ANNUNAKI E IL SEGRETO DEGLI UMANI

 

Sono  arrivato con l’intento di capire  questo  mondo, tinto di caos e suggestioni,  così diverso da Nibiru, dove predomina  un  grigio rassicurante ma piuttosto  ingeneroso nelle sfumature.

Mi hanno consigliato di non entrare nelle loro case: potrei rimanere troppo turbato da ciò che accade tra le mura domestiche.

 

 


 

 
 

Sanno che ci siamo, ho lavorato tutta la notte per lasciare qualche cerchio proprio davanti alla casa di uno di loro.

Ma ci ignorano.

 

Fantascienza, ci chiamano, relegandoci con imbarazzo negli angoli più bui delle librerie.

Sono stato nelle Macchine dell’Attesa:  aeroporti e stazioni, dove il tempo li costringe a fermarsi e a pensare. Ma nei loro sguardi ho letto solo noia, irritabilità, impazienza. Alcuni si incontrano in questi luoghi dimostrando grande entusiasmo a gesti e a parole, poi tutto sembra dissolversi velocemente.

 

Eppure hanno voglia di vivere,  è chiaro.

 

 

 

In questa giornata abbagliante e densa di foschia sono in un parco, che ritengo un ottimo punto di osservazione per la mia missione.

Respiro a fatica quest’aria gonfia di pollini che mi toglie le forze; non c’è neanche bisogno che cerchi di mimetizzarmi,  come se non volessero vedere che non sono uno di loro. Stringo, nascosta in una  tasca, una piccola pietra fatta a stella  che mi porto dal mio Mondo; invece di rassicurarmi come ogni cosa cara dovrebbe, evoca  ricordi taglienti. Forse è normale.

Osservo questo verde a cui devo ancora abituarmi; alcuni corrono, compiendo sforzi  incomprensibili, altri si spostano in bilico su un rudimentale sistema di locomozione a due ruote, sembrano faticare meno dei primi.

I più giovani si  divertono lanciandosi un oggetto che  rotola  sulla distesa verde, mentre altri cercano di portarlo via secondo alcune regole che ancora non comprendo, in ogni caso senza un apparente scopo preciso.

Mi sento percorrere da un brivido, nel momento in cui  mi accorgo che  questo posto è tappezzato di segni.

Scritte e disegni spiegano più di tutte le parole che ho sentito fino ad oggi.

 

 

Pur  confusi dal  presente, dentro di loro sono convinti di saperla lunga, sul futuro; per questo non ne vogliono sapere di noi: le stelle, come i sogni, devono restare al loro posto.

 

 
 
 
 
 
Le immagini sono di Sam
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18 pensieri su “

  1. Non è il fantasma di Canterville, perché anche il fantasma di Canterville di Oscar Wilde non era mai riconosciuto; ma il raccondo di Wilde è risolto con effetti grotteschi. Se avessi scritto io questo racconto (che invece hai scritto tu) l’avrei risolto (per mia natura) in modo altrettanto grottesco (ma non così bene come Wilde, ovviamente);

    E invece il personaggio è come un saggio che osserva un’umanità stanca e quasi “meccanica”; umanità inconsapevole.

    Bellissimo il dato “ci relegano nella fantascienza”, come se fosse un rimosso psichico; come se all’interno di noi si sapesse che esistono “altri” come i ricordi spiacevoli;

    E la cosa più bella del racconto è proprio l’equilibrio che suggerisce senza mai cadere nel grottesco (opzione possibile) ma si conclude in un modo dolente niente affatto irrisolto anche se non dice come andrà a finire – si sa già come è andata a finire.

    *Penso che la specie umana sia fallita* diceva da qualche parte Henry Miller – sia vero o non vero del tutto, l’impressione è davvero desolante e il punto di vista dell’osservatore (che non è umano) permette di narrare appunto questa umanità smemorarata e ottusa; il punto di vista esterno, appunto, lo consente.

    E’ un racconto che potrebbe divenire
    un romanzo, tanti sono gli argomenti da sviluppare.

    Bello molto.

  2. MariaStrofa: grazie, quando entro in libreria e vedo quella poca fantascienza che c’è travolta dal “fantasy”, come fossero la stessa cosa…

    Smemorati e ottusi, ma forse più felici di Annunaki, (troppo) consapevole.

