MASADA              Ascoltando "A different drum" – Peter Gabriel

 Risalendo Masada: Cronoscatto, 1997

 
 

Questa fortezza sorge su una collina di rocce che, dall’alba al tramonto, sono colorate di rosso.

Solitaria, in una zona desertica, è poco distante dall’oasi di Ein Gedi mentre più a sud si rincorrono  paesaggi orridi fino a Sedom (Sodoma).

 

Guardavo il suo profilo mentre ero ancora  nella depressione del Mar Morto: il  cielo del mattino era già di un blu carico e la rendeva ancora più maestosa.

Stavo raggiungendo la cima con una funivia, in silenzio come tutti gli altri passeggeri, cercando di imprimere nella memoria i colori nitidi  e contrastanti della roccia, di quel mare stanco e oleoso e la Giordania, lontana.

 

Più  a valle un gruppo di soldati in un’esercitazione, approfittando della temperatura ancora sopportabile, risaliva un sentiero impervio  e zigzagante con tenacia ed agilità.

Tra loro spiccava Zahtar che, quasi senza fatica, precedeva gli altri.

Avanzava automaticamente, cupo  per l’assurdità di quell’esercitazione e, come sempre, melanconicamente persuaso di essere troppo poco soldato.

Aveva combattuto molte battaglie, si era distinto in azioni valorose, ma aveva condotto una guerra tutta sua, senza mai uccidere o ferire, non ne era mai stato capace.

Era lo zimbello della sua compagnia, per questo lo chiamavano Zahtar: un miscuglio di erbe e spezie comuni  in quelle terre che viene utilizzato nella cucina di tutti i giorni.

 

Quando raggiunsi la cima pianeggiante,  la temperatura era vicina ai 50°C, l’aria secca e  mi bruciava la gola.

Perlustrai i resti di un grande accampamento, le cisterne scavate nella roccia e ciò che era rimasto sul quel piccolo altopiano, inespugnabile per  sua natura, e su cui l’imperatore Erode aveva voluto la sua fortezza.

Diverso era stato  il destino di quel luogo senza ombra.

Ogni tanto,  presa dall’impulso di scendere, spingevo lo sguardo lungo i versanti a picco, cercando un sentiero per il ritorno. 

Ne individuai due, uno più ripido dell’altro.

Con lo scorrere del tempo, la necessità di tornare a valle cresceva, accompagnata  da un senso di vertigine che associavo all’eco di un urlo.

 

Dicono che, intorno al 70 D.C., coloro che abitavano Masada, furono assediati dai Romani.

Chi governava quella gente, immaginando ciò che sarebbe accaduto, deliberò un suicidio di massa. Né mogli né figli dovevano essere risparmiati,  così non avrebbero conosciuto il disonore e la schiavitù.

Accarezzando, piangendo, stringendo a sé i propri figli, quel disegno fu portato a termine.

Si salvarono solo due donne e cinque bambini.

Quando i Romani videro cosa era successo non provarono esultanza per la vittoria ma ammirazione per il coraggio di quella gente. (*)

 

 

Scesa con la funivia, mi diressi istintivamente verso Ein Gedi. Volevo consolare me stessa  con immagini e atmosfere più rassicuranti.

Ein Gedi è un’oasi dove  la vegetazione tropicale è attraversata da acque che formano piccole cascate: ombra e umidità.

E’ una sfida, sfrontata e dissonante, alla desolazione del deserto.

Mi riposavo, con i pensieri ancora arroccati su Masada, osservando un ruscello, quando arrivarono quei  soldati intravisti la mattina; anche loro probabilmente cercavano ristoro.

Sentivo il profumo del loro caffé speziato con il cardamomo, difficile da dimenticare.

Parlavano nella loro lingua mentre me ne stavo seria in un angolo ad osservare con determinazione l’acqua scorrere nel ruscello.

Lì conobbi Zahtar, che si avvicinò a me con garbo per darmi qualcosa: un fiore di un colore vicino all’indaco, appena colto.

Un’intesa nel modo di vedere il mondo che leggemmo, muta, nei nostri occhi, ci lega ancora.

 

(*) Leggendo  “La Guerra Giudaica” (Flavio Giuseppe)


Un invito a leggere qui e a vedere questa ragazza

 

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27 pensieri su “

  1. Far l’amore con la natura…mmmhhh…niente di meglio!…son felicemente tornata…ed è stato un amplesso meraviglioso…quasi simile…al tuo “Racconto (quasi) erotico featuring MingusSamba e Tzugumi” ;-) kisss

  2. @anamorfico: in genere si parla troppo, ogni tanto, come nella musica, certi silenzi sono preziosi.

