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Girovagando da Zop ho  incontrato ArimaneBis
Raccogliendo lo spunto del falso incipit (e dopo aver avuto la pazienza di leggere "Messaggero" che potete trovare sempre da Zop) ha scritto un breve racconto che mi ha colpito. Potrebbe essere fantascienza ma … non sprechiamo la nostra fantasia e continuamo a raccontarci!

Doppio furto (di ArimaneBis)

– In genere ci cadono quasi subito. Basta non essere troppo espliciti, all’inizio.
La ragazza rossa con la gonna lunga alzò la mano.
– In sostanza rubiamo le loro storie.
– Sì, più o meno è così. La prima telefonata serve da esca; poi si tratta di riconoscere il “cliente” giusto. Non avete idea di quanta gente ha voglia di raccontarsi, e quanti segreti è disposta a rivelare; e di quanta fantasia vada sprecata. E di quante cose accadono a chi sembra che non faccia nulla di più del normale. Quello che per loro è noia, per altri è delizia. Dovete parlare, stimolare, provocare, diventare amici, confidenti. Poi ascoltare. La sera, finite le telefonate, mettete tutto in pulito. Nel fine settimana si scelgono i pezzi giusti e si monta la storia.
L’agente si mosse verso i banchi dei giovani agguerriti, pronti a trasfigurare le idee della gente, a piegarle nelle parole giuste. Sorrise, li congedò per la pausa.
Una volta nell’ufficio, guardò il suo compagno
– Quanti credi che ne tireremo fuori, da questi?
– Un paio di sicuro, forse di più. La rossa sembra motivata. Fammi guardare… sì, ha le carte in regola, il saggio di scrittura è buono.
– Dio mio! Se penso quanto potrebbero guadagnare loro stessi, con quello che scrivono!
– Lascia andare; siamo noi a creare, in realtà. Noi ci mettiamo tutto. Loro sono solo le nostre penne, strumenti.
– Ma gli altri? Sono loro a pensare, a desiderare quello che ci consegnano.
Guardò di sfuggita la parete con i libri degli autori inesistenti, pensando ai prossimi nomi da inventare; Starr, gli venne in mente per primo. No: Shaw; meglio, più accattivante.
Uscì di nuovo nella stanza grande. I ragazzi erano già ai telefoni, mani sulle tastiere. Distribuì i fogli con i numeri. La ragazza rossa fu la prima a digitarne uno, dalla sua lista.
Intrappolato nel suo guscio di noia come un cavalluccio marino in un portachiavi di plastica, Breton trovò quasi gradevole lo squillo del telefono.
(Bob Shaw, Cronomoto)


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27 pensieri su “

  1. e io c’ero quasi caduta…
    quel “cronomoto” lì
    …in fondo…tra parentesi
    che mi pareva un explicit
    e al tempo stesso…un incipit
    per un nuovo racconto…
    “stuprando”, toh!,
    una certa Cronomoto !

    ragazzi, secondo voi,
    anche queste “traveggole” mentali
    fan parte del gioco?
    ci sto…ci sto…!

    bisousdefeminalùdens!

  2. Ma che bello questo racconto! Questo passaggio:
    “quante cose accadono a chi sembra che non faccia nulla di più del normale.” è, più spesso di quanto non si pensi, straordinariamente vero!
    Buona giornata, Paolo.

  3. Bellissimo…se ne potrebbe ricavare una versione fantascientifica: un alieno che ascolta storie dei terrestri per sceglier quella che gli piace di più, clonarsi uguale al suo autore ed entrare da clandestino nella sua vita.
    La vogliamo mettere in forma di soggetto cinematografico?
    :-)
    Come stai?
    Scaramouche

  4. @Perla: sì è bello condividere le cose che si sentono vicine ma che non siamo riusciti ad esprimere con le nostre parole.

    @ Copy: è da tempo che ti pedino da Perla :o) complimenti ancora per il Post sui Salmoni e l’anticonformismo.
    Il racconto è legato ad un cronoracconto ma è dell’autore citato al’inizio… io poi sarei una femminuccia.

    @Fully: ho scoperto un mondo nuovo, dove non esistono fini edi inizi. Un po’ come una scala di Escher, ma piena di sorprese.

    @aquatarkus: sono nel labirinto…
    grazie!

  5. Molto bello e suggestivo. Inquietante perchè molto più reale, realistico di quanto sembri: siamo noi a creare, in realtà. Noi ci mettiamo tutto. Loro sono solo le nostre penne, strumenti…. Davvero brava! :))

  6. @latendarossa: il racconto è di Arimanebis, ha colpito anche me, per questo mi sto perdendo nei suoi labirinti.
    E se squilla il tuo telefono…fai rispondere all’Ispettore Clouseau, chissà che storie avrebbe da raccontare ;o)

  7. a crono: grazie per i credits. e se ti perdi nei labirinti, chiama forte: in genere sono dietro l’angolo.

    a fully: il seguito non può che essere un altro incipit

    a tutti: grazie per le belle letture

    arimane

  8. “Non avete idea di quanta gente ha voglia di raccontarsi, e quanti segreti è disposta a rivelare; e di quanta fantasia vada sprecata”.
    Molto grazioso questo racconto!

    Complimenti per il tuo blog, davvero!

    UN saluto, Simona

  9. Ciao :) E’ un piacere passare da qui. Certo la connessione èancora uguale. Ma è tornato il sorriso. Anche grazie a voi, a te.
    Ti lascio un abbraccio grande e un grazie. Per la tua pesenza e per le tue parole ( mi hai fatto morire con la storia del wireless.. ancora rido) .. non sai quanto mi siano d’aiuto.

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