L’UOMO SCARABEO

 

Sono l’Uomo Scarabeo, seguitemi e vi insegnerò qualcosa.
Prima, la mia storia. 
I miei pensieri una volta volavano con la furia rovente del khamsin. E così le  mie passioni volteggiavano, alte ed eleganti  come ali di un falco. Il mio  respiro era rapido come quello di un animale in caccia. Correvo, bruciando. Travolgevo tutti e tutto, dirompendo, mentre avanzavo.
Affrontavo ogni cosa con impeto e tutto si trasformava in  una ripida  discesa, di quelle che ti stritolano il cuore. Non mi facevo mancare niente.
Qualcosa, poi, deve essersi spezzato.
La mia corsa rallentava, impercettibilmente,  giorno dopo  giorno o anno dopo anno, questo non lo so; la luce intorno si faceva più fioca.
Dimenticai la gioia quasi senza accorgermene.
I  pensieri, tra le mie stesse mani, diventavano un groviglio sempre più contorto.
Non provavo neanche più quei piccoli piaceri, sapete, quando si sta sotto la doccia oltre il limite, fino a sentirsi  tramortiti, o quando di notte  si esce  da soli in macchina ascoltando musica a volume alto, quasi a sfidare la morte. I battiti per le attese, per quella sfumatura di rosso ritrovata in un quadro, un abbraccio nuovo.
Mi stavo immobilizzando nel reticolo dei troppi  percorsi che avevo compiuto nella vita, divorandola. Ero  nella tela di un ragno, che mi ero costruito da solo.
Niente mi scuoteva più.
Avevo perso il coraggio, forse per la certezza di aver già vissuto tutto.
Ho iniziato allora un viaggio, senza meta, che mi ha portato a questo Circo.
Vagabondando tra i rifiuti-segreti ai margini del campo, ascoltando le storie di quelli che sono ora i miei compagni di viaggio,  ho imparato “le meraviglie dei poteri ignoti”. 

Seguitemi, adesso, oltre la grande tenda, e guardatemi.

Raccolgo vecchie pentole di latta, vetri rotti, vestiti ammuffiti;  non sono ciò che sembrano: sono tutti i miei pensieri, tutto ciò che ormai ho consumato, parole comprese. Li cerco dappertutto, vado a scovare anche quelli più nascosti, pestiferi.

Li metto in un grande sacco, che diventa sempre più pesante.

La vedete quella roccia bianca, illuminata dall’ultimo sole?  Sì quella che dà sul mare.

Trascino lassù il sacco; la cosa strana è che a mano a mano che proseguo nella salita, fatico meno,  più forte ad  ogni passo.

Ecco, adesso potrei anche lanciare il mucchio  dei miei pensieri da questa altezza.

Non basta, credetemi: l’idea che possano ritornare ancora più intricati mi spinge a scendere  verso il mare, rischiando di sfracellarmi sugli scogli.

Salgo su una barca, non c’è mai nessuno in quella spiaggia.

Porto il sacco al largo, e lo spingo  giù, affogandolo, nelle acque che so più profonde.

Mi volto solo quando sono risalito sulla roccia: la mia mente è sgombra, adesso,  pronta di nuovo, per ritrovare il coraggio di guardare i colori.  

Quando vi capiterà di perdere certe sfumature, di brancolare nel buio, quando le vostre stesse parole vi sembreranno artefatte, alcune perché troppe volte ripetute, ricordatevi di me e del mio sacco di cocci.

 

 per il circo


 

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31 pensieri su “

  1. …e tempo dopo, chissà quanto, si ritrovò a raccogliere, su quella stessa spiaggia e su altre, gli stessi cocci e pensieri, sapientemente levigati dall’onde.
    Meno aguzzi forse, ma dal fascino che solo l’implacabile l’acqua permette…
    ;-)
    ( non me ne voglia, ma stanotte ho avuto tre ore di prove con la band…)

  2. Bloogo: onde e tempo fanno il loro lavoro, speriamo non si debba tirare su cocci vetri e sassi a ciclo continuo

    i suoni delle prove sono arrivati fino a qui :-)

    Ago: grazie, anche per l’ennesima segnalazione da casa tua.
    Confesso che mi diverto a mescolarmi nelle con-fusioni, lasciamele!!! :-)

    ckcris: grazie, anche per il commento nel circo di razkin

    neroinchiostro: hai ago come mandante? se sì sei di parte :)
    grazie.

    Tzu: foglio bianco, poi scegli serena, senza paura.
    Ti auguro un grande balzo.

  3. Ha qualcosa di famigliare quest’uomo…l’animo che stanco di essere si tuffa dentro se stesso alla ricerca del bandolo che c’è…e dov’è? Esce ed entra…finché non si accorge che non è orizzontale la ricerca, ma verticale. Con sincero e in continuo e rinnovato affetto dalla mamma

  4. Aitan: non mi sembra artefatta la tua “voce” anche se l’avatar che ti rappresenta potrebbe suggerire il contrario :-)

    MGiovanna: forse a volte vale la pena di fermarsi e non cercare. Un caro saluto.

