"Mi chiamarono pazzo nel 1896 quando annunciai la scoperta di raggi cosmici. Ripetutamente si presero gioco di me e poi, anni dopo, hanno visto che avevo ragione.
Ora presumo che la storia si ripeterà quando affermo che ho scoperto una fonte di energia finora sconosciuta, un’ energia senza limiti, che può essere incanalata."

Nikola Tesla

 

CANCELLATEMI (Dal Registratore Vocale di  VUK)

 

 

 

Chissà in quale tempo, in quale spazio era inciampato l’Esperimento Philadelphia. Me lo chiedo ancora.

Nikola e Albert, in sintonia perfetta, erano certi della riuscita del loro progetto: il particolare generatore elettrico montato sulla nave l’avrebbe resa invisibile.  Si sarebbe mossa  nello spazio-tempo, sospinta per  tutto  il suo viaggio di pochi centesimi di secondo più avanti nel tempo, così da non esistere, mai visibile, nemmeno per gli schermi radar.

Qualcosa non funzionò. Ne fui testimone unico.

La nave era scomparsa, sì dagli schermi, ma anche fisicamente.

La vidi riapparire dove non doveva. Stridii, urla, schianti e sconquassi  come presagi precedettero   il riemergere di un’orrenda  architettura corrotta.  Corpi mutilati, fusi con la stessa nave, marinai ancora vivi che non potevano fuggire, macchinari non più al loro posto,  alcuni irriconoscibili, metalli fusi o strappati  si innalzavano verso il cielo in sculture barocche, fendendo l’aria e i miei stessi occhi.

Dissi a tutti che della nave non c’era più traccia, tenni tutto dentro di me.

 

Non fu solo per il fallimento di questo esperimento che Tesla abbandonò la scena pubblica.

Non era mai stato interessato al successo personale quanto piuttosto  alla condivisione con gli altri dei risultati raggiunti. Non si preoccupava molto dei meriti che gli venivano continuamente sfilati da colleghi come  Edison, nella “guerra delle correnti” o da Marconi, per le onde radio. O da chi finanziava i suoi progetti: rendendo  disponibile al mondo risorse a basso costo, le sue scoperte si trasformavano in beffa andando contro gli interessi economici dei finanziatori stessi.

Il suo genio era interessato solo a ciò che poteva essere d’aiuto all’umanità: con questa idea era arrivato a New York quella volta, alla corte del re Edison, con il disegno stropicciato di una macchina volante, pochi centesimi in tasca e quattro articoli in croce. E con questa idea decise di ritirarsi e condurre solitario l’ultimo esperimento nel suo laboratorio privato. La sua chiusura fermò solo la divulgazione di quella che fu la sua più grande scoperta.

Lo aiutavo io, ero solo un giovane assistente sconosciuto. 

 

Sarà stata forse la sua insonnia (dormiva due ore per notte) a suggerirgli in un lampo di trasferire tutte le sue conoscenze nel campo dell’elettricità al cervello umano. Avrebbe finalmente trovato una fonte di energia inesauribile da incanalare al servizio dell’uomo?

Aveva notato delle inequivocabili analogie, dei parallelismi,  dal punto di vista elettrico, tra mondo esterno e cervello umano. Stazioni di partenza e arrivo per gli impulsi; da un lato conduttori naturali, circuiti, condensatori, trasformatori,  frequenze, onde elettromagnetiche e dall’altro neuroni, dendridi, assoni, sinapsi, trasmissioni, onde cerebrali.  Questo lo aveva portato a ipotizzare che esistessero dei potenziali ancora sconosciuti in ognuno di noi, compiendo semplicemente un salto dal mondo fisico a quello psichico.

Lo vidi trasformarsi, preso dall’ entusiasmo febbrile ritrovato: andava avanti e indietro nel suo grande laboratorio: dalla zona dedicata agli esperimenti elettrici, alla lavagna fitta di formule, continuamente modificate, per poi spostarsi sulla sua scrivania a leggere volumi interi di anatomia umana.

