Memorie dall’Organizzazione [1]
 


IL TAVOLO ROSSO  

(di Crono, Arimane)

 
 
 
La bambina ha cinque anni.
I suoi occhi arrivano appena al tavolo  della cucina, rosso formica, immenso, quasi senza confini come la linea del mare al tramonto. Ha pochi desideri, forse non ne conosce, è abituata a non disturbare i grandi.
Vive nel suo piccolo universo di esseri fantastici che le tengono una gran compagnia. Si limita ad osservare il mondo, chiedendosi poche cose.
"Come sarò, da grande?"
Al suo primo incarico, lui la sta osservando da qualche giorno, un po’ impensierito; finalmente lo sguardo cupo si rischiara, come se avesse trovato il momento giusto; glielo hanno detto sempre: individuare quell’attimo è la cosa più difficile. La prende  tra le braccia e la solleva delicatamente fino a metterla in piedi sul tavolo rosso. Lei non si spaventa per niente, ora che lo vede. Si lascia portare in alto e gli chiede solo, stupefatta: "Così alta? Possibile?"
Quasi ha le vertigini, ma riesce  a vedere la cucina come non le era mai successo, e vede  anche fuori, oltre il poggiolo, oltre il fiume e il parco, fino a scorgere dei monti, lontanissimi. Il piccolo viso si illumina di uno dei suoi rari sorrisi.

L’aiuta  a scendere, è  tardi, la madre sta per rientrare; prima di andare, si fa promettere che quel momento resterà un segreto. Fino a quando non rivedrà quell’orizzonte.

Qui  il capitolo [0] e le istruzioni per partecipare al racconto
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14 pensieri su “

  1. grazie, Hertz, anche per la visita.

    Qualche spiegazione in più:
    L’Organizzazione assegna incarichi insoliti.
    Il protagonista potrebbe essere visto come un Tessitore, forse tesse orizzonti a chi ne ha bisogno.
    Chi volesse giocare può scrivere o disegnare un “intervento”: sarebbe accolto calorosamente da parte dell’Organizzazione :-)

    Si possono inventare altri incarichi o sfruttare quelli già nominati come il Suggeritore di Aldilà, il Guardiano del Tempo…
    Lo scopo è sempre il gioco, il divertimento, nella con-fusione di scritture.
    (I partecipanti sono pregati di comunicare via mail – splinder la propria adesione/contributo)

  2. Maestro Zop: ricordati che sei stato tu ad iniziarmi agli esperimenti, inoculandomi il virus dei falsi incipit.

    Triana: sembra di sì, anche se non è facile spostare un orizzonte :-)

    Ago:sono contenta perché so che sai essere feroce, nei giudizi.
    In quanto alle con-fusioni, ne ricordo una speciale, con te e Dongio, quando ci siamo fusi nei 7 peccati capitali ;o)
    Ah, vedi di piantarla di mettere su flickr i “cieli da casa tua” altrimenti uno di questi giorni mi trasferisco da te.

    Aitan: onoratissima ;)

  3. Vero, sono vero nel dire quello che penso!
    Perchè dovrei mentire?
    Perchè dovrei dire cose che non penso?
    Perchè fare l’ipocrita e scrivere belle cose di qualcosa che non mi piace ad emeriti sconosciuti?
    Tu sei speciale, questo siamo in pochi a saperlo, forse neanche tu!

  4. Ago: speciale è una parola grossa …
    :o)

    IceKent: Benvenuto nell’Organizzazione! Ti ringrazio infinitamente, ricambiando, appunto, con la versione “infinita” della stessa formula.
    :o)

  5. Ago: speciale è una parola grossa …
    :o)

    IceKent: Benvenuto nell’Organizzazione! Ti ringrazio infinitamente, ricambiando, appunto, con la versione “infinita” della stessa formula.
    :o)

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