    Giarre: Razkin mi ospita ( a suo rischio e pericolo) nel suo circo

    Biancac: :-) la tendenza a non staccarsene è sempre molto forte

  5. Bello, difficile però riconoscere-raccogliere i cocci, riordinare anche fisicamente serve a riordinare le idee, ma la discesa e il mare qual’è?Liberarsi di un ricordo del passato è mai possibile?E’ utile?
    D’accordo con Ago anche se non lo conosco, servono più Cronoracconti!

  6. E’ piaciuto molto anche a me il racconto e mi ha ricordato, chissà perché “l’uomo che cammina sui pezzi di vetro” di de gregori.

    la parte finale, soprattutto, è davvero poetica.

    ciao :)

  7. Oggi pensavo, che strano!
    Avevo commentato in passato che era bello che tu lasciassi spazio ad altri nel tuo blog, ora ho scritto nel commento di non dar spazio agli altri, sono incoerente?
    Una giusta via di mezzo, un post lo scrivi tu e poi lasci uno spazio ad altri, in attesa di scriverne un altro.
    AgoCheCercaDiEssereCoerente

  8. Che bello che bello, ma che bello!

    Sai che mi ci voleva, dopo aver letto un libro in cui il protagonista è un artista di circo e che mi si è rivelato, inaspettatamente, il libro più brutto che io abbia mai letto (anzi ve lo dico pure: la bambina silenziosa diPeter Oeg, quello del senso di Smilla per la neve). Ora tu mi riporti al ‘circo’ e con poche parole crei una metafora lieve e densa, una piccola magia.

    O.T. Io avrei bisogno di due sacchi grandi grandi: uno metaforico e uno letterale, di plastica robusta, per i i cocci, roba vecchia, cianfrusaglie, anch’essi sia metaforici che letterali, che mi seppelliscono e tra cui mi perdo. Uno andrei a buttarlo in mare, l’altro no per non inquinare:-))

  9. Clear: difficile quando alcuni cocci non si vogliono vedere.
    Farsi scarabei è forse utile anche quando si continua a girare intorno pensando e ripensando al passato.

    Elis: grazie :-) Le Metamorfosi di Ovidio sono un mio punto debole, lo sa bene Zop.

    MariaStrofa: non avevo pensato a “pezzi di vetro”, ma hai ragione!
    grazie.

    Ago: :-) mi ero dimenticata anch’io di quanto avevi detto altrimenti venivo a squittire nel tuo blog per ricordartelo!!!!

    Triana: il circo è sempre un tema rischioso, è stato Miskin/Razkin, con la sua bellissima (sì, si può dire) introduzione a dare una chiave preziosa.
    O.T. ho visto che ti hanno plagiato “dal passato”…ero preoccupatissima :-)))

  10. nella vita c’è nostalgia, il desiderio di rivedere di rivivere, ma poi a poco a poco si riesce a fare a meno di così tante cose che quasi si spera che le persone non ti rinconoscano più. anche il suono della loro voce è sofferenza. ma va bene così, va bene aver ballato fino allo stremo delle forze, per poter …poi…non ballare più.

  11. mi piace l’uomo “giovane” che corre bruciando sopra a tutto cio che incontra, ma ancora di più mi piace, e mi incuriosisce l’altra metà, che tutto raccoglie e ne fa tesoro, anche se per riaffondarlo nel profondo dell’acqua. mi piacciono entrambi, perchè entrambi sentono sulla propria pelle una domanda, un desiderio di felicità, a cui oure dànno risposte diverse.
    della tecnica non so che dire se non che a me piace molto leggerti.

  12. Zop!!!! giochi sempre, tu! :-)

    Giorgetto: risposte diverse, forse quelle della gioventù e della maturità, quando le prime non bastano più.

    Rearrrr: grazie, lo vederei bene l’Uomo-Finestra :o) , porta il canocchiale!

  13. Mr.Scarabeo la nostra premiata agenzia matrimoniale, alla quale si è rivolto qualche tempo fa per disperazione, è felice di annunciarle di aver trovato la sua anima gemella. Trattasi della Donna Mantide che dalle nostre schede risulta essere la sua compagna ideale, in quanto non le farà incrementare i suoi brutti ricordi e le farà perdere immediatamente la testa. Molto più veloce ed efficace che creare antiecologiche discariche abusive con le sue reminescenze.
    Cordiali Saluti
    Sua Liala

  14. IronicoSclero: grazie, Aguccio (ihihih) è sempre generoso nelle sue segnalazioni. Portagli un saluto, così arriverà prima.
    A presto.

    Aqua: vedo bene la Donna Mantide nel Circo, uno spettacolo inedito.
    Speriamo di limiti a far perdere la testa solo in senso figurato….

    (Sono preuccupata per tutti quei compassi su Tor, non sarà arrivata anche lì….)

  15. Una figura complessa, per mia percezione metà scarabeo e metà, seppure per metafora, Diogene, in un percorso di travaglio da cacciata dell’eden, di ricerca di verità, di alleggerimento della coscienza nel togliere di mezzo.
    il mio scarrafone cerca solo risposte a domande elementari.
    L’uomo scarabeo cerca anche e soprattutto una pace interiore.
    molto bello questo post: grazie della segnalazione.

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