LE SINDROMI

vonbraunVon Braun

Le sindromi sono quelle cose che, dopo aver scandagliato tutte le diagnosi più o meno ovvie e semplici, i medici ti affibbiano, forse perché in queste patologie compaiono almeno tre o quattro sintomi che chiunque di noi presenta normalmente.

 

Le sindromi hanno qualcosa di magico, generalmente portano nomi altisonanti, comici, o etnici. Quella di una mia amica ricorda un antico guerriero giapponese. Insomma ti fanno sentire davvero importante.

Da tempo cercavo di compilare un elenco, in cui fossero  comprese quelle che ho avuto la gioia di vivere direttamente e non,  almeno sotto la forma di alcune varianti…

 

Sindrome dello scoiattolo: compare di solito in autunno, quando si è spinti da un irrefrenabile desiderio di riempire la propria dispensa di generi alimentari, oltre le necessità effettive.

 

Sindrome dello scoiattolo impiccato (variante): quando a fine mese la spesa effettuata fa scivolare in rosso il conto corrente.

 

Sindrome dell’Impiccato, per rimanere in tema: si rifà ad eventi realmente accaduti. Dicono che, a volte, il condannato che raggiunge il patibolo inizi a ridicolizzare la situazione e non riesca a trattenere irrefrenabili moti di ilarità. La fine sarà tragica comunque, ma almeno nei momenti immediatamente precedenti non si è tristi.

Succede più spesso di quanto sembri, anche senza necessariamente giungere al patibolo: quando la situazione sembra senza vie di uscita, l’autoironia è un’ottima risorsa, risolvendo sorprendentemente momenti drammatici.

 

Sindrome di Stendhal: trovo sia molto fine svenire davanti ad un’opera d’arte.

Una volta  ero a Firenze e sono quasi svenuta, ma credo la causa sia da ricercare in una coca cola gelida bevuta mentre ero seduta su pietre roventi alla fine di una maratona di film all’aperto.

I film però non erano d’autore.

 

Sindrome di Stoccolma: così chiamata in seguito ad una rapina a Stoccolma negli anni ‘70: talvolta le vittime prese in ostaggio  collaborano con i  carcerieri.

Purtroppo non mi hanno mai rapito.

 

Sindrome dell’Autoprofezia: questa è la dimostrazione scientifica della prima legge di Murphy (Se qualcosa può andare male, lo farà)

 Un esempio: nel caso si abbia paura che una relazione finisca, questa finirà: senza volerlo metteremo in atto comportamenti ed innescheremo eventi che porteranno, apparentemente in modo non consequenziale, alla temuta tragedia.

 

Sindrome del Nido Vuoto: quando i familiari si allontanano da casa per più di qualche giorno, o ci si sente soli, si inizia a riordinare  meticolosamente e ossessivamente  la casa-nido.

Quando capita (raramente) che Il Piccolo si assenti oltre le 24 ore in effetti inizio qualcosa che ricorda le pulizie di primavera, a cui partecipano anche i crono-gatti saltando qua e là. Desisto dall’operazione non appena li ritrovo acciambellati al centro del  lettone come due orrende bambole in un letto di campagna d’altri tempi.

 

Sindrome della mano aliena: non credevo esistesse ma su Discovery Science  hanno fatto vedere alcuni casi: ad esempio con una mano si accarezza una persona e con l’altra la si prende a ceffoni, questo accade (di solito) quando il lobo destro e  quello sinistro del  nostro cervello non sono molto in sintonia.

 

Sindrome addominale destra: non ho mai capito perché in alcuni Paesi caldi, la cucina  sia pesantissima. Ero in Portogallo, in agosto, e dopo aver mangiato (ovviamente in  più riprese) esattamente in quest’ordine: manzo con le cozze, feijoada, pesce fritto su un letto di frittata e cipolle, polpo delle dimensioni di quelli dei film dell’orrore anni ‘60, un dolce fatto con 10 uova per porzione, mi sono ritrovata in ospedale.

 Il portoghese non è una lingua facile quanto sembra, si sa, ma il medico del pronto soccorso era un brasiliano che aveva studiato nella mia città, qui in Italia, e sentenziò appunto la sindrome addominale destra.

