Sull’onda degli stupri letterari mi permetto di proporre le
ucronie capovolte, violando quindi la Storia, anche per particolari minimi e spostando il titolo alla fine.


 

Si era preparato per anni: questo sarebbe stato il giorno più bello della sua vita.
Si sentiva euforico, chissà se chi lo affiancava in questa operazione, appena uno spazio-tempo più indietro, aveva le sue stesse sensazioni…

Aveva dedicato la sua  esistenza ad un solo istante, che lo avrebbe portato alla Storia e al migliore dei Mondi Possibili.

Uno sguardo al suo orologio made in Japan: sì, era pronto. Sentì fremere il suo corpo di adrenalina, e diede il comando ai suoi.

In meno di dieci secondi l’aereo era nelle sue mani, gli avevano detto di non guardare i passeggeri, di fare come Ulisse con le Sirene.

Era lucido e con l’animo colmo di un’onnipotenza non sua, ma frutto di un addestramento ai limiti della sopportazione umana; gli occhi neri erano fissi sull’obiettivo davanti a lui quando  diede l’ultimo ordine e l’aereo si infilò in una delle due torri di quella città.

Qualche istante dopo anche l’altro aereo fece la stessa cosa, in sintonia assoluta, perfetto il risultato, che non avrebbe mai visto.

Le Due Torri 

TT
 Bologna, Le Due Torri
 
 
 Siete invitati a segnalarmi le vostre eventuali Ucronie Capovolte.

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26 pensieri su “

  1. accipicchia che stupro storico! come è andata a finire sì sa… il ducato di bologna, dopo l’attentato invase San Marino, che aveva le armi chimiche, si diceva, anche se poi non furono mai trovate e non c’entravano niente…

    invece… quelle torri ricordano molto i disegni galleggianti di Moebius…

  2. alexis: :-) troppa confusione?

    KrAkKa: grazie, ho bisogno di incoraggiamenti come il tuo perché a volte si ha voglia di sentirsi compresi anche in ciò che passa come un lampo per la mente e non raccontiamo mai.

    Miskin: no, attento però quando ti capita di andare a Bologna… evita le due torri.
    A presto!

  3. In realtà era una partita a scacchi…
    le due torri, gli ignari pedoni. Visto lo scacco matto lo sconfitto scagliò contro il pilota le pesanti torri di onice. L’aereo si schiantò contro il palazzo della Regina.

  4. Mi permetti un finale buonista?
    “Ma mentre l’aereo virava verso la prima torre lui si distrasse e gli fu fatale, perché vide un piatto di tortellini fumanti che gli offriva uno dei passeggeri, tale dottor Balanzone. Ne mangiò e decise di far atterrare l’aereo.
    Quanto all’altro, atterrato poco dopo sulla stessa pista, si seppe che il dirottatore si era contentato di cantare in duetto con un passeggero, tale Francesco Guccini, la canzone “L’avvelenata”.
    Ciao
    Scaramouche

  5. Manginobrioches: mi chiedevo, se l’obiettivo fossero state le due torri di Bologna, come avremmo reagito noi? Politicamente, militarmente e socialmente. E che impatto (diverso) sul resto del mondo?
    Sempre suggestivi i tuoi suggerimenti: lo schianto nel riflesso!

    Aquatarkus: e se fosse come dici tu? la nostra vita una partita a scacchi che qualcuno gioca da un altro angolo di osservazione, ben più ampio del nostro…

    Elis: forse avevo mangiato pesantuccio, l’altra sera ;o)
    Si spera negli effetti ottici!

    Scaramouche: abbiamo sempre la speranza che l’Italia sia il Paese dei miracoli :o)

  6. brioche: più o meno la storia come la conosciamo… sì
    il tutto sta nel “più” e nel “meno”.
    quello che non sappiamo e che riusciamo a immaginare; quello che immaginiamo e non riusciamo a sapere.
    l’ucronia c’è sempre.
    l’idea di capovolgerle è molto bella, crono.

