SOLO UNA CORSA

 

 

 

 


Cerco sollievo prima di completare l’allenamento. Il distributore automatico non consegna alcun ristoro. Lo prendo a calci, tanto non mi vede nessuno.

Torno nella Sala Grande. Scelgo una macchina che mi incuriosisce, forse perché sempre libera, in un angolo.

  

INIZIA A CORRERE, E NON FERMARTI

 

Scorre gioia in tutti i miei muscoli finalmente risvegliati, oggi, dopo un lungo tempo di inattività. Raggiungo in pochi secondi la velocità programmata e la testa, completamente sgombra, si riempie delle note di “Sul Bel Danubio Blu”, in sottofondo.

Una forza che non ricordavo mi porta ad una esaltazione incontenibile. Nel preciso istante in cui credo di aver toccato la cima avverto qualcosa  insinuarsi nel mio entusiasmo: si ferma  e scivola lentamente lungo le pareti giallo-arancio che mi circondano.

 

COMPLIMENTI,

STAI ANDANDO BENE, CONTINUA COSI’!

 

Mi sprona ad accelerare il ritmo della corsa. La sintonia che ci avvolge sembra vacillare, tra il suo lampeggiare che ora, francamente, appare urlato, fuori luogo, e la mia titubanza. Assecondo il suo messaggio con timore. Le forze potrebbero abbandonarmi all’improvviso o, peggio, senza che me ne accorga;  cerco aiuto con lo sguardo.

Ma  tutto ciò che accade  in questo spazio  inizia a  rallentare.

Un tale con occhiali verde-fosforescente si avvicina: l’ho sempre snobbato, gli sorrido, sembra non vedermi. Ma sì, che aiuto può darmi. E’ tarchiato, impacciato,  lento, anzi mi chiedo cosa ci stia a fare qui.

 

BATTITO:               200

VELOCITA’:            LUCE

TEMPO RESIDUO:   –>  

COMPLIMENTI!

AUMENTA IL RITMO, ORA

 

Le  note di Strauss corrono con me  mentre tutto sta per immobilizzarsi.

Le gocce di sudore del giocatore sembrano trattenersi a mezz’aria, l’esteta si specchia cristallizzandosi in un sorriso capriccioso. L’irriducibile è irrigidita in una delle sue inutili sequenze di  esercizi atti a ridurre il giro vita. Ormai sono statue, per me.

E ho la certezza, ma spero di sbagliare, che nessuno possa più vedermi, mentre continuo questa corsa sulla Run (Time) Machine.

 

 

 Qui    MATCH POINT   di  dottorcaligari

 

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19 pensieri su “

  1. (Etienne J. Marey, Studio sul movimento umano, cronofotografia, 1882).

    Ma anche:
    Giacomo Balla, Bambina che corre sul balcone (1912), Milano, Civica Galleria d’Arte Moderna

    Per la cronofotografia: qui

  2. Poi:

    (Etienne J. Marey, Uomo in corsa (1883), cronofotografia “parziale” o “geometrica”)

    e, alla fine, si scompare del tutto.

    (pardon per il flood, ma la tentazione era troppo forte)

  3. … in diretta dal Discovery …

    Come potete notare, mia Signora, in mancanza di un nuovo biplano ci adeguammo. Discovery è il suo nome e l’acquisto (un usato a buon mercato; per carità, nulla di pretenzioso) fu un vero affare. Ci dissero che, fra gli optional, il computer di bordo-navigatore HAL della serie 9000 è quanto di meglio si possa sperare al momento. Affidabile, sicuro e che, soprattutto, mai andrà in “crash” o quanto meno blocco, impazzendo. Ne siamo felici.

    Vorremmo farVi osservare però, Milady che, malgrado lo stesso medesimo sottofondo musicale da noi con Voi, condiviso, la velocità sia nostra, sia vostra è ben diversa. Siete veramente veloce e scattante. Quasi una saetta. Noi, in verità, ci limitammo ad un po’ di jogging (permettendoci, così, una qualche breve attività di cronomoto per rinfrancar le ossa. Il Discovery (il nostro nuovo mezzo di locomozione) non è all’altezza di quel “raggio di luce” al quale sembrate appartenere.

    Siete Voi una creatura angelica, mia Signora, oppure avete facoltà sconosciute che Vi rendono brillante e fulminantecome un fascio di luce ( 300.000.000 Km/s)?
    Intanto l’ An der schönen blauen Donau, Musik von Johann Strauß, (in una edizione “cofanetto”, su supporto molecolare sottocutaneo, da noi acquistato per pochi “sesterzi” e comprensivo di un Lettore Em-patic ® portatile) ci regala la giusta cornice per continuare il breve esercizio ginnico, in Vostra compagnia, dentro quelle pareti giallo-arancio che Vi accompagnano.

    Ansimando per la stanchezza, Vi affidiamo le nostre più sentite cordialità.

  4. Il Refuso della Sera
    Quotidiano di Cronaca ed Attualità
    Edizione speciale post-pasquale

    In questo numero:
    Smentite tutte le voci di un “sovvertimento delle leggi più elementari della Fisica”!

    Altair 4 – In una sconclusionata trasmissione verso Nibiru, da parte di un non meno identificato Lord, venivano dati numeri a profusione. In verità, si smentisce formalmente: Chissà per quanto tempo ancora, ma la velocità indicata nel commento sovrastante è e rimane quantificata in 300.000 Km/s e non in tutte quelle “milionate”, erroneamente, palesate!

