Racconto (quasi)  erotico featuring MingusSamba e  Tzugumi

Di questi tempi in alcuni blog si leggono dei racconti erotici, sarà l’estate, il caldo, a spingere verso certe direzioni. In particolare, leggendo spesso MingusSamba mi sono imbattuta nel Racconto di Tzugumi
Ho cercato di capire  se anch’io, tra i miei pensieri un po’ sconclusionati,   avrei mai potuto scrivere un racconto erotico.

Il  problema maggiore è stato  reperire  una vittima consenziente e vi assicuro  che non è stato facile...

Dadi, illustratore noto  in tutto il mondo,  nonché appassionato di pinguini, era in ritardo, e doveva affrontare un percorso pieno di imprevisti come ad esempio la tangenziale di Mestre, per andare a trovare  Crono, ma  le disse che non c’era alcun problema: era abituato alla Grande Muraglia, ancora dai tempi in cui lavorava a Milano. Anzi quelli  erano momenti speciali per lui,  in cui  poteva pensare ai suoi pinguini, ai pastelli,  e buttare al vento i colori, raccoglierli  di nuovo dentro di sé  per nuovi disegni.

Caricò in macchina i colori più preziosi, il Mac,   tutta la discografia di David Sylvian  (il punto G di Crono) e il suo inseparabile pinguino gonfiabile.  All’ultimo momento prese anche un cd dei Gotham Project, erano mesi che tentava di convincere Crono, che non ne voleva sapere di ascoltarli.

Crono era affranta dal caldo umido della pianura padana, cercava nell’attesa snervante di curare ogni dettaglio per quella serata a modo suo, si intende: climatizzatore, ma la temperatura era intorno ai 29° perché lei odia il freddo, ambiente  ordinato come una casa giapponese e pulito come una sala operatoria, una cena fredda preparata con cura, sperando che Dadi amasse almeno la cucina medio-orientale. Si ricordava infatti  che la vittima  odiava: pesce, verdura di ogni tipo, funghi, tutto ciò che ricordava le foglie, aveva zampe, ali  e altro ancora.

I due crono-gatti, immobili come centrotavola, la seguivano con gli occhi in ogni suo spostamento lanciandole sguardi  di sufficienza e a lei sembrava anche colmi di  un certo rimprovero.

Il campanello tuonò, lei aprì ormai in piena crisi extrasistolica, e finalmente entrò Dadi, con dei pantaloni rossi, una camicia bianca e il suo profilo da Nicolas Cage, che ogni tanto Crono si era ritrovata a sbirciare in passato. Si presentò  con il pinguino, il Mac,  i cd… e i colori nelle tasche.  Inciampò subito su “ Tutti i racconti 1956-1962” di Ballard, che Crono aveva lasciato per terra, unica cosa fuori posto e i pastelli rotolarono  per alcuni lunghissimi secondi in tutta la stanza, con grande gioia dei due crono-gatti.
“Non è niente”, disse sorridendo lui, sedendosi su un divano accanto al suo inseparabile pinguino gonfiabile.

Tutto era semplicemente perfetto.

Dadi,  che di blog non ci capisce una mazza ma aveva letto il racconto di Tzugumi, chiese subito dove era il ghiaccio,  Crono  arrossì in silenzio: aveva appena sbrinato il freezer. Restarono lì, a guardarsi  su due divani sì di fronte, ma distanti anni luce l’uno dall’altro. Crono ogni tanto lanciava uno sguardo sconsolato al pinguino.

 Lui,  (Dadi, non il pinguino) con tutto il coraggio rimasto e soprattutto con il desiderio ormai tendente asintoticamente a meno infinito, si sedette comunque vicino a Crono.
Lei si girò di 90° puntandogli le ginocchia contro le gambe, in difesa.

Iniziò a baciarla dolcemente, senza fretta, mentre lei, ricordando  che ad un certo punto nel racconto Tzugumi  inarcava la schiena, cercò di fare altrettanto, volendo  avvicinarsi.
Un dolore inaspettato e lancinante la sorprese, risalendo come un fuoco  lungo la schiena ed impossessandosi completamente di lei; da quanto non  le succedeva…
Sì, il famigerato colpo della strega.
Dissimulò il contrattempo recitando mentalmente tutti i mantra antalgici che le  aveva insegnato Zero, suo Maestro Zen.

Le mani di Dadi  iniziarono a muoversi  sicure come su un foglio da disegno.  ( Sto andando bene, qui vero?)

Per togliere i vestiti a Crono ci volle circa mezz’ora di tempo prezioso, il solito problema:  lei soffre il freddo e si copre come un palombaro: l’abbigliamento non era certo sexy: tolta la camicia grigio asfalto dai mille bottoni, restava la maglia a maniche corte dello stesso  colore solare, una manciata di minuti per sfilare i pantaloni in fantasia grigio mimetico dalle gambe che non finivano mai, calzettoni e anfibi (quelli erano un regalo del suo ex, noto scienziato, che aveva progettato tra le altre cose degli anfibi per i militari che si autoregolavano nella temperatura, lei era stata la cavia per l’esperimento in pieno agosto di qualche anno prima, ma questa è un’altra storia). A nulla valse la nota disinvoltura di Dadi con la lingerie femminile. (Non ricordo se anche questo è riportato in Web Index 5)

Crono era lì, imbarazzata più che mai sotto gli occhi di lui, che sorridendo la tirò a sé.
La tenne vicino, così com’era, e iniziò a disegnare con i suoi pastelli più belli.