Dopo giorni e notti passati a fare calcoli, impostare formule, verifiche e controverifiche, mi chiese, solenne,  con gli occhi  che brillavano,  se volevo partecipare in prima persona ad un esperimento. Mi spiegò tutto, i vantaggi e i rischi a cui sarei andato incontro.

Accettai senza esitare.

 

Nessun ronzio, nessun odore di bruciato, alambicchi, o tavolo settorio, niente elettrodi grotteschi.

Mi obbligò semplicemente a non dormire. Soffrii per un tempo che mi sembrò infinito, sempre più confuso e  senza contorni, implorandolo di lasciarmi al mio sonno. D’un tratto tutto si fece nitido, intorno a me,  una lucidità quasi irreale stava conquistando ogni angolo del mio pensiero.

Tesla aveva capito la funzione del sonno, in parte lo sapete anche voi: si impazzisce dopo tre giorni di veglia continua. Ma c’è un’altra funzione: il cervello e il resto del corpo devono invecchiare in modo il più possibile sincronico. Il sonno permette di “addormentare” i circuiti, di mantenere sotto un certo livello, con andamento discendente da un certo punto della vita in poi,  le sue funzioni.

La vita, sapete…

Quello che ancora non vi è noto  è che se si riesce ad oltrepassare la barriera dei tre giorni ecco…è fatta.

L’insonnia si trasforma in un generatore perpetuo, i neuroni si rinnovano invece di decadere, le sinapsi, moltiplicate, li connettono tra loro a velocità crescente  e ..lo avete capito, vero?

Sì sono immortale, spogliato del mio corpo, ma immortale.

Posso raccontare questa storia solo oggi, perché in questi anni avete imparato che l’immortalità non è  gran cosa.

Venite qui, avvicinatevi;  sì chiudete questo interruttore a valvole, per favore, per rimuovere ogni traccia di questo esperimento.

 

Grazie

Vostro affezionatissimo

Vuk

 

 

 

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37 pensieri su “

  1. Una volta lessi che Tesla è considerato dagli stessi fisici una specie di leggenda, uno dei più grandi di tutti i tempi in assolto, talmente geniale da risultare scomodo. Da allora sono estremamente affascinato da tutto ciò riguardi la sua figura. Ovviamente questo racconto non fa eccezione :)

  2. “il suo genio era interessato solo
    a ciò che poteva essere d’aiuto all’umanità…”
    questo sì che fa essere immortali !

    *
    …così, solo insonni !

    bisouséveillés!

    * “L’uomo senza sonno”
    dal film di Brad Anderson

  3. dopo tanto che manco
    dalla mia amica lucy-crono,
    tu cazzaròla di un Image Shack
    mi fai scappare l’…Image,
    cazzaròla !
    e io ti fotto!…(speriamo!!!)
    *
    …così solo imbambolato!
    bisousévéillés!

    *” L’uomo senza sonno ”
    di Brad Anderson

  4. era saggezza? era esperienza? o ancora una volta era l’inganno della bellezza, la trappola d’oro in cui le percezioni, a mezza strada dalla verità, si impigliavano?
    o ancora era un segreto così grande, che serrava la sua libertà di volare, uno di quei segreti che evidentemente tutti hanno, se il mondo continua ad esistere.
    Era già un lusso poter dire finalemnte ciò che si sapeva da sempre.

  5. MariaStrofa: sì letto; vanto solo esperienze di insonnia, però ;-)

    Azazeel: confesso che che corteggio Tesla da mesi. Pur non credendo a niente che vada contro le leggi della fisica e della chimica, l’esperimento Philadelphia, fallito in circostanze oscure, mi incuriosisce.
    Anche perché partecipò Einstein…

    Biancac: ehm non so che ambito letterario sia, temo sia solo un’accozzaglia di pensieri :-)

    Madeinfranca: l’ho visto! bravissimo il protagonista. Volevo entrare nello schermo e portargli qualcosa da mangiare, mi sembrava non si reggesse in piedi ma per la parte era perfetto (per chi non lo sapesse l’attore si è immolato perdendo 30 kg per entrare nella parte)

