Cieli
Miskin ha scritto queste parole, affidandole al caso non potendo probabilmente consegnarle a chi vorrebbe.
Rendono immagini nitide,  con quel riguardo, vicinanza,  che a volte  dimentichiamo e ricordiamo troppo tardi. 
cielo

Luna ti ho visto con il tuo sguardo distratto il flauto a tracolla e la mamma che urla sempre. Ti ricordi quando ti leggevo l’orlando furioso per farti addormentare? E quei compiti così sofferti, i Sumeri specialmente non volevano entrarti in testa. Eri così bella, così persa nel tuo mondo che qualche volta ho pensato di averti fatto io. Non avere fretta di crescere, e quando disegni quei bei cieli non ascoltare chi ti dice di farli azzurri se tu li vedi gialli. Proteggi sempre tua sorella non lasciarla mai e cerca di andare d’accordo con la mamma, ti vuole tanto bene come te ne voglio io anche se non ci vediamo più, ora ti lascio perchè mi viene la malinconia e poi divento noioso. Probabilmente non leggerai mai questo messaggio ma sappi che ti penso sempre. (miskin)

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5 pensieri su “

  1. Cara Luna e Alice Questa storia non si sa quando inizia e quando finisce quindi mettetevi comode e non abbiate fretta. Era una mattina piovigginosa, di quelle mattine in cui si rimarrebbe a letto più che volentieri. Un impiegato ferroviario di nome Idril Volcolovic si alzava dal letto, non si sentiva bene, aveva come un nodo alla gola, respirava con l’affanno di uno che ha corso per mezz’ora. Come ogni giorno ripeteva gli stessi gesti meccanici, ma qualcosa quella mattina proprio non andava. Davanti allo specchio del bagno si guardava quasi un po’ spaventato del suo aspetto penoso, la faccia rossa gonfia, gli occhi gialli e fuori dalle orbite. È come se gli mancasse l’aria, poi boffonchiando un accenno di tosse guarda il tavolo della cucina e vede la bolletta, la prende in mano e la guarda con attenzione ansimando come un asmatico. La bolletta era scaduta da un mese e propio quel giorno avevano chiuso l’aria. Idril Volcolovic non aveva pagato la bolletta dell’aria e stava per morire soffocato! In un attimo era vestito pronto per uscire, poco tempo rimaneva prima che chiudessero gli sportelli per pagare la bolletta. Sull’autobus rantolava come una bestia, la gente lo guardava e sorrideva malignosamente. Arrivato al palazzo dell’aria c’era una grande scalinata da salire e dei lunghi corridoi pieni di gente che aspetta da percorrere. Lo sportello preposto per la riattivazione dell’aria è all’ultimo piano e Idril era cianotico ormai e si trascinava a quattro gambe verso la coda di morosi ansimanti. Arrivò il suo turno ma l’impiegata non aveva resto, Allora Idril si spiaccicò sul vetro e lentamente cadde per terra in preda a convulsioni. Poi d’un tratto sentiva un leggero solletico alla gola, lentamente si alzò e subito si sentì meglio, gli avevano riaperto l’aria.

  2. I complimenti vanno a Miskin, un saluto a Luna ed Alice…
    Ho preso i pastelli pensando ai cieli di Luna, da piccola facevo le nuvole rosa e disegnavo con la sinistra.
    Mancina corretta, lo ammetto.
    Continuo a disegnare con la sinistra, con risultati scarsissimi :-)
    Ma grazie Dark Angel e Cammy, Mingus e Federico per l’incoraggiamento!!
    L.

    Ciao Matteo, aspetto il seguito

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