PRENDENDOSI PER MANO

 


*

 

“E allora decisero di sentire il parere di Tiresia”

                               (Metamorfosi, Ovidio)

 

 

Se gli chiedono della sua vita, sorride.

 

E’ cresciuto, ormai,  sente solo un leggero sfasamento  tra sé, la sua immagine di dentro e quella di fuori.

Né uomo né donna: troppo attento ai particolari senza peso  per essere uomo e sprovvisto della necessaria civetteria per sopravvivere come  donna in questo mondo.

Desidera, da sempre, una vita “minima”, costruita di dettagli liberi di entrare da quella finestra per  appoggiarsi con leggerezza nella sua stanza senza affollarsi.

Non vi dirà che  la sua esistenza  è stata invece un inferno, dove si sono stivati pozzi senza fondo, ceneri, porte murate o sbattute, scenari abbandonati come in un teatro in disuso, voragini e vertigini, folate di vento che lo hanno spinto lontano da dove avrebbe voluto essere. E attese sui precipizi illusori di una qualche Fata Morgana.  Sospensioni che ancora  ricorda, guardando la  sua  collezione  di orologi alla parete. Senza lancette, o di metallo, battuti fino prendere le sembianze di un volto. Appesi al contrario,  di alcuni è rimasto solo il meccanismo. A volte penso vorrebbe fermare il tempo con la sua ossessione, per riprendersi quella parte che gli hanno portato via.

 

Una strada, la sua, di  fraintendimenti: a nessuno è ancora venuto in mente di vederlo semplicemente per come appare, né uomo appunto, né donna.

Tutto è contro di lui, e tutto è dalla sua parte: ha imparato a vivere nella sua metamorfosi.

 

Oggi si lascia  attraversare, senza opporre resistenza,  dal sospetto di chi l’ha generato, dalla crudeltà ignorante di chi, ottuso nelle  certezze rinnega  altri mondi, dall’invidia di chi lo sente libero. Ha imparato a ritagliare e piegare ogni evento, notizia e coincidenza,  anche i  più sgradevoli,  con  i suoi pensieri e a  disporli davanti a sé.

Li   osserva  per quello che sono, piccoli origami su un grande tavolo; distinti  ma tutti presenti. Per un istante solo diventa pietra, fissando quanto è intorno  a lui. Solo così l’ordine delle cose, non sovrapponibile  a quello voluto, fa meno male.

Respira meglio, allora, raddrizza la schiena e  si volta indietro a prendere per mano se stesso: i fantasmi gradassi  e supponenti  del dubbio  e della paura  si allontano senza sfiorare  i fragili vetri della sua finestra.

 

Lo sa da sempre: nessuna ombra gli cammina o gli camminerà a fianco,  per questo lo potreste riconoscere.

* "Sole sul cavalletto", Giorgio  De Chirico, che potete vedere qui fino al 27 maggio. Una mostra di immagini ma anche di parole: "Non esiste altro che quello che i miei occhi vedono aperti e ancor di più chiusi".

 

 

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14 pensieri su “

  1. Perché è davvero molto difficile immaginare una persona asessuata, come è difficile non rendere antropomorfici gli alieni – anche Dio è stato fatto, diceva feuerbach, a nostra immagine e somiglianza. magari si troverà un’espressione moderna tipo “diversamente sessuato” per non offenderlo a parole, s’intende;

    così mi piace questo “difficile” tentativo di immaginare qualcosa di altro che pure esiste in tutti molte volte – o per circostanze o per età o per sfinimento, tante volte si vive asessuati (diverso da “senza sesso”) – e anche lui senza ombra come pether schlehmil.

    ciao!

  2. Ma perchè asessuato?
    Che sia la fobiamania di questi tempi a veder tutto partendo da “lì”?
    Mi sembra che “…troppo attento ai particolari senza peso per essere uomo e sprovvisto della necessaria civetteria per sopravvivere come donna in questo mondo…” non sia una descrizione “asessuata”.
    O sto troppo attento ai particolari io?
    Bel pezzo, però…
    ;-)

  3. e’ quasi un peccato sciupare con considerazioni ‘razionali’, o discorsive, l’incanto delle tue parole leggere e profonde, sempre un po’ magiche.