    Cominciare: l’appello finale di Vuk forse spiega che qualsiasi cosa lui abbia trovato è “troppo” da reggere per una vita eterna

  6. L’immortalità in cambio del sonno.
    Non so se si guadagnerebbe nel cambio. Niente “sonno appagato” dopo l’amore, niente “sonno pietoso” dopo un brutto evento, ma soprattutto niente pisolino pomeridiano.
    Niente mi toglie dalla testa che la filosofia greca sia nata per la maggior parte dopo un pisolino pomeridiano per smaltire agnello arrosto e vini speziati.
    La civiltà andrebbe a rotoli senza il pisolino. Vado a staccare l’interruttore a Vuk.

  7. The Philadelphia Experiment

    … oggi sono rimasti in pochi dell’odierno Equipaggio Sperimentale. Sono diventati matti quasi tutti: uno passeggia avanti e indietro “entro” le quattro Pareti di una stanza davanti alla Moglie & ai Figli & altri due Membri dell’equipaggio (NON SI SONO VISTI MAI PIU’) dUE (andarono tra le “fiamme”, eppure, “gelarono” & presero fuoco, mentre trasportavano una normale bussola da scialuppa: uno la stava trasportando & Prese Fuoco, l’altro, siccome era lì vicino corse a “dargli una Mano” ma prese fuoco anche lui. BRUCIARONO PER DICIOTTO GIORNI).
    La fiducia nel “Darsi una Mano” se ne andò quando accadde questo episodio e il cervello degli uomini andò a farsi friggere. L’esperimento Fu un Completo successo. Gli uomini furono dei fallimenti totali. Bisognerebbe controllare se su un giornale di Filadelfia c’è un articoletto (nella metà superiore sel foglio, pagina interna, verso la fine, Primavera o Autunno-Inverno, 1944-1946, NON Estate), in cui si parla del Comportamento dei Marinai dopo il loro primo viaggio.

    …..
    …..

    Vada a indagare presso l’equipaggio della nave Osservatorio, la Liberty della Matson Lines di Norfolk (la Compagnia DEVE avere il libro di bordo, per quel viaggio, altrimenti c’è la guardia costiera), chieda anche a Norwseley, nostromo del piroscafo. Andrew Furuseth, (il nome del capitano gielo scrivo un’altra volta) … (sul libro di bordo ci sono i nomi dei Membri dell’equipaggio)…

    …..
    …..

    Io le chiedo di fare questa piccola Ricerca, così può tapparsi la bocca, quando ricorda ciò che ha definito “essere a norma di Legge”.

    Con grande disistima Suo
    Carl M. Allen

    P.S.: Le sarebbe più utile, se potesse vedere Dove vedo io. (Z416175)

    ________________________________________
    Carlos Miguel Allende
    R.D. No.I Box 223
    New Kensington, Penn.ya

    Caro dottor Jessup,
    lìinvocazione che lei ha rivolto all’opinione pubblica, chiedendo che si muova in Massa presso i suoi rappresentanti e si riesca a fare pressione nei posti giusti, che si emetta un decreto-legge per una Ricerca sulla teoria del campo Unitaria di Albert Einstein, assolutamente inutile. Potrebbe interessarle sapere che il caro Dottor Einstein nella trattazione di questo lavoro non era tanto influenzato dalla Matematica, ma, con certezza assoluta, dall’Umantica. I suoi ultimi calcoli, fatti unicamente per piacere & divertimento, che riguardavano i cicli della Civiltà & Progresso dell’Umanità nei confronti dello Sviluppo del carattere Generale degli uomini. Lo avevano comnpletamente terrorizzato, per cui, oggi ci viene detto che “la teoria” era “Incompleta”.
    Il dott. B.Russell, da parte sua, aserisce che tale teoria è completa …..

    ________________________________________
    William L.Moore
    Charles Berlitz

    Reports of Philadelphia Experiment
    (The New York Times Company © 1979)

    _______________________________________

    E’ una gioia poterVi leggere e sempre con molta soddisfazione, Milady.
    Quasi Vi amo!