  7. e se desiderassimo analizzare la fatalità non dal punto di vista storico, ma solo nella veste emotiva… la tristezza è concertare che le nostre migliori performance sono sempre viste dagli altri…

  8. cia piez e merd

    QUESTO MESSAGGIO E’ DEDICATO A CHI VOLESSE AVVICINARSI AD UN VEERO CANTAUTORE DI MUSICA

    ROCK/POP CIOE’ MARCO CONIDI

    QUESTA E’ LA SUA DISCOGRAFIA:

    E TRA POCHI GIORNI STA PER USCIRE IL SUO NUOVO LAVORO DOVE CI SONO DELLE CANZONIMERAVIGLIOSE TRA LE QUALI L’AMORE CHE VIENE E IDENTITA’ CHE POI E’ IL NOME DELL’ALBUM…

    IL SUO SITO E’ http://www.marcoconidi.com/

    CREDO CHE PARECCHI GIA’ LO CONOSCANO MA SONO STATI PLAGIATI DALLA MUSICA ODIERNA DELLE PLAYLIST

    ECCO ALCUNI SUOI DATI:

    DISCOGRAFIA

    1989 FERRAGOSTO ’66 Ed. Musicali IT

    1991 MARCO CONTA UNO DUE TRE Ed. Musicali IT

    1992 C’E’ IN GIRO UN’ALTRA RAZZA SONY Music

    1994 STELLA DI CITTA’ SONY Music

    1998 MARCO CONIDI Alabianca Group – TOTEM records

    2000 SCUSAMI TANTO – cd singolo –

    2001 REPRISE – cd live –

    BIOGRAFIA

    La storia di Marco Conidi è una storia vera e particolare.

    Poche volte all’interno del panorama della musica italiana è successo che un atista senza massicci investimenti da parte delle major e con delle pause discrete tra un album e l’altro, godesse di un affetto e di un seguito di tali proporzioni, fedele nel tempo, da parte di migliaia di ragazzi in tutta Italia.

    A riprova di tutto questo è sufficiente citare, ad esempio, le migliaia di contatti che il sito ufficiale, marcoconidi.com, registra mensilmente, ed il fans group che ha ormai superato gli 8000 iscritti.

    Tutto questo si deve al fatto che le canzoni di Marco sono entratre di prepotenza nel cuore di molti e grazie alle radio, ma soprattutto al passaparola ed a centinaia e centinaia di concerti in tutti i club d’Italia, il rapporto instaurato con i fans si è alimentato costantemente e si è rafforzato sempre più, al di fuori dei tradizionali meccanismi che regolano il mercato discografico.

    Autore da sempre di tutte le sue canzoni, Marco Conidi, mantenendo uno stile personale specialmente nella scrittura dei testi, ha unito la propria personalità al suono del tempo che cambia.. passa e ritorna.

    Appassionato di rock da sempre, è in questo mondo che intreccia vari stili e varie influenze.

    Interpretato da altri artisti tra i quali Paola Turci e Luca Barbarossa, ha sempre ricevuto attestati di stima da più parti, come ad esempio la citazione nella “Guida ai 100 Grandi Album della Musica Italiana” di Editori Riuniti.

    Bruce Springsteen in persona, dopo aver letto la traduzione di Marco di “One Step Up” (Un passo via da te), ne ha apprezzato la versione e ne ha autorizzato la produzione per l’album tributo “For You”, rendendo di fatto Marco uno dei pochi artisti in Europa autorizzato a tradurre il Boss.

    La regione Sicilia ha voluto premiare nel 2000 il brano “Italiani d’America” come Canzone Italiana Per Il Mondo.

    Queste ed altre sono piccole tappe della storia personale di Marco Conidi

    …ma il meglio è ancora da scrivere…

    http://www.marcoconidi.com/

    DA UN ANGELO MALEDUCATO

    Si intitola ‘Marco Conidi’ l’album che segna la ‘rinascita’ artistica a tempo di rock del cantautore romano: una breve intervista….