Fu una fortuna, più che la diagnosi, che non modificò il mio stato di sofferenza di allora, il fatto che lo stesso medico  disse solennemente anche che non dovevo pagare la visita  perché eravamo della “stessa razza”. (Forse aveva appena visto il film “Mediterraneo”)

 

Sindrome del Golfo: questa è una cosa seria, che può colpire anche a distanza d’anni i reduci della guerra del Golfo. La patologia  comprende un numero quasi infinito di sintomi piuttosto insoliti e “in dipartimento” mi hanno detto che ne ho uno. (Sempre matti, quelli!)

 

Sindrome da stanchezza cronica: di solito è comune tra i mariti, con fasi di riacutizzazione durante i traslochi, e quiescenza improvvisa quando arriva in ufficio una collega nuova, di solito svedese.

E’ chic averla, Keith Jarrett sembra che  ne abbia approfittato ne abbia sofferto per un certo periodo. Ma a quel simpaticone si perdona tutto.

 

 

Sindrome di Mitridate:  Aver paura di essere avvelenati deve essere orribile. Lo so:  i crono-gatti si rifiutano di mangiare qualsiasi cosa che prima non abbia assaggiato io.  Ho fatto un patto: almeno con le crocchette si fidino a scatola chiusa

 

Sindrome dell’Elastico: percentualmente colpisce maggiormente il maschio; se una donna si avvicina affettivamente, l’uomo  si allontana, quando lei è sfinita e getta la spugna,  lui torna  all’improvviso.

Se la donna, ingenuotta, lascia intravedere un  ritrovato entusiasmo,  lui fa un passo  indietro di nuovo. 

 Sono a conoscenza di un caso senza speranza: dieci anni di elastico, non ne parlo perché so che odia ogni riferimento a se stesso, certo potrei citarlo perché lavora sette giorni su sette fino a sera tardi, figuriamoci se ha il tempo di leggere qui! Conosce quattro lingue di cui una è parlata in medio-oriente, l’altra in un Paese famoso per le Rose, la terza è l’inglese, la quarta dovrebbe essere l’italiano ma dopo più di 20 anni di permanenza in Italia l’accento è incomprensibilmente simile al russo.   (Ho dimenticato qualcosa?)

 

  

Ancora in fase di studio:

 

Sindrome di Ulisse: nel caso si pianfichi  un viaggio, una vacanza,  nel periodo immediatamente precedente la partenza ci si ammala; quanto più tutti cercano di rassicurarti, e tanto più il disturbo perdurerà.

 

Sindrome di Arianna: per nulla infrequente, compare quando si vaga da un reparto  all’altro, passando per laboratori, ambulatori pubblici e soprattutto privati, nella speranza di identificare il filo delle altre sindromi. Patologia assolutamente sconsigliata nel mese di agosto.

 

 Sindrome di Antoine : quando sei sempre convinto che qualcuno ti tiri qualche pietra. A volte si trasforma in sindrome collettiva e colpisce l’intero governo di un Paese.

 

Sindrome di Von Braun: è lo stadio successivo alla precedente. Alcuni soggetti portatori iniziano a prendere nuove abitudini come la pratica di “guerre preventive”.

 

La catalogazione ovviamente non è finita, prego chiunque di partecipare, con la propria o altrui esperienza, e specificare ulteriori sindromi, corredate dei principali sintomi.

Al/alla segnalatore/trice più fantasioso/a sarà assegnato un premio: una copia virtuale del Manuale Merck

 

Ringrazio Ecateo, che ha contribuito con fantasia applicata a casi reali alla formazione della lista.

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40 pensieri su “

  1. bonsai, insomma, ne ho un po’ di quelli che vendono per beneficienza sulle piazze, non saranno piante centenarie – e neanche di dieci anni- ma mi ci sono affezionato.
    Ho anche tanti di quei cactus da fiore che vendono al supermercato, di quelli proprio mi dimentico, sarà per quello che vivono bene! ciao!
    adesso leggo.

