IL MIO GIARDINO (E ALCUNE FINI DEL MONDO)

 

 


*

 

 

 

E’ da quando sono  piccolo che scandaglio, attraverso i miei sogni,  il “territorio delle fini del mondo”.

E’  come perlustrare un giardino senza tempo, che fiorisce  lasciato a sé stesso.  

Ospita magnolie, grandissime, fuori dimensione, come lo sono solo quelle che ti sorprendono uscendo da Avenida Quintana, a Buenos Aires, e arbusti che profumano di liquirizia, mischiati  a cespugli  marcescenti.

Le rose,  di specie minuta,  pungono, crescendo inselvatichite. Il  muschio  incupisce nei toni  il verde degli angoli del mio umore, angoli appena raggiungibili dallo sguardo. Ciottoli bianchi e lisci, messi lì per  essere accarezzati, diventano sassi aguzzi pronti a ferire. A volte distolgo lo sguardo, quasi per pietà, dai rami nodosi attorcigliati nei   silenzi  di quella  Sophora Japonica solitaria, sempre senza foglie.

Tra gli alberi un sentiero  porta ad un labirinto di siepi senza uscite. Lì mi sono perso, una volta.

 

Era facile avventurarsi in questo territorio, aspettando inconsapevole l’avvicendarsi dei miei sonni REM; a  volte mi sentivo giardiniere,  alchimista, o guerriero, altre un dio compassionevole che alla fine salvava tutti e tutto. In alcuni casi  mi limitavo ad osservare da lontano: l’immaginazione, lasciata libera nel sogno, prendeva strade inconcepibili, che la veglia, mediatrice razionale ed impietosa,  non avrebbe consentito.

E’ di queste mie scorrerie  che vorrei parlarvi.

 

 

 

 

 

 

*Il labirinto di Villa Pisani in un’incisione del XVIII secolo.

 

Dall’alto della torretta centrale, guardate il percorso da seguire per non smarrirvi.

" Senza il suo aiuto è difficile trovare la via d’uscita, e sono ben visibili i danni degli incauti che, avventuratisi da soli, a un certo punto, circondati dalle pareti di bosso e con l’orizzonte limitato da una barriera di tigli e di carpini, senza avere più alcun punto di riferimento, disperati, hanno trapassato rovinosamente le siepi, pur di uscire dalla trappola."

 

 

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21 pensieri su “

  1. L’assimilazione giardiniere, alchimista, guerriero me ne ricorda una – balzachiana – fra “i giudici, le spie, gli amanti e gli studiosi”. Questi indagano e frugano gli indizi, con foucaultiana “volontà di sapere”, quelli coltivano, trasformano, combattono.
    In ogni caso è cura o attenzione.
    Per non perdersi nel labirinto.
    O per costruirne l’esaltante spaesamento?

  2. Curioso io avevo sempre pensato ai cimiteri come luoghi dove si conservano tante piccole apocalissi. Il mio preferito rimane il cimitero degli inglesi a Roma. Non mi ci perdo mai, ritrovo sempre la tomba di John Keats. “Here lies one whose name was writ in water”.

  3. E allora parlaci dei sentieri che spaziano infiniti nella tua mente, del sole di prima mattina imprigionato in ombre sul tappeto muschioso del tuo cervello, della bianca scia di pensieri che sorvolano a velocità supersonica il mondo dei nervi.

  4. Maia: è esattamente quello che è successo a me, però giuro, non ho disboscato io le siepi, sono tornata sulla torretta una seconda volta…una terza…è da lì che scrivo, mi vedi???

    Arimane: sì, cura e attenzione in ogni caso.
    Chissà se ci si può perdere consapevolmente, allora.

    Aqua: a propostito di cimiteri anche quello vicino ale grandi magnolie di B.Aires è suggestivo, non metto qualche foto altrimenti “lugubreggio” troppo ;-)

    Aitan: mi preparo :-)

  5. cassiodorov: sono io ad essere folgorata dal tuo: “de la mia stanza” e dalla versione audio di “Mia nonna Emila”.
    Ringrazio anche MariaStrofa per le sue segnalazioni.

    Madeifranca:
    avevo provato con il metodo Pollicino ma….

    DOPO MEZZANOTTE TUTTI A CASA DI MADEINFRANCA!!!

  6. ho letto appena ora da biancac un bel post dedicato ad una sorta di poeta e giramondo, di nome Finisterre.
    finis-terrae
    è come stare appoggiati alla piccola balaustra, in mezzo alle nebbie del brenta, osservando i vostri pensieri che cercano una via d’uscita, e, cercando, casualmente si incontrano.

  7. Giorgetto: grazie per la segnalazione, appena riesco oggi passo da te e Bianca
    Ti segnalo però, se ti piacciono certe atmosfere, anzi, in ogni caso, la Regina delle Nebbie, tra i miei link:
    colfavoredellenebbie
    a presto

  8. Zop: ok, nel frattempo cerco di risolvere l’enigma dei tuoi due nuovi personaggi che stai ospitando “a casa tua”

    giorgetto, bianca: prego, prego, volete un caffè?

  9. Un mondo senza l’uomo è un mondo in cui esistono giardini intricatissimi. Intricatissimi ma tanto nessun uomo potrò mai più districarli. Potrebbe essere una metafora della mente, no?

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