    Cordialità

  8. Lord Ninni, Vi ringrazio infinitamente per il Vostro autorevole passaggio (a bordo del biplano, immagino) e per i segni che avete lasciato, INDELEBILI, struggenti documenti.

    E ehm è a tutto quel “QUASI” finale , carico di mille significati, a cui mi aggrappo….
    ;o)

    Biancac: pensiamoci su :-)
    Sicuramente LA Tenda Rossa troverebbe il “genere” l’appartenenza, chiederò il suo aiuto
    grazie
    :)

  9. Vuk introduce una grande verità…la vita se solo ti soffermi a guardarla bene anche solo da lontano ha un valore “troppo” al di là di quello che siamo capaci di sostenere.

    ….perché in questi anni avete imparato che l’immortalità non è gran cosa….

    ecco è qui che il racconto mi affascina, che mi restituisce la dignità della mia mortalità … non perchè l’eternità su questa terra non sia meravigliosa (quante cose splendide potrei ancora fare) ma perchè non reggerei il peso dei miei limiti.

  10. Cancellatemi!Perché ho bisogno di un inizio ed una fine.
    E nel mezzo ho bisogno di fermarmi, ripensare quel che ho vissuto.
    Cancellatemi perché le persone che ho amato non ci sono, e perché ho scoperto ora, anche se oramai è tardi, che la passione per il mio lavoro, per la realizzazione, non mi basta per sostituire gli amori delle persone che ho perso, già da troppo tempo.
    Cancellatemi perché conosco emozioni che potete solo lontanamente immaginare!

  11. Cominiciare: quante cose splendide devi ancora fare, appunto! :) Forse è proprio il sapere che non saranno infinite a dare ad ognuna la scintilla.

    Clear: Fermarsi, rallentare, ripartire…

    La tenda rossa: “scrittura” psicogena? Confessa è questo che volevi dire :)

    Giorgetto: troppo buono, lo mettiamo tra gli…inclassificabili :-)

  12. Elis: a me basterebbero meno di tre giorni, credo. :-)
    ( O sono bastati…)

    Arimane: temo di sì. Ghostblogger e Vuk sono forse arrivati a conclusioni simili, partendo da mondi diversi, eppure probabilmente appartengono alla stessa specie.

    E, Arimane, tra parentesi, ricordo benissimo il tuo Ghostblogger apparso -anche – in Isolavirtuale di Aqua :)

  13. Bellissimo!
    io più che da Tesla (di cui, confesso,, non sapevo niente), sono affascinata dalla bravura di Cronomoto. iUn asso della fantascienza:-))
    A me è capitato di non dormire per tre giorni, ma ne sono nevrastenica e più ottusa che mai. Si vede che non hooltrepassato la barriera!

  14. Triana: :o) troppo buona
    Ma il tuo avatar sta mutando? Che sorprese ci riservi?

    Ago: lo so che non ti dimentichi…

    Fully: come per Triana, troppi complimenti.
    Per me è stato un divertimento pensare a Vuk e all’esperimento

    Giarre: non so se consola ma non sei da sola, teniamoci il nostro sonno, almeno
    :)

  15. Dopo tre giorni che non di dorme si possono anche avere le visioni però, Padre Pio o Madonna:-)
    L’importante è avere un cervello funzionante, la materia è importante ed il contenuto può sempre migliorare se allattato dall’esperienza.

  16. “Il suo genio era interessato solo a ciò che poteva essere d’aiuto all’umanità”, adoro questi personaggi, che poi possono anche essere vicini, molto vicinio di casa ;-)…forse è Dick che imita Crono!
    Baci, tanti, tanti cucciola, dalla mamma

  17. TendaRossa: ;o)

    Giarina: grazie!
    narcolessia portalo via…

    Ago: spero in altre visioni :o)

    MGiovanna: :-)) temo che Dick si stia agitando parecchio nella sua tomba, Lui è Lui, io sono solo l’utente cronomoto in preda a qualche insonnia.

    Stranoforte: vedere Bugs Bunny che mi parla così mette allegria: continuo a seguire i tuoi esperimenti e sogni-febbre da cobalto
    a presto

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