  2. come si chiama la sindrome di quello che entra in chiesa dopo tanti anni e sviene? sindrome 666?
    Quella dello scoiattolo ce l’ho tutto l’anno, mi deprime vedere 100 volte al giorno il frigo vuoto.
    non capisco neanch’io come facciano a sopravvivere nei paesi caldi con quelle pietanze piccantissime che mangiano, ancora ricordo con orrore il LA SINDROME DI MONTEZUMA che mi perseguito’ la notte dopo aver mangiato lo spezzatino di montone in salsa di enne’.
    (andavo fino al wc a gattoni per paura di svenire nei tre metri dal letto).
    Stanchezza cronica, ce l’ho! yeaa! sono un marito perfetto!
    SINDROME DI ULISSE! pero’ solo se vado al mare, mi coglie dal secondo al 4° giorno.
    Ciao :-D

  3. Sindrome inversa del Nido Vuoto. E’ la versione maschile della sindrome del Nido Vuoto, che si osserva più di frequente nelle donne.
    Io in questo periodo sono solo in casa ma non mi passa neanche per la testa di mettermi a riordinare. Anzi, senza più alcun freno inibitorio, semino il salotto di lattine di birra vuote sperando all’indomani di ritrovarle piene.

  4. @amoleapi: sindrome di Montezuma in camera? pensa in aereo in un viaggio intercontinentale, in cui un gruppo di 60 cinesi sono affetti dalla stessa sindrome. Capita anche questo sigh!!!
    Sindrome 666? :-)) Chiamiamo Ago come esorcista quando torna ;-)

    @IceKent: perfettamente in linea con il tuo modo di scrivere, torno a leggerti, perchè ogni volta scopro qualcosa di nuovo tra i tuoi pensieri non euclidei

    @Fully: Sindrome Inversa :-)), ma non c’è Fifa a farti compagnia ??

    @Asjetta: ci vuole predisposizione innata per questa…possiamo gemellarci

    @TheObserver: :-)) Pensavo avessi un solo blog, che leggo da molto tempo.

  5. infatti approfitta di avere quegli occhioni neri! intenerisce tutti! (ANCHE ME OHIMè!) tremenda, e quando la porto a fare footing con me, all’andata sembra che muoia, quando si accorge che si torna indietro sembra una gazzella! una volta si è stufata ed è tornata all’auto da sola! forse ha la sindrome da stanchezza cronica!
    ciao.

  6. Me ne vengono un paio anche a me…
    – sindrome del dinosauro: sai benissimo che ti estinguerai, e allora fai di tutto per evitarlo, accellerando così la tua scomparsa.
    – sindrome del [o da] torcicollo: quando ti si fa un complimento e tu ti volti per constatare se dietro di te ci sia qualcun altro (a cui, sospetti, il complimento sia rivolto). Produce inoltre fastidiosi torcicollo.
    – sindrome della risposta-domanda: consiste nel rispondere ad una domanda facendo a tua volta un’altra domanda.

  7. io ho la sindrome del blogger, mi ostino a tenere un blog anche se non ho niente da dire (e a dire il vero ne ho 3, tutti insulsi, forse è un record!) adoro i mancini, forse ho anche la sindrome del mancino mancato!

  8. come si chiama quella sindrome che ti fa autodiagnosticare ogni tipo di terribile malattia, anche l’ebola e lo scorbuto?
    finora me l’hanno definita solo come pura ipocondria, ma non mi rassegno, la voglio anch’io la mia meritata sindrome.
    ah, manca la sindrome pre-mestruale!!!! terriibbbilee!

  9. @cominciare: oggi sarai sotto l’albero, forse ;-)

    @amoleapi: Morgana come Jarrett, allora! Però simpatica, lei.

    @latendarossa: ho sempre detestato quei furbetti con la sindrome della risposta_domanda,
    torno ad ascoltarmi Sakamoto da te

    @vario: treeeee? ne ho visto solo uno, vado ad aggiornarmi!

    @mn70: Sindrome del “Doctor House”, se ti è capitato di vedere i suoi episodi in TV: ogni volta che lo guardo mi trovo con almeno 2 , 3 sintomi :-/ A volte penso che potrebbe essere il mio uomo ideale…

  10. Se qualcuno non l’ha già suggerita, io non tralascerei “la Sindrome di Tourette”!
    Di tutto rispetto e molto diffusa nel nostro prossimo…anche quello di famiglia!
    Informarsi alla voce.
    Molto interessante il tuo blog, vado a linkarti.