    Briciolanellatte: Benvenuto, in realtà ti leggo da tempo :)

    Giarina: un romanzo è una cosa seria, vista per caso l’ultima immagine di Sam è stato divertente ricostruire la missione di Annunaki, che era in un cassetto da tempo.

    Zop: …
    qua si scherza, il sito di Sam mi ha colpito per le immagini, semplicissime ma…

    Bloogo: e pensare che è partito tutto mesi fa dal tuo brano “cronomoto” :)
    ti ringrazio ancora.
    http://cronomoto.splinder.com/post/9783131
    per chi volesse ascoltarlo e leggere l’arrivo di Annunaki. (consiglio soprattutto l’ascolto)

  3. E’ davvero un bellissimo raccontino. Mi associo ai complimenti degli altri. Mi fa pensare ai tanti gesti che per noi magari sono ovvi, banali. Ma che acquistano un senso solo al’interno di certe “pratiche”, di certi contesti. Un po’ come nel ‘700 gli Illuministi fingevano di far descrivere la società parigina da un Persiano. Quello che per l’europeo era la quotidianità, diventava l’insensato, il bizzarro. Mi sembra un rovesciamento simile, il tuo (penso anche al noto racconto Sentinella).
    La conclusione, come accade spesso nei tuoi post, è un po’ la morale della storia: dentro di loro sono convinti di saperla lunga, sul futuro; per questo non ne vogliono sapere di noi: le stelle, come i sogni, devono restare al loro posto. Però non c’è sarcasmo o ironia nelle parole del protagonista. Ma curiosità, una curiosità pacata, si vede che chi parla (riflette? Relaziona?) è un essere riservato. Asettico? :)

  4. prendo spunto da te, tenda rossa! “Sentinella” è un racconto splendido…poche altre storie hanno offerto una descrizione (appena sfiorata) del diverso con così tanta risolutezza!
    crono il tema è sempre bello ed io sono affascinata dal cuore del tuo personaggio…chissà se avere un pezzo di cielo al posto di un muscolo rosso è meraviglioso come credo sia?

  5. Tenda Rossa:
    Annunaki è un po’ spaesato ma prova grande ammirazione per lo stratagemma dei sogni ad occhi aperti, riflette, tra la nostalgia per Nibiru e la tentazione di ballare qui.
    Per ora ascolta musica “asettica” tamburellando appena le dita di una mano.

    Cominciare: ;)
    Sentry
    Chissà… o il cielo è meglio lasciarlo dov’è?

    Katiuuuuuuscia: grazie!
    Bene (per ora) :)

    Bloogo: contenta dell’estesione.
    Che sia la volta buona che porto fortuna a qualcuno?

  6. E dopoil commento di monMariastroff, che dico di più? Sei brava brava, hai sempre quel punto di vista del personaggio che nella foto è fuori fuoco, ma che esce e ribalta la logica della vita comune, facendo fa appello a qualcosa di antico e dimenticato e che sarebbe bello ritrovare. Fantasia e poesia. E complimenti anche a Sam per i disegni completamente in sintonia con la scrittura.

  7. sempre con la tua sobria ma densa sapienza narrativa mi pare, anche , tu abbia voluto fare omaggio a ciò che è relegato “negli angoli più bui delle librerie”…

    un dato -fantascientifico?- positivo
    traggo :avverrà mai che sti’ umani ignoreranno o faranno finta di non vedere i tanti “niburesi”” senza il grido “dagli addosso al diverso” ?

    se mai Annunaki abbia mandato un sms con immagine ai Suoi per sintetizzare scritte e disegni visti potrebbe assomigliare a questa
    …dollars *?

    bisoussidéraux !

    * di Keith Haring

  8. Triana: grazie :) I disegni di Sam vanno visti tutti.

    Madeinfranca: l’immagine in questo momento non si visualizza, vista ieri, però; che sia il caso che su Nibiru non ne sappiano niente? ;o)

    Sgnapis: ti ringrazio. Eh i libri bisogna saperli scrivere ….
    ;o)

  9. Questo blog comincia a dar segno di appartenere ad altre dimensioni: ho nei “preferiti” i tuoi post, me ne appare uno che dice “SOLO UNA NUVOLA…”, vengo famelico a leggere.
    Non c’è.
    Sei unica, Lucia…

    ;-)

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