    @elisnelpaese: sì, sono stata in cima a Masada, confesso che mi sono rifiutata di scendere a piedi il “sentiero del serpente”. Dire vertigini è poco. :o)

    @bloogo: Chissà se Peter Gabriel tornerà a fare qualcosa di buono, nel frattempo so cosa farò l’11 settembre (non un attentato), credo che ci sia un tale di cui si può ascoltare la musica su RAI3 ;-)

    @asjetta: magari poi mi dici che sensazioni ti ha dato…

    @mammagiovanna: credo di aver capito la tua “esperienza”, vado a cercare le aquileverdi…

  3. @Laifisnau: camaleontico Laif, prometto di non fare poiù errori di ortografia, Laifisnau si scrive Laifisnau e basta :-)
    Vedo che contribuisci al grande progetto dello “scansafatiche”

    @Monsieur Scaramouche: anche a me mancano quei luoghi, in questo momento

    @Ice: grazie, sto analizzando i titololi dei tuoi post mentre sei in vacanza, dopo che ho scoperto Termin us
    A presto!

  4. Ciao Lucia, ovviamente il sig. Telecom non è tornato, cmq sto sfruttando 5 min di insperata connessione. Le mie vacanze sono state tranquille ed economiche: sono andato al mare vicino a casa, anche quando il tempo era invernale…
    Mi ero dimenticato di metterti fra i link: provvedo subito. A presto!!!

  5. bellissimi luoghi, certo che una natura così bella confrontata con la follia umana ….
    oddio! ma forse la natura così bella dovrebbe essere confrontata al soldato Zahtar ed il cerchio si chiuderebbe.
    ciao.

  6. @albolo: linkato, tanto te ne accorgerai tra qualche mese al quarto o quinto passaggio degli squadroni della Telecom, quando finalmente avrai la connessione :o)

    @amoleapi: su quella fortezza, anche a distanza di secoli, si percepisce qualcosa di folle, è un luogo troppo estremo, come il khamsin, un vento caldo che c’è da quelle parti, che dicono porti alla follia.
    ah, dimenticavo, tutti a casa tua che ci prepari il Frico!!! ;-)

    @mn70: grazie, passo da te per un saluto alla piccola aliena

  7. Peter Gabriel è uno dei miei artisti preferiti, la zona da te descritta è splendida, io sono stato dalla parte della Giordania, non capisco come ci si possa spartire angoli di paradiso estremi come questo!

  8. @Ago: ehi ma non mi hai visto che ti salutavo? :o) forse eri troppo impegnato a dormire, ops a guardare le stelle.
    Spero un giorno di andare in Giordania, Petra è uno dei miei chiodi fissi, ma credo ci sia molto di più.. Wadi Rum per esempio.

    @Peterparker: come ti ho scritto, adesso ho anch’ io il mio dolceforno,
    per chi non avesse letto oggi tra le news: i Mac portatili:
    http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/batterie-apple/batterie-apple/batterie-apple.html

    là!! questa sarà una bella notiziola anche per Contrabbubis, quando finisce i concerti e le vacanze

  9. Ma che bello questo post! Hai saputo cogliere colori e suoni e profumi di questi luoghi. Sembrava di essere un po’ là… :)
    ot: per quanto riguarda l’antivirus, forse è lo stesso che uso io: il mio si chiama AntiVir Guard.

  10. Dimenticavo: era da un paio di giorni che volevo lasciarti un commento, giuro! Ma splinder dev’essere in manutenzione (strano eh non lo è mai) e mi apriva sempre metà post…la pagina non caricava mai! :(

  11. Molto bello questo racconto. Poi io adoro (con un pizzico di immodestia lo faccio io stessa) i riferimenti, le annotazioni nn a piè pagina ma durante la narrazione.
    Ci sono due livelli diferenti di bellezza: uno che fa riferimento ai luoghi, meravigliosi, descritti con frasi che sembrano efficaci pennellate di colore; l’altro che fa riferimento all’uomo e che, una volta tanto descrive con ammirazione e tenerezza non tanto il personaggio che si impone al conteso, quanto il personaggio che segue la sua strada. Quello che viene comunemenete definito “perdente”.
    Mi chiedo se nn sia ora che ci allontanassimo da questi stereotipi barbaramente “occidentali”!

    Lucia io ti devo due grazie:
    Grazie per avermi “permesso” di postare e di leggerti qui. Ti “conosco” da molto oramai, spesso leggo i tuoi commenti da amici in comune, proprio per l’interesse che hanno sempre risvegliato in me. Commenti sempre puntuali, pertinenti, interessanti…
    Grazie per avermi dato la possibilità di conoscere altri due blog interessantissimi, quelli da te segnalati.
    Ed infine ti devo delle piccole scuse. Ieri era una giornata particolare, la mia mente si rifiutava di formulare concetti avente senso… Tu hai il pc .. io il cervello in riserva batterie :))
    Un carissimo saluto

  12. @latendarossa: Grazie! Anche madeinfranca mi dice che non riesce a commentare da me, credo siano dei problemi di Splinder che non riesce a reggere la messagistica privata o proprio non regge il cronoblog :-(

    @Lulu11: hai un blog che è tutto un programma, sono ancora frastornata dal tuo viaggio in treno :-)

    @Perlasmarrita: eccoci, non solo a commentare quasi insieme ma anche a ricordare i “Perdenti” come hai fatto tu con Sylvia Plath.

    @Lunastorta: ci sono tantissimi libri sulle differenze tra uomini e donne, ma quelle che hai visto tu superano tutte :-)))))

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