  11. Carissima, se parlando di autocensura ti riferivi al mio stringatissimo post, no, non è così, ma spesso piuttosto che lanciarmi in noiosi quanto lunghi racconti solo per amore di chi mi legge non mi va affatto, preferisco lasciare dei pensieri del momento, seppur brevi e apparentemente senza senso. Il mare? sono riuscita ad andarci un giorno solo, ora attendo che l’onda barbarica di ferragosto si attenui per potermi riappropriare dolcemente dei miei scogli :)

  12. @elisnelpaese: Non conoscevo questa sindrome, vedo su Wikipedia che si cura con la cannabis :-)

    @Tzu: ottima scelta, io sono barricata in casa, oggi. Una passeggiata questa mattina presto nella città vuota.

  13. Naturalmente io mi riferivo alla manifestazione più semplice e abbastanza diffusa tra i nostri uomini: non sanno controllare gli impulsi, e tutto ciò che passa loro per la testa – dal toccare il fondoschiena a una passante, all’urlare una bestemmia in chiesa, da esprimere il proprio pensiero a suon di parolacce, al mandare in frantumi un prezioso vaso cinese – è lecito pur di affermare la propria personalità.
    Nell’accezione più ampia della parola che comprende molti altri disturbi neurologici, è sì una vera e propria malattia e si cura oggi come un vero disturbo ossessivo/compulsivo.
    Ma anche altre sindromi da te indicate, se nella fase più esasperata, sono riconducibili a vere e proprie malattie, segno che la psiche è inscindibile ormai dal corpo (la sindrome della stanchezza cronica per esempio, o quella del malato di Moliere…)
    Ciao, grazie per la doppia visita.

  14. il post è molto carino (come il blog, per il quale ti faccio i complimenti) ma mi permetto di segnalare una cosa: la sindrome da stanchezza cronica, nonostante il nome apparentemente ridicolo, è una malattia REALE, molto seria e cronica. chi ne soffre è un disabile VERO a cui è negata un’esistenza normale (bambini sulla sedia a rotelle, adulti a letto attaccati ad un sondino ecc).
    non voglio fare la guastafeste ma sarebbe il caso di portare un minimo di rispetto x i malati.
    ciao!

  15. @senhal: quasi tutte le sindromi indicate nella prima parte sono patologie reali ed esistenti, e le ho vissute in prima persona o indirettamente. Ma non è questo il punto. Penso che a nessuno piacerebbe vivere con la sindrome del Golfo, ad esempio, sono d’accordo con te, ma piangersi addosso in certi casi non aiuta, spesso sono le persone che stanno peggio di noi ad aiutarci con delicatezza ed ironia ad affrontare questo tipo di situazione. Sindrome da stanchezza cronica o anche la depressione (a questa per ora sono immune) sono cose serissime, anche per chi è vicino a chi ne soffre. Spesso sottovalutate, con le conseguenze che ne derivano.
    Non sei una guastafeste, alcune persone pensano che la sindrome da stanchezza cronica sia solo uno scherzo.

  16. Io per esempio ho la sindrome della simpatia: ho una irrefrenabile simpatia per cronomoto (la conosci?) crono-gatti compresi. Essendo un istintivo, ho pensato all’inizio che fosse soltanto una bella persona. Grazie a questa sindrome ho scoperto con stupore che cronomoto è una bellissima persona.
    :-))
    Scaramoche

  17. Io ho colto in questo post uno spirito lieve e disincatato, una garbata ironia di sindromi quotidiane che ci toccano da vicino e che spesso sono sulla border-line;
    Io per esempio, pur sapendo che la mia è solo pigrizia, mi definisco una stanca cronica (perché vorrei solo poltrire), oppure soffro della sindrome da “craving” (abito più volentieri la cucina, specie di notte, che le altre stanze della casa)
    Alcune di quelle citate da Crono si sovrappongono a malattie crudeli; ma mi pare che tutto sia stato detto con profondo rispetto.