    Il nuovo album porta semplicemente il suo nome, come se fosse il segnale di una rinascita artistica: Marco Conidi, 31 anni, due partecipazioni al Festival di Sanremo (una con Bungaro e Di Bella), una svolta rock inaugurata con l’album “C’è in giro un’altra razza” nel 1992, riparte da una manciata di nuove canzone e da un’iniezione di fiducia arrivata con l’incontro dei suoi nuovi partner musicali, tra i quali spicca il chitarrista Vincenzo Mancuso (già con Francesco De Gregori per album come “Canzoni d’amore” e “Il bandito e il campione”). “Ho trovato gente entusiasta con cui lavorare, con cui ci siamo potuti prendere i tempi giusti, veri musicisti con cui è un piacere suonare dal vivo”, ha detto Marco, incontrato a Roma in una densa giornata di promozione. Il suo album è decisamente migliore del precedente, più credibile soprattutto dal punto di vista musicale, e rappresenta la fusione delle due anime di Conidi, quella rock accanto a quella più cantautorale: “Forse il precedente album aveva dei suoni più forzati, mentre qui non mi sono vergognato a mettere degli archi quando ce n’era bisogno, pestando duro quando era il momento. Volevo fare un disco che mi rappresentasse appieno”.
    Nel disco è citato Ligabue (chiamato “Zio Luciano” nel brano che apre, “Ali e stivali”), al quale d’altra parte Marco è legato a doppio filo: “Anzitutto non mi vergogno affatto ad ammettere che sono un suo fan da sempre; inoltre qualche anno fa il gruppo che suonava con me era quello dei Rockin’ Chair, che adesso è al suo fianco. In ogni caso, anche se i riferimenti a Ligabue sono evidenti, non è solo lui la mia influenza: io sono attratto da diversi musicisti, e tra gli italiani posso citare Fossati, Rino Gaetano e i Nomadi, mentre per gli stranieri ascolto molto Springsteen (sul disco è presente una splendida cover in italiano di “One step up” del Boss), ma anche R.E.M., Counting Crows, Neil Young”. Il disco di Marco Conidi fa anche i conti dei testi molto personali e autentici, tra i quali spiccano “Dall’altra parte del fiume” (“E’ la canzone che mi piace di più, quella che mi ha emozionato scrivere e che mi emoziona di più riascoltare”), “Italiani d’America” (“un brano a tema, scritto su gente lontana: l’idea ci è venuta a Casteldaccia, vicino Palermo, dove abita Vincenzo. Lì gli anziani ti raccontano storie di emigranti, e ti fanno immaginare la vita di quelli che sono partiti per andare lontano”) e “Cuori separati” (“sono stato indeciso fino all’ultimo se metterla nel disco, perché era una canzone che avevo scritto soltanto per me. Parlava della mia situazione di separato e del rapporto con mia figlia. E’ una canzone che dà serenità, dopotutto, e adesso sono contento che sia finita sul disco. Credo che possa anche servire un po’ a qualcuno…”).
    Insomma un buon disco, che fa dell’autenticità e della voglia di trasmettere energia i suoi punti di forza, che del resto sono gli stessi del suo autore. “Adesso che ho ricominciato a girare”, dice Marco salutando, “ho scoperto che molti ragazzi non mi hanno dimenticato, e anzi mi trattano come un amico. Per me questo è veramente il più grande onore. Vuol dire che ho trasmesso loro qualcosa che dura…”
    QUESTO MESSAGGIO E’ DEDICATO A CHI VOLESSE AVVICINARSI AD UN VEERO CANTAUTORE DI MUSICA

    ROCK/POP CIOE’ MARCO CONIDI

    QUESTA E’ LA SUA DISCOGRAFIA:

    E TRA POCHI GIORNI STA PER USCIRE IL SUO NUOVO LAVORO DOVE CI SONO DELLE CANZONIMERAVIGLIOSE TRA LE QUALI L’AMORE CHE VIENE E IDENTITA’ CHE POI E’ IL NOME DELL’ALBUM…

    IL SUO SITO E’ http://www.marcoconidi.com/

    CREDO CHE PARECCHI GIA’ LO CONOSCANO MA SONO STATI PLAGIATI DALLA MUSICA ODIERNA DELLE PLAYLIST

    ECCO ALCUNI SUOI DATI:

    DISCOGRAFIA

    1989 FERRAGOSTO ’66 Ed. Musicali IT

    1991 MARCO CONTA UNO DUE TRE Ed. Musicali IT

    1992 C’E’ IN GIRO UN’ALTRA RAZZA SONY Music

    1994 STELLA DI CITTA’ SONY Music

    1998 MARCO CONIDI Alabianca Group – TOTEM records

    2000 SCUSAMI TANTO – cd singolo –

    2001 REPRISE – cd live –

    BIOGRAFIA

    La storia di Marco Conidi è una storia vera e particolare.