    P.S. allora nel P.S..1) un servizio delle iene sui transessuali, molto bello.
    2) Studi recenti su sesso e genere che hanno messo in crisi l’idea di una linea di separazione netta tra i sessi. In realtà, proprio da un punto di vista anche biologico, pare ci sia una gamma senza soluzione di continuità di ‘dotazioni ormonali’, cui non necessariamente corrispondono i caratteri sessuali più evidenti alla nascita.

  4. questo lo faccio leggere alla mia sorellina.
    sorellina..

    una volta che il mio ingegnere mi riaccompagnò sotto casa, una delle tante in cui stavamo in macchina da ore a chiaccherare, mi fece:

    “ma quel ragazzo che entra nel tuo portone è un tuo vicino?”

    “ehm… quel ragazzo è mia sorella!”

  5. Gli si chieda sempre della sua vita, allora: per vedere il suo sorriso.

    (quando sta davanti al tavolo, ai pensieri-origami (!!) mi fa pensare ad Agilulfo, il Cavaliere inesistente, che al tramonto, quando tutto è evanescente anche per chi esiste – figuriamoci per lui che è armatura vuota! – deve, per “concretizzarsi”, allineare le armi dell’accampamento, o controllare le provviste, o…).
    Contento di vedere qui ancora delle Metamorfosi.

  6. @ MariaStrofa: forse una persona comunque, e intera.
    Se pensi che adesso legga “Storia straordinaria di Peter Schlemihl”… :)

    Ci sarà pure un libro che manca nelle tue librerie (inclusa quella sontuosa ma ladra di posti auto!)

    ciao!

    @Bloogo: sei attento, e non alle cose di poca importanza

    salvato eh :)

    @Triana: :)
    a me l’incanto viene leggendo il particolare Tiresia di T.S. Eliot, “Il Sermone del Fuoco”
    Il “sole sul cavalletto” vale la pena vederlo, insieme a tutto il resto.

    @Maia: :)))))))))))
    Sono sempre più preoccupata per le sorti dell’ingegnere

    @Arimane: gli si chieda mai del futuro, soprattutto, a Tiresia.
    Contenta che sei contento
    :)

  7. Intervista con Dio

    Realizzazione di Lady Crono;
    montaggio a cura di Lord Ninni.
    Servizi giornalistici di Nibiru ® e de’ Il Mondo Accanto ®.
    Si ringrazia per la fattiva collaborazione la Heaven inc. e la Universal Trinity Verbs Ltd.
    Speciale menzione per Sir God McSpirit senza il quale, questa intervista, non avrebbe mai avuto luogo.

    In principio era il Verbo.
    E il Verbo era presso Dio.
    E il Verbo era Dio.

    ….. Né uomo né donna: troppo attento ai particolari senza peso per essere uomo e sprovvisto della necessaria civetteria per sopravvivere come donna in questo mondo.
    Desidera, da sempre, una vita “minima”, costruita di dettagli liberi di entrare da quella finestra per appoggiarsi con leggerezza nella sua stanza senza affollarsi.
    Non vi dirà che la sua esistenza è stata invece un inferno ….. To be continued …

    Vogliate accettare, Milady, i sensi della nostra più viva cordialità, estensibili anche ai Vostri acuti lettori.
    (Probabilmente, entro la prossima settimana provvederemo alla “Ri-Visitazione”, del nostro coevo, DeChirico !)

  8. Quindi niente, nessuno, in nessun luogo, mai? Oppure no, un’estrema libertà, libertà dalle lancette da una tipologia sessuale. Però l’estrema indipendenza può essere anche un baratro rivo di appigli. Mm bello questo post lo definirei ‘enigmatico’.

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