  18. @ Monsieur Scaramouche: cosa non si è pronti a dire per vincere un Manuale Merck virtuale :o))
    Baci (castissimi ovviamente)

    @ Elisnelpaese: sì, l’intento era quello di togliere pesantezza a certe cose, alcune lievi altre gravi che ci possono accompagnare nel corso della vita.
    Tra l’altro stimo tantissimo Jarrett che non ha approfittato della sua sindrome, come sostengono alcuni; se andate nel blog di Quoyle vi innamorererete, almeno di Jarrett intendo. Ho imparato a conoscere meglio la sua musica proprio grazie a lui (Quoyle: http://roundaboutmidnight.splinder.com)

    Per quanto riguarda il craving … non sapevo neanche cosa fosse, come per la sindrome di Tourette
    A presto!

    @Vario: dammi tempo e li trovo tutti e tre, FORSE (altrimenti cado nella sindrome di Asperger, comune tra gli haker)

  19. La sindrome dell’elastico esiste anche al contrario, dove lui sta al posto di lei… Ne so qualcosa, ma adesso credo si sia spezzato l’elastico, finalmente…
    Quella della stanchezza cronica di Jarrett è, purtroppo per lui, cosa vera e tremenda. Pare ne sia venuto fuori, ma non del tutto…
    Grazie del commento lusinghiero che ho trovato al ritorno dalle vacanze!
    Bloogo

  20. il tuo post mi sarà utile oggi…..
    spiego:
    mi sono rotto la gamba un mese fa e ieri ho scoperto che la ditta x cui lavoravo non mi aveva messo in regola…..
    il coltello dalla parte del manico ce l’ho sicuramente io a questo punto ma ho iniziato nelle ultime ore ad essere pessimista con pensieri del tipo:
    “va a finire che passo dalla parte del torto….capita sempre così…..alla fine me la prendo io in quel posto…etc”
    Sindrome dell’autoprofezia bella e buona!!!
    Ma ora che so quale sindrome mi ha attaccato nelle ultime ore saprò anche muovermi bene in questa situazione……
    diceva il signor Guerra in uno spot fortunato(non per lui):
    “L’ottimismo è il sale della vita”.

  21. @bloogo: la sindrome dell’elastico, quando è subita, logora l’elastico stesso. Pagina bianca: a che ora è che ti si può sentire su rai3??

    @trentacinque: estate da ricordare :-/
    mi appoggerei ad un avvocato, per sicurezza, possibilmente che non abbia la sindrome delle cause perse
    Spero lo “sgessamento” sia vicino.
    Guerra diceva anche altre cose…le ho sentite in Internet :o)

  22. Ciao! Eccomi (finalmente, perchè lo volevo da un po’) a far visita al tuo blog. Io la sidrome di Stendhal l’ho provata tre volte, sai? Non sono svenuta, no, ma mi girava forte la testa, mi batteva a rafgfica il cuore. La prima volta davanti ai bronzi di Riace….da restare senza respiro, stecchiti! La seconda a Pisa, sotto la torre distesa sull’erba, ricordo ancora la testa che girava e le sensazioni olfattive che provocava l’aria che entrava ed usciva dalle mie narici. La terza venti giorni fa, a Napoli, sotto la chiesa di S. Lorenzo, dove hanno rinvenuto resti di tre epoche diverse. Entarndo nello scavo sotto il pavimento del chiostro della chiesa e vedendo i resti di un antico mercato romano mi son sentita sconvolta ed ho dovuto sedermi. Anche lì l’aria che entrava ed usciva mi faceva strani scherzi…..chissà come mai!!!Poi, tutti i giorni, nella mia città, Venezia, rischio lo svenimento…..ma questa è un’altra storia.
    Ciao cara, un abbraccio!
    Vera

  23. io avevo una brutta sindrome all’università, era simile a quella provata da te in Portogallo, prima di ogni esame…..bè lasciamo perdere i dettagli, pensi che potremmo darle u nome stile “sindrome dell’uncino al fegato”?
    fantastico questo post

  24. Divertentissimo post! La Sindrome dell’Autoprofezia è la mia!

    – Sindrome da “Midnight Cowboy”(non mi piace il titolo italiano “Un uomo da marciapiede”), ne avevo parlato in un vecchio post, è la seguente:

    …approdi in un luogo, con sogni di successo, conquiste e fortuna, tutti i tentativi falliscono e l’unica cosa che riesci a trovare è la compagnia di un tizio, evitato da tutti e più sfigato ancora di te.

    Mi domando inoltre se le sindromi si sviluppano causate da fattori esterni o sono insite nel nostro codice genetico.

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