    Poche volte all’interno del panorama della musica italiana è successo che un atista senza massicci investimenti da parte delle major e con delle pause discrete tra un album e l’altro, godesse di un affetto e di un seguito di tali proporzioni, fedele nel tempo, da parte di migliaia di ragazzi in tutta Italia.

    A riprova di tutto questo è sufficiente citare, ad esempio, le migliaia di contatti che il sito ufficiale, marcoconidi.com, registra mensilmente, ed il fans group che ha ormai superato gli 8000 iscritti.

    Tutto questo si deve al fatto che le canzoni di Marco sono entratre di prepotenza nel cuore di molti e grazie alle radio, ma soprattutto al passaparola ed a centinaia e centinaia di concerti in tutti i club d’Italia, il rapporto instaurato con i fans si è alimentato costantemente e si è rafforzato sempre più, al di fuori dei tradizionali meccanismi che regolano il mercato discografico.

    Autore da sempre di tutte le sue canzoni, Marco Conidi, mantenendo uno stile personale specialmente nella scrittura dei testi, ha unito la propria personalità al suono del tempo che cambia.. passa e ritorna.

    Appassionato di rock da sempre, è in questo mondo che intreccia vari stili e varie influenze.

    Interpretato da altri artisti tra i quali Paola Turci e Luca Barbarossa, ha sempre ricevuto attestati di stima da più parti, come ad esempio la citazione nella “Guida ai 100 Grandi Album della Musica Italiana” di Editori Riuniti.

    Bruce Springsteen in persona, dopo aver letto la traduzione di Marco di “One Step Up” (Un passo via da te), ne ha apprezzato la versione e ne ha autorizzato la produzione per l’album tributo “For You”, rendendo di fatto Marco uno dei pochi artisti in Europa autorizzato a tradurre il Boss.

    La regione Sicilia ha voluto premiare nel 2000 il brano “Italiani d’America” come Canzone Italiana Per Il Mondo….

  9. Arimane: e vedrai la prossima ucronia capovolta, forse ti sembrerà familiare…

    Giarre: :o) passo a vedere come stai

    Cominciare: finalmente allo scoperto con il nuovo avatar, mi mette allegria
    Immaginavo una tua angolazione emotiva

    Ago: grazie, anche per tanto altro,
    prendi nota dei neologismi di Dongio, per il Nuovo Vocabolario ceco-italo-giordano…

    Utente anonimo: hai mai pensato ad un corso su “spammare l’Essenziale”?
    C’è un tale che iniZia per Z che sono sicura ne tenga.

  10. Non conoscevo le ucronie ma ora mi sembrano un modo di raccontare molto interessante.Per me sono le “sliding doors” della storia e in questo caso il risultato sarebbe stato lo stesso, cambierebbe soltanto la nazione al potere!

  11. “… e quando si ritrovò nell’Ade cercò di ricordare il giorno che aveva scelto per quell’ultimo viaggio: era l’undici, l’11, capite?
    E quei due “1” affiancati, ancora perfettamente eretti, gli fecero capire che era stato solo un incubo”

  12. In questo periodo la mia distrazione mi porta ad arrivare sempre in devastante ritardo. C’è però sempre tempo per dirti che trovo interessante come al solito questo tuo racconto. Anche le ucronie capovolte danno molti spunti

  13. Scusa, ma mi sfugge dove sia l’ucronia in questa storia. La foto in fondo fa pensare che le due torri siano quelle di Bologna, quindi più che un’ucronia mi pare un cambiamento di scena da New York all’Emilia. Per aversi ucronia, ad esempio, l’aereo non si sarebbe dovuto schiantare. Cosa ne sarebbe conseguito? Avremmo avuto una guerra in Afganistan? E in Iraq?

    Buone feste
    Carlo
    http://www.scrivo.too.it

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