    Previsioni del Tempo
    Sempre più perso, quasi senza speranza, ormai.

    Cordialità

  5. Giarre: :)))) ma no! Oggi è anche una bella giornata.
    (a volte la tentazione c’è, però: vedi immagine n°3 di Arimane)

    Arimane: l’immagine associata al post è un fotogramma del film “NAQOYQATSI”, in cui, tra le altre cose, la musica minimalista di P. Glass è associata ai (perfetti anche se non lo ricordiamo mai?) movimenti del corpo umano. Sicuramente parte da ciò che indichi tu. Colpita e affondata. Mi tuffo nelle tue immagini e nel link cronofotografico.

    Lord Ninni:
    Sicuramente c’è un salto notevole nel passaggio al Discovery.
    Non sarà necessario ricordarVi alcune precauzioni:
    parlare con i compagni lontano dalle telecamere, ad esempio.
    Se sentite la nota “Giro Giro Tondo…” non preocupateVi…

    Non ricordatermi l’Em-patic!!! Nel mio ultimo esperimento su Tor sono deceduta, se ricordate, in una maldestra applicazione dell’effetto Karoshi a casa Microsoft: era per il bene dell’Umanità, ma un empatizzato si è ribellato…
    Benvenuto il “Refuso della Sera” in questo spazio :)

  6. Interessante questa variazione sul tema del tempo e della sua percezione/relatività. L’estate scorsa ho letto La misura del mondo un romanzo di Daniel Kehlmann che è una sorta di biografia romanzata di Alexander von Humboldt, il viaggiatore, e del matematico Gauss. Beh mi aveva proprio colpito un particolare, ossia che Gauss trovasse insopportabile il fatto che, nelle conversazioni, gli interlocutori ci mettessero un po’ troppo (secondo lui) a rispondere, insomma, che si attardassero eccessivamente a pensare alle cose da dire. Mentre lui no. Evidentemente per lui il tempo scorreva in maniera diversa rispetto ai comuni mortali…
    Altra cosa: mi hai fatto venire in mente una definizione del vetro che avevo letto una volta, che lo descriveva come un liquido ad alta, altissima, densità. Talmente denso che si muove sì, ma in maniera così lenta e impercettibile che noi lo prendiamo per un solido.
    Non so se c’entri tanto, però questa diversa velocità del protagonista del tuo racconto – talmente elevata che gli altri gli appaiono simili a statue – mi ha fatto venire in mente queste due cose :)

  7. Tenda: ho letto il libro! Lo avevi indicato in un post tempo fa :)
    Anche a me ha sempre colpito l’idea del vetro che nel tempo si scioglie. La teoria è però controversa.

    MariaStrofa: grazie, soprattutto per la lettura del racconto gemellato, in realtà tutto lo spazio-scrittura di dottorcaligari è da scoprire.

  8. Sì, letto match-point; capisco il gemellaggio. c’è affinità di stile anche se il tuo è condotto più nel registro “fantascientifico”; ma si tratta sempre dello stesso modo di affrontare la “vita” in una narrazione dove gli avvenimenti non sono nemmeno avvenimenti come se la vita ci vivesse – il gioco non gioco del dr calligari e non c’è match point perché c’è schivata.

    Nel tuo post c’è un non incontro, un incontro che non sortisce risultati, quasi che le presenze ci fossero per non tenerle in considerazione.

    Ottima partita di tennis tra te e Calligari: dichiaro la parità. A meno che non ci sia un match-point. Ma poi io lo schivo.

    ciao

  9. Il rischio è che, dopo che hai corso a velocità relativistica, uscendo dalla tua oretta soggettiva di allenamento con un Tau prossimo allo zero, ti ritrovi a dover pagare 2500 anni di retta arretrata per la palestra.

  10. Il dottorcaligari (con una L sola…;), ribadendo pubblicamente l’apprezzamento per questo “fratello”, sorride senz’altro, posto che, almeno qui, non c’è da vincer nulla. Fa inoltre notare, a chi interessa, che la “schivata” finale, nel racconto-fratello, potrebbe non esser riuscita…

  11. dottorcaligari: no no! Niente gare.
    Solo la voglia di condividere la lettura di “cose” ben scritte; tra le righe affiorano sensazioni che, chiusa la “pagina”, tardano ad andarsene. In Match Point e non solo.

  12. Ho sempre fatto bene io a diffidare delle palestre con attrezzi, dove ognuno suda in solitudine e lotta con le sue stesse forze per obbedire a un super io cronometrante e musirante:uahhh! vade retro! Un vero girone infernale. Bello è invece pedalare su bici vera, in una bella giornata, verso un po’ di verde naturale non fosforescente:-))

    E adesso vediamo il tuo gemellato!

  13. se un giorno verranno sprecate parole per descrivere il nostro tempo si parlerà anche dell’inizio di questa nostra nuova abilità di entrare ed uscire dal tempo non dividendo più la vita in compartimenti stagni. Il reale e l’immaginario, la narrativa, la televisione, la musica, le banche dati – scriveranno – venivano intrecciati a tale punto da compattarsi in maniera deliberata o inconscia in materia fino a dare vita ad una quarta dimensione

  14. zop: ;)
    bello scherzo mi hai combinato da te, adesso devo passare la serata a scoprire le differenze…(e non è quel che sembra, insisto)

    cominciare: sì, in questo caso l’autocompattazione della “cosa” con anima propria, che compie azioni decise in autonomia potrebbe esser uno spunto…

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