorrendo sovente realtà inclinate, inciampando non di rado nel vuoto e, soprattutto, scolpendo sempre i miei ritardi, sarei davvero interessato a sapere l’ubicazione di questa galleria crudele e fantastica, per andarmi a specchiare nella sua collezione di imperfezioni.
    Un altro gioiello, Crono.

  2. Queste gallerie scolpite nella testa fanno così, alla fine prendono fuoco o lasciano gli artefatti liberi di andatrsene fuori…

    (Sono anch’io anni che mi struggo per raggiungere l’essenzialità di un foglio bianco.)

  3. Aitan: …e troppe gallerie scavano il cervello fino a ridurre lui ad un foglio bianco ;)

    Quoyle: ehm era “generico” tipo i miei gusti musicali (escluso K. Jarrett e gli E.S.T, gli ultimi conosciuti grazie al tuo blog)
    Un saluto al piccolo ^_^ Fjodor

  4. io voto per il fuori, libere come animali selvatici..

    intanto m’hai spinto a pensare ad un ossimoro talmente evidente che non mi si era ancòra palesato: casa e libertà.
    un po’ m’ha sconvolto, ‘sta cosa. toccherà di farmi la doccia..

  5. Meister
    Giarre

    Mettevi d’accordo!
    :o)

    Casalingaprecaria: :)
    ma …e la tua galleria di Nerd?

    Ipsediggy
    Sgnapis

    Fuori all’unanimità, allora!
    (che sia un ossimoro indiziario?)

  6. Mannaggia, mi fai quasi rabbia da quanto scrivi bene, uffa:-))
    Non solo il linguaggio, che è scorrevolissimo e nello stesso tempo raffinato, denso di sensazioni e di immagni, molto poetico nella sua capacità di sintesi, ma anche nei contenuti, sempre originali e sempre che ti solleticano la coscienza come se fossero parte del tuo vissuto. mannaggia a te mannaggia:-))

  7. Quel senso di oppressione, Lady Crono, ci rende consapevoli che forse … potremmo accettare queste realtà residue.
    Noi non abbiamo un museo, mia Signora, ma siamo certi che potremmo riempirne parecchi.

    Mannaggia e mannaggia bis!
    (Ops, Lady Triana buona sera! Come va? Bene, ci auguriamo. Per quel che ci riguarda siamo impegnati in “altre vite“. La domanda s’impone: Quando ci fermeremo? Oppure, quando ci fermerano? Mah!).

    Perdonate la digressione, Milady, ma la Vostra ospite, ultimamente, era molto inquetata da una inquietante inquetudine, diremmo, quasi, inquieta!
    :-)

    Vi auguriamo un’ottima prosecuzione ed una serena visita presso i “tanti” musei.

    In naftalin … ehm, cordialità.

    ;-)

  8. Piccolo refusino.
    Ovviamente avrete notato che

    i cattivoni, forse, ci …fermeranno

    e non

    fermerano.

    Andiamo a piangere, meditando sul refuso dentro una galleria d’arte.

    Cordialità,

  9. No, dico, giusto per dire : Com’é questa galleria?

    e questa? (con tanto di gallerista … )

    Perchè, questa? Ops, (questa è casa nostra; lì, a destra c’è il nostro ritratto…)..

    Ehm, …visto che ci siamo, anche il nostro mezzo busto

    Cordialità, Milady!
    (Ussignùr, pareva che non sbagliassimo? Bah!)

    :-(

  10. Il tempo è circolare, l’esposizione inizia nel momento stesso in cui l’ultimo spettatore è andato via, ergo nel momento in cui finisce, chiude. O il paradosso: nessuna esposizione riscuote più successo di quella che non viene vista o visitata da nessuno. Quindi, come nella Lettera rubata di Poe, proprio perché qualcosa è sotto gli occhi di tutti, che nessuno si accorge di essa.

  11. Ipse, …

    Ice: scappano?

    Tirana: mannaggia, e io ormai ho perso le speranze per i lupo.. ehm lipogrammi ;O)

    Zop: dovevo aspettarmelo ;o)

    LordNinni: Vi ringrazio per la ricca galleria di gallerie, perfino i Vostri refusi sono cosa graditissima…
    Cordialità

    Anonimo: grazie, anche per l’ascolto da te dei Sigur Ròs

    Tenda: sono cose che sono sotto i nostri occhi, basta decidere di guardare.
    Anche perché a volte si scoprono margini “buoni”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...