 FRIGO blu100-OPEN


















http://www.davidebressan.it/


(Ringrazio  per la fiducia Mingus che ha accettato ad occhi chiusi il riferimento, spero che  Tzugumi possa perdonarmi  la libertà che mi sono presa. A Dadi, che si è gettato con coraggio non trascurabile nella parte,  prometto che non lo porterò al ristorante giapponese.)

P.S. Miskin nel post precedente, in realtà temporalmente sincronico al mio, scrive sullo stesso  tema, ma  come solo lui può farlo.


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28 pensieri su “

  1. Bubis: alcuni dettagli della location e della protagonista sono meno surreali di quanto possa sembrare :-)

    Zop: onoratissima del tuo giudizio, a proposito salutami quello studentello di matematica che perde tempo ad appallottolare fogli di carta, pensasse a tracciare certe curve…

  2. Ho adorato l’ironia di questo racconto, e amato tantissimo Crono, che con la sua tuta da palombaro mi assomiglia più di quanto si possa immaginare!
    Sono onorata della citazione :)
    Tzugumi

  3. E’ un racconto bellissimo, ironico e surreale. L’ho letto tutto d’un fiato. Sono contento di essere stato io a dare involontariamente lo spunto per un racconto così bello.
    Complimenti Crono

  4. Tzu: :-) penso sia bello poter attraversare i blog in questo modo, avevo preso spunto da Alexis62 l’uso del dialetto, perchè non avrei dovuto riconoscerlo? a presto…

    Mingus: grazie, incoraggiare un palombaro non è semplice, ma ci stai riuscendo.

    Giò: io anche nelle altre stagioni palombeggio…

    Max: galeotto fu il sito di Sylvian, ti ho seguito abbastanza silenziosamente, avevo già letto la tua testimonianza su quei giorni dello scorso anno su Repubblica.it.
    Oggi abbiamo le idee chiare sul tempo e sul futuro ;-)
    (Linkato)

    Cinese: grazie del passaggio

  5. Cara Lucia,

    grazie per l’incoraggiamento, in realtà mia zia credeva di mettermi in crisi. Io qualche idea a dire il vero l’avevo, ma non aspiravo affatto a realizzarla (anche perchè pensavo di averla già risolta). Invece poi accade l’imprevisto, accade che vai a ripescare l’idea vecchia di 4 anni e che a rileggerla ti ci ritrovi dentro e pensi che potresti mischiare un po’ le carte e allora… beh, allora diventa tutto più complicato, c’è bisogno di molta carta, di molti appunti. L’altro giorno ero piacevolmente invitato ad un incontro di sesso libero e mi sono messo a prendere appunti. Sono cose che succedono. Il fatto è che poi non avevo pezzi di carta e mi sono scritto tutto sulla coscia sinistra per poi ricopiare il tutto a casa, con calma.

    Continuano a ripetermi che ogni tanto, durante le attività quotidiane vado “in trance”, mi “assento”.

    Sarà vero?

    Scrivere non è sempre sano.

    Un bacio e mille grazie

    Marco

  6. ah!ah! tutto buono !Tutto bene-uff..però un po’ troppo caldo per un pinguino…la prossima volta VOGLIO i 20 gradi come da contratto! Miao!

  7. latendarossa: in effetti …forse l’erotismo è un genere che mi confonde un po’ :-)

    marco: ancora auguri! vedo che hai compiuto gli anni, nel bel racconto che hai trasferito dalla coscia sinistra al tuo blog ;-)
    baci

    dadi, credi di riuscire a celarti sotto l’anonimato? è colpa mia se la tangenziale era bloccata? se ieri qui c’erano 37° e i crono gatti si sono affiancati a me come due guardie svizzere?
    a presto

  8. …e dài …mi sa che, invece,
    tu sei per il trasgressivo spinto…
    quei “racconti 1956-1962 di Ballard”
    lasciati lì per caso…(?)…quei pastelli rotolanti…
    ke poco poco avisseve a ‘ffà nù quadrett’ ?

    bisous, ma chère, ti ho linkata !

  9. @bartleby grazie della visita,
    a presto :-)

    @amoleapi non capisco cosa ci sia di così ridicolo ;o) E’ viva la suocera o è stata veramente la baby sitter delle api per tutto questo periodo?

  10. amoleapi: la suocera è salva!

    rearwindow06: in musica vedo dal tuo radioblog altri “punti” in comune: I Radiohead, lo sapevamo, ma anche Bjork e i Depeche.
    Peccato non possa partecipare alla vostra setta per la distanza, solo perdermi le prove di iniziazione è un vero dramma ;o)

  11. Beh… si potrebbe decidere di aprire una cellula della nostra “Setta dei Bloggisti Abbastanza Vivi” nella tua regione… nel qual caso io ti proporrei come Presidente Onorario!!! :-)
    Un sorriso, Paolo.

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